La Regione Valle d'Aosta vuole promuovere e rafforzare il Terzo Settore
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Cambia passo il rapporto tra istituzioni e mondo non profit in Valle d’Aosta. La Giunta regionale ha infatti dato il via libera alla proposta di disegno di legge sul Terzo settore, trasmettendola al Consiglio regionale della Valle d’Aosta per l’esame e l’eventuale approvazione.
Il provvedimento, adottato nella seduta di venerdì 6 febbraio 2026, punta a ridefinire in modo strutturale le modalità di collaborazione tra pubblica amministrazione ed enti non profit, introducendo strumenti e principi che mirano a rendere più stabile, trasparente e partecipata la costruzione delle politiche sociali.
L’iniziativa normativa si inserisce in un contesto in cui il Terzo settore svolge un ruolo sempre più rilevante nella progettazione e nell’erogazione dei servizi alla persona, nell’inclusione sociale e nella promozione della cittadinanza attiva. La proposta, ora all’attenzione dell’assemblea legislativa, mira a consolidare questo ruolo attraverso un quadro di regole e strumenti pensati per favorire una cooperazione continuativa, superando logiche episodiche o meramente consultive.
Un quadro normativo per rafforzare il Terzo settore
Alla base del disegno di legge c’è il riconoscimento del valore strategico degli enti non profit nella programmazione regionale. Associazioni, cooperative sociali, fondazioni e organizzazioni di volontariato sono chiamate non solo a realizzare interventi sul territorio, ma anche a contribuire alla definizione delle priorità e degli obiettivi delle politiche pubbliche. In questa prospettiva, il testo introduce un modello che punta a rendere la collaborazione più ordinata e prevedibile, offrendo agli operatori strumenti chiari e canali di confronto stabili.
L’intento dichiarato è quello di costruire una relazione fondata sulla corresponsabilità, in cui pubblico e privato sociale condividano analisi dei bisogni, progettazione delle risposte e valutazione dei risultati. Una scelta che riflette l’evoluzione del Terzo settore, sempre meno percepito come semplice erogatore di servizi e sempre più come partner nella costruzione del welfare locale.
Consulta e Osservatorio: due nuovi strumenti di governance
Tra le principali novità previste dal disegno di legge spicca l’istituzione di una Consulta regionale del Terzo settore, concepita come luogo permanente di confronto tra istituzioni e realtà non profit. La Consulta dovrebbe favorire la partecipazione attiva degli enti alla definizione delle politiche regionali, offrendo uno spazio strutturato per il dialogo, lo scambio di buone pratiche e l’elaborazione di proposte condivise.
Accanto a questo organismo, il testo prevede la creazione di un Osservatorio regionale sul Terzo settore, con compiti di monitoraggio e analisi. L’Osservatorio sarà chiamato a raccogliere dati, studiare l’evoluzione del comparto e fornire elementi utili per orientare le scelte politiche e la programmazione strategica. Un approccio che mira a superare interventi frammentari, puntando su decisioni basate su informazioni aggiornate e su una conoscenza approfondita del territorio.
Volontariato e innovazione sociale al centro
Il disegno di legge dedica ampio spazio anche al rafforzamento delle attività di promozione del volontariato e dell’innovazione sociale. In particolare, viene previsto un sostegno più stabile al Centro di Servizio per il Volontariato, considerato un punto di riferimento per le numerose associazioni attive in Valle d’Aosta. L’obiettivo è garantire continuità alle attività di supporto, formazione e accompagnamento, facilitando l’accesso a competenze e strumenti utili per affrontare le sfide organizzative e amministrative.
Un’attenzione specifica è riservata anche agli adempimenti richiesti agli enti iscritti al Registro Unico del Terzo settore. La proposta normativa intende rendere tali obblighi più accessibili e sostenibili, riducendo il peso burocratico e favorendo una maggiore qualità nella gestione delle attività. Un aspetto particolarmente rilevante per le realtà di dimensioni più contenute, spesso basate sull’impegno volontario.
Amministrazione condivisa e partecipazione attiva
Cuore del provvedimento è la promozione di un modello di amministrazione condivisa, fondato su strumenti come la co-programmazione e la co-progettazione. Si tratta di modalità che consentono agli enti del Terzo settore di partecipare sin dalle fasi iniziali alla definizione degli interventi di interesse generale, contribuendo con competenze, conoscenza dei bisogni locali e capacità di innovazione.
Questo approccio mira a rendere le politiche sociali, culturali e comunitarie più aderenti alla realtà dei territori, valorizzando il contributo di chi opera quotidianamente a contatto con le persone e le comunità. In questa prospettiva, il Terzo settore viene riconosciuto come un alleato strategico, capace di affiancare le istituzioni nella costruzione di risposte efficaci e sostenibili.
Un percorso costruito nel tempo
La proposta di legge nasce da un percorso di confronto e ascolto durato anni, che ha coinvolto una pluralità di soggetti: associazioni, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, enti impegnati nella promozione sociale ed enti locali. Un lavoro che ha permesso di raccogliere esigenze, criticità e proposte, traducendole in un testo normativo che ambisce a rispondere alle reali necessità del settore.
Con questo passaggio, la Regione Valle d’Aosta punta a dotarsi di uno strumento capace di accompagnare l’evoluzione del non profit locale, riconoscendone il contributo alla coesione sociale e allo sviluppo inclusivo. Ora la parola passa al Consiglio regionale, chiamato a discutere e valutare una proposta che potrebbe incidere in modo significativo sul futuro delle politiche sociali valdostane.
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