La mannequin skin è l’evoluzione (elegante) della glass skin

Gen 12, 2026 - 02:30
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La mannequin skin è l’evoluzione (elegante) della glass skin

Addio glass skin e benvenuta mannequin skin. Conosciuta più poeticamente come “incarnato di porcellana”, la pelle “da manichino” è il nuovo trend che ha conquistato social e backstage. La abbiamo vista su numerose passerelle della primavera, dove si è imposta come risposta più realistica e sofisticata alla “pelle di vetro” coreana.

Fondotinta, come evitare l’effetto “cakey” in estate

A differenza, infatti, della glass skin, che punta su un effetto extra-luminoso e quasi bagnato su tutto il viso, la mannequin skin prevede punti luce strategici, anche se intensi, solo dove servono. Così l’incarnato appare scolpito e sollevato nelle zone di rilievo, come punta del naso e zigomi, proprio come quello di un manichino.

Estremizzata con un illuminante bianco Cloud Dancer sulla passerella spring summer 2026 del fashion brand Ujoh, la mannequin skin risponde al desiderio di una pelle perfetta ma naturale e senza eccessi. È l’alleata ideale di chi ama un make up curato, elegante e senza l’effetto “specchio”. Per questo, è più trasversale, adattandosi così anche ai gusti delle donne over 40.

mannequin skin

Ujoh SS 2026 (foto: Launchmetrics.com)

Come si realizza la mannequin skin: partiamo dalla base!

Per realizzare una perfetta mannequin skin bisogna partire da una pelle idratata ma non troppo. La crema viso e/o il primer devono, infatti, essere adatti al proprio tipo di pelle: ricchi solo nel caso di epidermide molto disidratata.

Step fondamentale è poi il fondotinta. La texture deve essere fluida, leggera e modulabile, capace di uniformare l’incarnato senza appesantire. L’obiettivo non è coprire tutto, ma perfezionare. Via libera quindi a formule luminose o satinate, da applicare con pennello piatto o spugnetta umida, lavorando il prodotto dal centro del viso verso l’esterno. Piccole quantità, stratificate solo dove serve, aiutano a mantenere quell’effetto “pelle vera” che è il cuore della mannequin skin. Da evitare, a meno che non si lamentino lucidità ed eccesso di sebo, i fondotinta opachi e total coverage.

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Cipria sì o no?

La cipria sì ma solo dove serve. È qui, infatti, che sta uno dei segreti chiave di questa tecnica. Nella mannequin skin, le polveri non vanno applicate su tutto il viso, ma solo nelle zone strategiche: contorno occhi e lati del naso per fissare il correttore, mento e centro della fronte se tendenti al lucido, mascella per evidenziare l’eventuale contouring.

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Aje SS 2026 (foto: launchmetrics.com)

Meglio scegliere una polvere finissima e trasparente, da pressare delicatamente con un pennello ampio. In questo modo si opacizzano le aree critiche lasciando intatta la naturale luminosità delle zone alte del viso.

Mannequin skin: il tocco finale è l’illuminante

Come per la cipria, anche l’illuminante va applicato solo dove serve. Ma dimenticate glitter evidenti o effetti metallici: la mannequin skin predilige texture cremose o liquide che scintillano solo quando colpite dalla luce.

Applicate l’illuminante solo su zigomi alti, arco di Cupido, punta del naso ed eventualmente un po’ al centro della fronte, picchiettandolo con le dita. La luce deve sembrare parte della pelle, non un’aggiunta.

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Redazione Redazione Eventi e News