La Giornata mondiale della pace: un cammino che riguarda tutti

Gen 1, 2026 - 21:30
 0
La Giornata mondiale della pace: un cammino che riguarda tutti

Il 1° gennaio la Chiesa cattolica celebra la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, una delle feste mariane più antiche e significative del calendario liturgico. In questo giorno, che apre un nuovo anno, i fedeli sono invitati a ricordare  e contemplare Maria nel suo ruolo più profondo: madre di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

Dal 1967, Paolo VI (1963-1978)  ha voluto che proprio il 1° gennaio fosse anche la Giornata Mondiale della Pace. Questo legame sottolinea come la pace autentica passi attraverso l’accoglienza, la cura e l’amore, valori incarnati in modo perfetto da Maria. Affidare il nuovo anno alla Madre di Dio significa desiderare un tempo segnato dalla riconciliazione e dalla fraternità, tra tutti gli esseri umani.

Questa “Giornata” speciale, rappresenta sicuramente un momento per riflettere sul valore fondamentale della convivenza pacifica tra i popoli e le nazioni.

La pace è un tema che ha ispirato filosofi, attivisti, scrittori e leader spirituali nel corso dei secoli, e infatti puntualmente ogni anno questa ricorrenza invita governi, istituzioni e cittadini a interrogarsi sul significato autentico della pace, da intendere non solo come assenza di guerra, ma come costruzione quotidiana di giustizia, dialogo e rispetto reciproco.

Purtroppo il mondo attuale, e già da troppo tempo, è tristemente segnato da tanti conflitti armati, disuguaglianze economiche, crisi ambientali e tensioni sociali, la pace appare spesso come un obiettivo lontano.

Eppure, proprio in questo contesto, la Giornata Mondiale della Pace assume un’importanza ancora maggiore: ricorda che la stessa non è un’utopia, ma una responsabilità da condividere e possiamo trovarci d’accordo che essa nasce da scelte concrete, dal rifiuto della violenza, dalla tutela dei diritti umani e dalla promozione della dignità di ogni persona.

“La pace sia con te!. Questo antichissimo saluto, ancora oggi quotidiano in molte culture, la sera di Pasqua si è riempito di nuovo vigore sulle labbra di Gesù risorto. «Pace a voi» ( Gv 20,19.21) è la sua Parola che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. Per questo i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla più silenziosa rivoluzione: ‘La pace sia con voi!’. Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.

Queste parole fanno da introduzione al messaggio di Papa Leone XIV, che ha indirizzato a tutti, per la Giornata Mondiale della Pace, sul  tema “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”.

Il Pontefice parte da una constatazione tanto semplice quanto scomoda: il mondo contemporaneo vive una frammentazione profonda. Guerre dichiarate e conflitti “a bassa intensità”, disuguaglianze economiche crescenti, crisi ambientali e tecnologiche stanno erodendo le basi della convivenza. In questo scenario, invita tutti a superare l’illusione che la pace possa essere garantita solo dall’equilibrio delle forze o dalla deterrenza. La pace autentica, sembra suggerire, nasce piuttosto dalla giustizia e dalla cura delle relazioni.

E così il Papa ci ricorda che la tanto sospirata pace richiede  sicuramente coraggio politico, un’alta capacità di mediazione, investimenti nella diplomazia e, soprattutto, la volontà di ascoltare. E in questa società definita tecnologica e purtroppo segnata da linguaggi aggressivi e polarizzazioni ideologiche, manca la voglia di ascoltare e  l’ascolto  può diventare diventa un atto rivoluzionario.

Nel messaggio c’è un forte richiamo da parte di Leone XIV, a riconoscere il valore della dignità di ogni singola persona, soprattutto dei poveri, dei migranti, delle vittime delle guerre dimenticate – la pace rischia di diventare un privilegio per pochi.

Occorre educare alla pace, occorre far sì che la pace diventi un’ esigenza, ed una necessità primaria, non soltanto per l’uomo, ma per l’intera umanità. Educare alla pace significa prendere continua coscienza come essa venga soventemente minacciata, non solo dai missili, dagli arsenali stipati di armi, da parte di alcune nazioni, ma anche dalla fame, dall’ingiustizia, dall’assenza di libertà e non solo quella di espressione, che purtroppo coinvolge popolazioni intere.

Ci piace ricordare quanto disse Giovanni Paolo II il 27 ottobre del 1986 ad Assisi: “Noi affidiamo la causa della pace specialmente ai giovani: possano essi contribuire a liberare la storia dalle false strade in cui si svia l’umanità”.

Anche Leone XIV ha voluto ribadire l’importanza del ruolo che  investe le nuove generazioni. I giovani possono diventare  i veri  protagonisti di un cambiamento possibile. Educare alla pace, pertanto significa educare al pensiero critico, alla responsabilità digitale, alla solidarietà globale. È un’educazione che deve andare oltre le aule scolastiche, ma coinvolgere le famiglie,  le comunità religiose e  gli spazi civili.

Scrive il pontefice: “Quanti sono chiamati a responsabilità pubbliche nelle sedi più alte e qualificate, «considerino a fondo il problema della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche su piano mondiale: ricomposizione fondata sulla mutua fiducia, sulla sincerità nelle trattative, sulla fedeltà agli impegni assunti. Scrutino il problema fino a individuare il punto donde è possibile iniziare l’avvio verso intese leali, durature, feconde».

E’ un forte invito, ma soprattutto un richiamo sulla responsabilità politica e internazionale, non ci si  limita a un semplice appello morale generico, ma si vogliono chiamare in causa le istituzioni tutte, che spesso hanno l’abitudine a rimandare le scelte difficili quando si parla di pace.

La pace non dev’essere un’utopia irraggiungibile, ma un cammino quotidiano, fatto di scelte piccole e grandi. E, come ricorda  proprio Leone XIV, la pace va ribadito con forza, sempre, è un cammino che riguarda tutti: credenti e non credenti, governanti e cittadini, comunità locali e mondo globale.

The post La Giornata mondiale della pace: un cammino che riguarda tutti appeared first on In Terris.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia