Arriva il nuovo sistema di accesso all'Europa ed è subito…coda

Gen 11, 2026 - 15:00
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Arriva il nuovo sistema di accesso all'Europa ed è subito…coda

lentepubblica.it

Un rientro, o una partenza, per le vacanze più faticoso del previsto per molti turisti non europei, quello vissuto in alcuni aeroporti Italiani nei giorni scorsi.


Code raddoppiate e attese fino a 4 ore. Le nuove misure di sicurezza fanno parte del cambiamento che sta interessando le frontiere europee con l’utilizzo del nuovo sistema extra Schengen, avviato nell’ottobre scorso.

Che cos’è l’ESS

In Italia i primi aeroporti a partire con i nuovi sistemi di controllo in forma di test sono stati Roma Fiumicino, Milano Linate e Malpensa. Gli scali, ad alto flusso di passeggeri sono stati scelti per avviare test dei sistemi elettronici per rilevare le impronte digitali. A questi si vanno ad aggiungere i porti di Civitavecchia e di Genova che hanno un importante flusso di turisti Usa. L’entrata graduale del sistema prevede di estendere questi controlli a tutti gli aeroporti, prima con una quota del 10% dei passeggeri in transito alle frontiere, fino ad arrivare a coprire il 100% dei passeggeri extra Eu entro il 9 aprile, come previsto dal Regolamento (UE) 2025/1534 pubblicato il 23 luglio 2025.

Come funziona il nuovo processo di ingresso in Europa

L’EES è gestito dalla Polizia di frontiera e sostituisce l’apposizione manuale del timbro sul passaporto con un processo biometrico che cattura dati, volto e impronte digitali. Ha un impatto sui viaggiatori extra-UE che soggiornano fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni ogni anno che per brevi vacanze, viaggi d’affari e transfrontalieri nell’area Schengen. Il nuovo sistema digitale di ingresso/uscita (EES) operativo in gran parte del continente obbliga tutti i cittadini extra-UE, senza esclusione, a registrare i dati personali quando entrano nei Paesi dell’area Ue per soggiorni anche di breve durata. Per l’ingresso dei minori di 12 anni è sufficiente scattare una foto.

Tre anni in banca dati

Dopo la registrazione iniziale il sistema promette attraversamenti successivi più rapidi, poiché il controllo passaporti potrò verificare semplicemente i dati memorizzati. I titolari di passaporto elettronico potranno utilizzare i varchi self-service, identificati da un piccolo logo dorato a forma di macchina fotografica sul passaporto. La documentazione digitale verrà conservata per un tempo di tre anni dopo ogni viaggio.

Paesi che richiederanno l’ESS

L’obiettivo del nuovo processo è reprimere la criminalità e operare un controllo che faccia rispettare il limite di soggiorno di 90 giorni in un anno. I dati saranno raccolti dal sistema europeo eu-LISA il cervellone informatico basato a Tallin che incrocierà, controllerà e immagazzinerà tutte le informazioni provenienti dai 25 paesi membri dell’Unione Europea dell’area Shengen. A questo blocco si sono uniti quattro paesi fuori dalla UE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L’Irlanda, parte del Common Travel Area (CTA) insieme al Regno Unito che consente la libera circolazione tra i due Paesi e Cipro sono esclusi dal sistema perché non appartenenti dall’area Shengen.

Non bisogna preparare nulla

Non c’è nulla da preparare prima del viaggio, poiché la nuova procedura verrà applicata in qualsiasi punto di ingresso. Il vecchio sistema sarà ancora in vigore nella maggior parte dei Paesi con l’introduzione dell’ESS, ma Paesi come Estonia, Lussemburgo e Repubblica Ceca dovrebbero essere pronti per la nuova procedura da subito.

Criticità operative sistemiche del sistema EES

Nei primi giorni di utilizzo sono state rilevate già alcune criticità operative.  Il sistema EU-Lisa che gestisce tutti i dati a livello europeo risulta di frequente indisponibile e persistono problemi di configurazione. È palese un generale ritardo sul fronte delle soluzioni tecnologiche automatizzate, mancano e sono in una fase di implementazione ancora parziale postazioni self-service e varchi di Controllo Automatizzati delle Frontiere.

Operazioni di frontiera a rischio

Queste carenze compromettono la prevedibilità, la continuità e la resilienza delle operazioni di frontiera, soprattutto se viste nel contesto di una non sufficienza di agenti di controllo e personale già dichiarata da molti paesi Europei. Le stime operative operate a livello di Sistema Europa, indicano come indispensabile un incremento di almeno il 25% degli organici negli aeroporti maggiormente esposti, al fine di evitare effetti a cascata sull’intero sistema aeroportuale. Infine l’assenza di un’applicazione efficace di pre-registrazione rende obbligatorio svolgere tutte le operazioni in arrivo e non consente la compilazione anticipata dei questionari e l’acquisizione off-site delle biometrie.

ACI Europe chiede modifiche

Il risultato dell’avvio della nuova procedura è stato in tutti gli aeroporti italiani, ma anche in quelli Europei dove è partita la sperimentazione, un significativo incremento dei tempi di attesa alle frontiere, fino al raddoppio dei tempi precedenti all’introduzione dell’EES e questo a fronte di volumi di passeggeri ancora molto limitati. È stata ACI Europe, l’associazione che raggruppa gli aeroporti europei, a lanciare l’allarme: senza correttivi i disagi sono destinati ad aumentare specialmente quando si avvicinerà il periodo estivo e il sistema sarà completamente operativo.

I dati raccolti

I dati raccolti in alcuni dei principali scali nazionali hanno registrato attese superiori alle due ore e mezza, anche in periodi di bassa stagione e con un numero di registrazioni EES ancora contenuto. Di certo i dati del periodo festivo appena trascorso saranno ancora più importanti. Le simulazioni sui flussi di traffico attesi nel 2026 indicano che, con l’incremento progressivo della quota di passeggeri soggetti a registrazione dal 10% attuale, al 35% da gennaio e oltre, i tempi di attesa ai controlli di frontiera potrebbero superare le quattro ore nelle fasce di maggiore affluenza.

Tempi troppo stretti?

Da più parti si fa notare che la piena operatività dell’Entry/Exit System (EES), prevista per il 10 aprile 2026, non appare possibile.  Molte criticità sono emerse rispetto all’attuale capacità degli aeroporti di gestire i flussi di passeggeri extra-UE con questa nuova procedura. Da più parti, alla luce delle evidenze operative emerse, la richiesta è che vengano introdotte modifiche alla normativa europea.

Sospensione in vista delle Olimpiadi Invernali

Alla luce di queste criticità e in vista della prossima scadenza Olimpica dal 6 febbraio al 22 febbraio, negli aeroporti coinvolti ovvero Milano Malpensa, Milano Linate, Venezia e Verona al nostro Paese è stata concessa in via straordinaria la sospensione delle formalità legate al sistema Entry/Exit per il periodo di durata della manifestazione e solo per gli operatori, le delegazioni gli atleti e in generale per la “famiglia olimpica”.  L’arrivo previsto, solo all’aeroporto di Malpensa di oltre 15.500 tra operatori e atleti e di oltre 150mila spettatori nei giorni precedenti la manifestazione sarebbe risultato insostenibile da gestire.

Il visto europeo dal prossimo anno

Le novità per chi viaggia in Europa non sono finite. Dal prossimo anno, precisamente nell’ultimo trimestre del 2026, inizierà a operare il Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi, ETIAS. Questo strumento sarà un visto europeo a tutti gli effetti, per ottenere il quale sarà necessario registrarsi prima di partire. In questo caso bisognerà richiedere l’autorizzazione online prima di partire verso l’Europa pagando 20 euro e con una validità di tre anni, o fino alla scadenza del passaporto. I minori di 18 anni o gli over 70 saranno esenti dal pagamento.

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Redazione Redazione Eventi e News