L’Europa di Meloni: pragmatismo, confini chiusi e retromarce verdi

Gen 12, 2026 - 04:00
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L’Europa di Meloni: pragmatismo, confini chiusi e retromarce verdi

Bruxelles – Un’Europa con meno migranti, più motori a combustione e un Green Deal “pragmatico”. Queste le caratteristiche che deve avere l’Unione secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’occasione per delineare i contorni di questa (nuova/vecchia) Europa è la tradizionale conferenza stampa di inizio anno della leader del governo. L’UE è argomento citato di rado, ma fa da sottofondo a quasi ogni risposta quando si parla di politica estera, sicurezza e economia.

Il grande vanto è l’immigrazione

Il maggiore successo in campo europeo per la premier è senza dubbio la battaglia contro l’immigrazione illegale. “Il dossier è quello su cui l’Italia ha fatto la differenza in Europa”, ha rivendicato soddisfatta Meloni, consapevole di essere stata una delle pedine fondamentali per le nuove norme approvate dal Consiglio UE.

Al mio primo Consiglio europeo di immigrazione non se ne parlava e si parlava di redistribuire i migranti illegali che era impossibile fermare. Oggi leggendo i documenti che l’UE produce su questa materia si parla di dimensione esterna, di difesa dei confini, norme più efficaci per i rimpatri” ha chiosato Meloni. Il sigillo su questa nuova rotta è arrivato a dicembre quando sono state approvate regole più restrittive su richieste d’asilo e rimpatri. Principi introdotti per richiesta italiana (ma non solo).

Retromarcia su Green Deal e auto elettriche

Anche quando si accenna al declino del settore dell’automobile, Meloni si intesta il cambio di passo dell’Unione, dicendosi innocente per le colpe del passato ma “pronta a correggere” gli errori commessi dai suoi predecessori. L’allusione, questa volta, è all’allungamento oltre il 2035 per l’immatricolazione di auto con motore endotermico. Con queste priorità nella testa la logica conseguenza in campo ambientale è una transizione verde “pragmatica e meno ideologica”.

L’inviato speciale UE in Ucraina

Anche a livello internazionale la parola chiave è pragmatismo. Per la prima volta dall’inizio del conflitto in Ucraina, Meloni apre a un possibile dialogo diretto con il presidente russo Vladimir Putin. Il problema, però, rimane quello di avere una sola voce in Europa: “Se decidiamo di parlare con solo una delle due parti in campo, temo che il contributo che possiamo portare sia limitato ma se noi facessimo l’errore di riaprire le interlocuzioni con la Russia e di andare in ordine sparso faremmo un favore a Putin”.

Per questo, la sua proposta è “l’indicazione di un inviato speciale dell’UE sull’Ucraina”. Ipotesi nuova e interessante ma molto difficile da realizzare con 27 cancellerie che si dovrebbero mettere d’accordo sulla nomina di un solo individuo.

“Trump non invaderà la Groenlandia”

Altro tema caldo sono le ambizioni americane sull’isola danese di Groenlandia. La premier le ha stroncate, questa volta di netto. “Io non credo nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei e che non converrebbe a nessuno”. Linea già abbracciata martedì durante la riunione dei volenterosi.

L’opportunità MERCOSUR

In campo economico, la crescita minima (allo 0,5 per cento) e i salari bloccati sono stati descritti come uno scenario “non catastrofico”. Dimenticando però di ricordare che nella prossima legge di bilancio non si potrà più mettere apposto i conti con i miliardi del PNRR. Un aiuto potrebbe però arrivare dai nuovi accordi economici con l’America latina (Mercosur). L’idea, osteggiata fino a pochi giorni fa dall’Italia, ha ora ottenuto la luce verde, visto che dopo le trattative con la Commissione si sono “ottenute delle nuove garanzie per i nostri agricoltori” ha confermato Meloni.

Agricoltori Proteste Trattori
Agricoltori in protesta a Bruxelles contro l’accordo di libero scambio con il MERCOSUR (credits: Sameer Al-Doumy / Afp)

Il piano casa italiano assomiglia a quello UE

L’ultimo intreccio tra le parole di Meloni e il dibattito europeo è relativo al futuro piano casa italiano. Nelle prossime settimane sarà presentata un’iniziativa con l’obiettivo di “mettere in campo un progetto che possa fornire 100 mila nuove case a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni”, maggiori dettagli non sono stati però anticipati.

Iniziativa analoga ha preso piede alle latitudini di Bruxelles. A dicembre, su spinta della famiglia socialista, è stato presentato dal commissario per l’Energia e le politiche abitative, Dan Jørgensen, il Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. All’epoca la presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo, Iratxe García Pérez, aveva descritto l’impegno come un’iniziativa da “300 miliardi di euro per alloggi accessibili e dignitosi, con almeno 100 miliardi di euro in sovvenzioni e aiuti di Stato”. L’impressione, ancora da confermare, è dunque che Giorgia Meloni possa intestarsi nelle prossime settimane un’iniziativa (per il sociale) che in realtà è finanziata perlopiù con soldi europei. 

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia