Justice pour Quentin Deranque, accusata l’estrema sinistra “antifa” per il pestaggio mortale del 23enne: il “clima da guerra” in Francia
Alle accuse dell’estrema destra sono seguite le dichiarazioni del governo francese: dietro la morte per pestaggio del 23enne attivista di destra Quentin Deranque, studente di matematica e cattolico praticante, ucciso giovedì scorso a margine di una manifestazione politica a Lione, in Francia, ci sarebbe l’“estrema sinistra”. Aperta un’inchiesta per sospetto omicidio colposo aggravato dalla procura di Lione, gli inquirenti stanno lavorando per risalire ai responsabili del pestaggio. Anche la Francia andrà alle presidenziali nel 2027 mentre a marzo si voterà alle comunali.
La violenza si sarebbe consumata a margine di una manifestazione sulle relazioni tra Unione Europea e i governi europei nel contesto dei conflitti in Medio Oriente, alla quale era intervenuta l’eurodeputata palestinese, Rima Hassan, del partito La France Insoumise (LFI), all’Istituto di Studi Politici (Iep). Nemesis, un collettivo vicino all’estrema destra, aveva organizzato una protesta davanti all’istituto. Secondo il collettivo, Deranque stava garantendo la sicurezza dei suoi manifestanti ed è stato aggredito da attivisti “antifascisti”. Sarebbe scoppiata una prima rissa intorno alle 18:30 che avrebbe coinvolto una cinquantina di persone. Successivamente si sarebbe scatenato un inseguimento nelle strade vicine che avrebbe portato a un secondo scontro.
Secondo l’avvocato della famiglia, la vittima sarebbe stato vittima di un’imboscata tesa da “individui organizzati e addestrati, di gran lunga superiori in numero e armati, alcuni con il volto mascherato”. Un presunto video dell’aggressione è stato trasmesso dalla televisione TF1: si vedono una dozzina di persone che colpiscono tre persone a terra, due riescono a fuggire. Ricostruzioni tutte da accertare e verificare. Non è noto chi sia stato a colpire, non è neanche chiaro se si sia trattato di più persone. Quello che è certo è che quando è stato soccorso, Deranque aveva un grave trauma cranico. La vittima non aveva precedenti penali e aveva preso a frequentare gli ambienti nazionalisti locali da un paio d’anni.
“Secondo le nostre informazioni – ha scritto sui social Hassan – i servizi segreti territoriali erano stati avvisati da diversi giorni della manifestazione programmata dalle femministe nazionaliste di Némésis davanti a Sciences Po. Tuttavia, nessuna presenza visibile della polizia era dispiegata intorno all’edificio, nemmeno a scopo dissuasivo. Solo dopo che gli studenti di Sciences Po Lyon hanno iniziato a respingere il manipolo di attivisti di estrema destra, è stata chiamata la polizia, che è intervenuta. I furgoni sono stati parcheggiati in una strada adiacente alla scuola, ma sul lato opposto del tunnel, dove si stavano verificando gli scontri più gravi”.
— Rima Hassan (@RimaHas) February 16, 2026
“È stata chiaramente l’estrema sinistra a ucciderlo”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Gérald Darmanin. “Le parole possono uccidere”, ha aggiunto il ministro accusando i politici di estrema sinistra di alimentare una “violenza sfrenata” con il loro linguaggio e gli stessi Hassan e il leader di LFI Jean-Luc Melenchon di “non aver avuto una parola da dire per la famiglia del giovane”. Anche il ministro degli Interni Laurent Nunez ha dichiarato all’emittente pubblica France 2 che “l’estrema sinistra” era “chiaramente al timone” dell’attacco.
“Quanto avvenuto a Lione, nascosto dalla maggior parte dei media tradizionali, è di una gravità pazzesca”, ha scritto sui social Matteo Salvini, segretario della Lega e vice premier del governo Meloni, postando anche un video. “Un giovane (Quentin, 23 anni) aggredito e pestato a morte, ucciso per le sue idee, solo perché aveva difeso alcune attiviste. L’escalation di azioni criminali da parte di gruppi organizzati di estrema sinistra, che colpiscono in tutta Europa, è evidente e preoccupante. Morte e violenza non possono fare parte della ‘battaglia politica’. Onore al ragazzo caduto per mano di questi criminali”.
Quanto avvenuto a Lione, nascosto dalla maggior parte dei media tradizionali, è di una gravità pazzesca.
Un giovane (Quentin, 23 anni) aggredito e pestato a morte, ucciso per le sue idee, solo perché aveva difeso alcune attiviste. L’escalation di azioni criminali da parte di… pic.twitter.com/vA4sMiohEV
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) February 15, 2026
Melenchon ha respinto ogni accusa, le ha definite prive di “qualsiasi collegamento con la realtà”, ha descritto il suo come un movimento che si oppone alla violenza. L’estrema destra ha accusato dell’omicidio la Jeune Garde, un’organizzazione giovanile antifascista della LFI che ha negato ogni coinvolgimento ma che contestualmente ha sospeso tutte le attività. Il fondatore Raphael Arnault, deputato di LFI, ha espresso “orrore” per il pestaggio mortale.
A Parigi e a Montpellier si sono tenute delle manifestazioni in ricordo della vittima. A Lione si terrà una marcia in onore della vittima sabato prossimo. “Nella Repubblica – ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron su X – nessuna causa, nessuna ideologia, giustificheranno mai che si uccida. Perseguire, portare davanti alla giustizia e condannare gli autori di questa ignominia è indispensabile. Per l’odio che uccide non c’è posto da noi”. Alcune sedi del partito LFI sono state assaltate e danneggiate in diverse città.
À Lyon, Quentin a été victime d’un déferlement de violence inouï.
Il a perdu la vie à 23 ans seulement.
À sa famille et à ses proches, j’adresse mes pensées et le soutien de la Nation.
En République, aucune cause, aucune idéologie ne justifieront jamais que l’on tue.…
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) February 14, 2026
“La France Insoumise incoraggia ormai da anni un clima di violenza. La France Insoumise ha legami confermati, se non riconosciuti, con gruppi di ultrasinistra estremamente violenti”, ha attaccato la portavoce del governo francese Maud Bregeon ai microfoni di Bfmtv/Rmc. “C’è dunque, rispetto al clima clima politico, al clima di violenza, una responsabilità morale della France Insoumise”. Sospeso il “diritto di accesso in Parlamento a Jacques-Elie Favrot, l’assistente parlamentare del deputato LFI, Arnault, il cui nome viene “citato da diversi testimoni” nell’aggressione mortale del giovane militante nazionalista. Marine Le Pen, tre volte candidata alla presidenza con il Ressemblement National, ha condannato i “barbari responsabili di questo linciaggio”. Il principale sindacato di Francia, il Cfdt, ha condannato “l’ultrapolarizzazione delle posizioni politiche” e un “clima da guerra” nel dibattito.
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