Oltre 100 imprese europee hanno scritto ai vertici dell’Ue una lettera aperta in difesa dell’Ets

Continuano a sollevarsi voci in difesa del Sistema europeo per lo scambio di emissioni, che il governo italiano vorrebbe sospendere nonostante la Commissione europea abbia sottolineato che ha «benefici molto concreti». Dopo la lettera dei 150 scienziati ed economisti italiani, oggi 100 imprese europee hanno scritto una lettera aperta ai leader Ue esortandoli a mantenere un mercato del carbonio europeo forte e prevedibile, avvertendo che le proposte di indebolire il Sistema europeo per lo scambio di emissioni (Eu Ets) rappresentano «una diagnosi gravemente errata del problema». Si legge nel testo della missiva: «Nell'attuale contesto geopolitico, la sicurezza e la sovranità dell'Europa dipendono dalla costruzione di un'economia più competitiva e resiliente, che si allontani dalla volatilità delle importazioni di combustibili fossili per valorizzare il nostro potenziale di energia pulita, dalla formazione di una forza lavoro altamente qualificata e dalla capacità di innovazione. […] A nostro avviso, un Eu Ets robusto è fondamentale per raggiungere questo obiettivo».
A firmarla (in 102) sono responsabili di imprese, innovatori e investitori dei settori dell'industria pesante, della manifattura, della distribuzione, dell'energia e della tecnologia in tutta Europa. Tra le sigle compaiono Tata Steel, Volvo Cars, EDF, Ørsted, Heidelberg Materials, Vattenfall, Holcim, SSAB, Salzgitter, Ingka Group|IKEA, Nordea Asset Management, Outokumpu, VELUX e Novonesis — nonché i principali innovatori cleantech tra cui Cylib, Reverion, Sunfire, Gravithy, Stegra, CorPower Ocean e Rondo Energy. Esortano i leader europei a riaffermare il proprio impegno verso l'Eu Ets in vista della riunione del Consiglio europeo della prossima settimana, sottolineandone l'importanza per la sicurezza e la sovranità dell'Ue.
Coordinata dalla Business for CBAM Coalition, CleanTech for Europe, CLG Europe e We Mean Business Coalition, e indirizzata ai Capi di Stato e di Governo dell'Ue, la lettera avverte che indebolire l'ETS distoglierebbe l'attenzione dalle reali cause della sfida competitiva europea.
La lettera afferma tra le altre cose: «Si sono alzate sempre più voci per allentare la pressione sulle imprese ad alta intensità energetica in nome della competitività. Tuttavia, invece di concentrarsi sulle cause strutturali dell'erosione economica — i prezzi dell'energia più elevati determinati dai combustibili fossili, la concorrenza sleale derivante dalla sovraccapacità globale in alcuni settori, l'integrazione insufficiente del mercato unico — il dibattito è stato dirottato verso la modifica o addirittura la sospensione dell'Eu Ets. Questa sarebbe una diagnosi gravemente errata del problema».
I firmatari esortano il Consiglio europeo ad adottare, nella prossima riunione, una dichiarazione chiara che elimini ogni ambiguità sul percorso dell'Europa verso la sicurezza energetica, la competitività e la decarbonizzazione, sottolineando al contempo la necessità di una risposta coordinata a livello Ue alle sfide comuni, nello spirito del mercato unico.
Maria Mendiluce, ceo di We Mean Business Coalition, ha dichiarato: «Il mercato del carbonio europeo non è un onere per l'industria, è uno degli strumenti più potenti di cui dispone l'Europa per promuovere investimenti, innovazione e competitività industriale. Le imprese hanno bisogno di stabilità e segnali chiari. Indebolire l'Ets minerebbe la fiducia proprio nel momento in cui l'Europa deve intensificare gli investimenti nell'industria pulita, mentre le tensioni geopolitiche illustrano ancora una volta la volatilità dei mercati dei combustibili fossili».
Victor van Hoorn, direttore di Cleantech for Europe, ha dichiarato: «Indebolire l'Ets adesso, in un momento in cui gli sviluppi geopolitici in corso dimostrano ancora una volta la necessità per l'Europa di decarbonizzare rapidamente per la propria sicurezza e sovranità, sarebbe incredibilmente miope. Ma abbiamo bisogno di una discussione molto seria sull'impiego strategico dei proventi dell'ETS, in particolare da parte degli Stati membri, per rafforzare la logica economica della decarbonizzazione industriale. Questo creerebbe un'opportunità senza precedenti per collaborare con gli innovatori e ampliare le tecnologie pulite critiche».
Ursula Woodburn, direttrice di CLG Europe, ha dichiarato: «Un Eu Ets solido e ben progettato, combinato con un sostegno industriale mirato, è essenziale per garantire che l'Europa rimanga competitiva sul piano industriale. Abolire o indebolire l'Ets, al contrario, ritarderebbe la decarbonizzazione, minerebbe gli investimenti e rischierebbe di compromettere la resilienza economica a lungo termine dell'Europa — soprattutto in un momento in cui i principali concorrenti globali stanno andando avanti con i propri sistemi di tariffazione del carbonio».
Leon de Graaf, presidente facente funzione della Business for CBAM Coalition, ha dichiarato: «Questa lettera rappresenta una voce contraria importante rispetto a chi vuole indebolire l'Eu Ets e il Cbam. Quello che alcuni non hanno ancora compreso è che miliardi di euro sono già stati investiti partendo dal presupposto che entrambi gli strumenti non vengano annacquati. Non siamo insensibili alle preoccupazioni dell'industria pesante, ed è per questo che proponiamo di rafforzare alcune politiche. Ma in ultima analisi, l'Eu Ets e il Cbam hanno molto senso dal punto di vista economico, e le loro traiettorie attuali sono cruciali per la certezza degli investimenti».
La lettera evidenzia gli elementi chiave necessari per garantire un'industria Ue competitiva e un utilizzo efficace dei proventi dell'Eu Ets, tra cui:
- Proseguire nel dispiegamento di energia pulita abbondante, stabile e accessibile, abbinato a investimenti a lungo termine nelle reti, nella flessibilità, nell'efficienza e nello stoccaggio per consentire l'elettrificazione su larga scala.
- Valutare opzioni a breve termine per sostenere l'industria, che potrebbero includere l'utilizzo dei proventi Ets degli Stati membri per supportare contratti di fornitura di energia pulita a lungo termine (Ppa industriali), al fine di garantire una prevedibilità sufficiente per gli investimenti in decarbonizzazione industriale ad alta intensità di capitale. Ciò potrebbe anche comportare la rimozione degli ostacoli che impediscono alle imprese industriali di co-localizzare la produzione di energia pulita in loco, batterie e stoccaggio termico in attesa dell'espansione della rete, nonché l'accelerazione del collegamento alla rete elettrica.
- Garantire che il Cnam funzioni efficacemente e, ove giustificato, venga esteso per prevenire la fuga di carbonio nella catena del valore e in settori aggiuntivi.
- Garantire che i proventi dell'Ets, il Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione siano erogati efficacemente per il potenziamento delle tecnologie pulite.
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