Libia: i medici dell’Italia in campo per la riforma della sanità

Gen 10, 2026 - 18:00
 0
Libia: i medici dell’Italia in campo per la riforma della sanità

Un incontro tecnico a Tripoli ha riunito autorità libiche e partner italiani per discutere lo sviluppo del sistema sanitario, tra pianificazione, formazione e cooperazione internazionale. La riunione si è svolta ieri nella capitale libica, sulla costa della Tripolitania, alla presenza del viceministro della Salute del Governo di unità nazionale, Mohammed al Ghoj, e di rappresentanti dell’ufficio del primo ministro. Al tavolo hanno partecipato anche delegati dell’ambasciata d’Italia, della società di consulenza italiana Efeso Management Consultants e del mondo accademico-sanitario italiano.

Secondo quanto riferito dal portale governativo “Hakomitna”, l’incontro è servito a fare il punto sulle priorità del settore sanitario libico, sulle principali carenze infrastrutturali e organizzative e sulle difficoltà che rallentano l’erogazione dei servizi. I partecipanti hanno concordato sull’esigenza di rafforzare la cooperazione con centri di competenza internazionali per migliorare la programmazione, la gestione degli ospedali e la qualità delle cure offerte ai cittadini.

Per la parte italiana erano presenti, oltre ai consulenti di Efeso – gruppo attivo a livello globale nella riorganizzazione dei sistemi ospedalieri e nello sviluppo di modelli di gestione sanitaria – anche la direttrice dell’Ufficio Ice di Tripoli, Simona Autuori. Ha preso parte ai lavori anche Massimiliano Iannuzzi Mungo, docente e referente dell’università UniCamillus di Roma, che dal 2011 ha seguito in Italia la terapia chirurgica di centinaia di pazienti libici feriti durante il conflitto, eseguendo interventi complessi legati a traumi di guerra. Nel corso dell’incontro è stata sottolineata la necessità di definire una tabella di marcia chiara per l’attuazione delle iniziative sanitarie strategiche, con particolare attenzione alla formazione del personale medico e al miglioramento delle strutture ospedaliere, elementi centrali del piano governativo noto come “Ritorno alla vita”.

L’incontro di Tripoli si inserisce in un quadro più ampio di cooperazione sanitaria italo-libica che, nelle ultime settimane, ha coinvolto anche la Libia orientale. Il 21 dicembre scorso, a Bengasi, è stato infatti firmato un memorandum d’intesa tra Emaar Libya Holding Company e la società italiana Smc Consulting, rappresentata dal chirurgo ortopedico Carlo De Biase, presente anche alla riunione di Tripoli. L’accordo, sottoscritto alla presenza del console d’Italia a Bengasi Francesco Di Luigi, mira a promuovere programmi di formazione e qualificazione per i medici libici, lo scambio di competenze specialistiche, il reclutamento di personale sanitario qualificato e lo sviluppo di servizi di diagnosi e cura secondo standard internazionali. Smc Consulting è presieduta dal dottor Stefano Santoprete, medico anestesista, ed è attiva nella consulenza sanitaria e nella formazione clinica avanzata. L’intesa di Bengasi punta allo scambio di competenze mediche, alla formazione dei professionisti libici e allo sviluppo di servizi diagnostici e terapeutici avanzati, in un Paese che fatica ancora a garantire standard sanitari omogenei. In questo senso, la presenza italiana sia a Tripoli sia nell’Est del Paese viene letta come un raro elemento di continuità tra le “due Libie”, ancora divise sul piano politico e istituzionale.

La sanità rappresenta una delle sfide più sensibili per la stabilità del Paese nordafricano: migliorare l’accesso alle cure e ricostruire un sistema efficiente è considerato un tassello fondamentale non solo sul piano sociale, ma anche per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e favorire un percorso di ricomposizione nazionale. Il contesto sanitario libico è complesso, dove le fragilità non dipendono solo dalla scarsità di risorse, ma anche da fattori strutturali e culturali. In Libia, la domanda di assistenza medica resta elevata a causa della diffusione di patologie croniche – come il diabete e le malattie cardiovascolari – spesso legate a stili di vita non equilibrati, in particolare all’eccessivo consumo di carne e zuccheri.

A ciò si aggiunge una significativa incidenza di malattie genetiche, dovute alla pratica dei matrimoni tra consanguinei, diffusa soprattutto nelle aree rurali. Il sistema sanitario nazionale, già messo a dura prova dalla lunga instabilità politica e dalla carenza di investimenti, fatica a rispondere a queste esigenze, spingendo molti cittadini a cercare cure all’estero: in Tunisia, in Turchia, o – per chi può permetterselo – in Italia o in Germania.

Leggi anche altre notizie su Nova News

Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp

Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

L'articolo Libia: i medici dell’Italia in campo per la riforma della sanità proviene da Agenzia Nova.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia