Referendum, Meloni: “Qui nessuno vuole liberarsi dei magistrati”

Mar 13, 2026 - 14:00
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Referendum, Meloni: “Qui nessuno vuole liberarsi dei magistrati”

Giorgia Meloni, intervenendo all’evento di FdI in corso al Teatro Parenti di Milano a favore del Sì alla riforma della giustizia in vista del referendum del 22 e 23 marzo, ha parlato della riforma della giustizia voluta dalla maggioranza. “Non facciamo questa riforma perché ce l’abbiamo con qualcuno. Per intenderci, voglio essere molto chiara: qui nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura. Quello che noi abbiamo in mente è sistemare quello che non funziona, anche per i magistrati, ma soprattutto per i cittadini. Perché quello che non funziona lo pagano gli italiani e noi a loro abbiamo promesso una nazione migliore”.

“Nessuna possibilità che mi dimetta”

 “Io consiglio di non cadere nella trappola di chi dice ‘non importa il merito, bisogna andare a votare no contro la Meloni’. Lo consiglio soprattutto a coloro che mi detestano perché non c’è alcuna possibilità che io mi dimetta in nessun caso. Io voglio arrivare alla fine della legislatura e voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro. Quindi – aggiunge – se non amate questo governo, ma condividete la riforma, io consiglio di votare Sì, anche se il governo non vi piace. Tra un anno, quando si andrà a votare alle elezioni politiche, avrete comunque l’occasione di mandare a casa il governo, però intanto indipendentemente da chi guiderà il prossimo governo avrete portato a casa una giustizia riformata, più giusta, più efficiente, più meritocratica e più libera. Se invece voi votate No, vi tenete questo governo e vi tenete pure una giustizia che non funziona. Non mi pare un affarone”.

“Concentrati su crisi Medio Oriente, ma la riforma è traguardo epocale”

“Sono giornate di grande attenzione e di enorme lavoro perché da una parte siamo concentratissimi ovviamente sulla crisi internazionale, sulla diplomazia da mettere in campo per evitare un ulteriore allargamento della crisi” in Medio Oriente, “sulle risposte che dobbiamo dare alle possibili ripercussioni per la nostra economia e quindi ovviamente per i cittadini. Ma dall’altra io non volevo rinunciare, noi non vogliamo rinunciare a dedicare la giusta attenzione che merita il traguardo epocale di riuscire finalmente a riformare in Italia anche la giustizia”.

“Questione di coraggio, stop incrostazioni e privilegi”

“Qui è tutta una questione di coraggio. Il coraggio di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile. Il coraggio di maturare le proprie convinzioni andando nel merito delle cose, interrogandosi con la propria testa oltre allarmismi, mistificazioni e perfino menzogne che abbiamo ascoltato in questi mesi. E soprattutto il coraggio di voler cambiare per migliorare le cose. Perché in Italia tutte le volte che si vuole modernizzare o riformare qualcosa puntualmente si grida alla deriva illiberale, all’attentato all’ordine costituzionale, alla fine dello Stato di diritto. Ma in questo catastrofismo si nasconde solo una spasmodica volontà di mantenere lo status quo per difendere le incrostazioni, per difendere i privilegi che in quello status quo si annidano e proliferano, a vantaggio di alcuni sulla pelle di tutti gli altri”.

“Allora – ha aggiunto la premier – io voglio dire non abbiate mai paura della libertà del vostro pensiero. Non abbiate mai paura di scegliere quello che è giusto a quello che non lo è. Non abbiate paura di optare per il merito delle cose in luogo dello schieramento. Non abbiate paura di preferire il popolo alle caste. E non abbiate paura soprattutto di fare quello che è necessario per mettere l’Italia in condizione di correre e di tornare a stupire. Fidatevi del vostro istinto. Fidatevi della vostra intelligenza e non fidatevi mai degli slogan troppo semplici su materie che sono troppe complesse. Perché nella eccessiva semplificazione si nascondono sempre delle trappole”.

“Con riforma stop controllo politica su magistratura

“’No al controllo della politica sulla magistratura’ lo dice il fronte del No, e io sono d’accordo con loro, ma segnalo sommessamente che allora devono votare Sì perché votando No, questo non si raggiunge. Perché il controllo della politica sulla magistratura noi ce lo abbiamo oggi. Ce lo abbiamo nell’attuale sistema e la riforma serve anche a eliminare quel controllo. Perché non si dice la verità? Perché sarebbe un po’ difficile da parte di molti sostenitori del No sostenere la verità – spiega la premier -, e cioè che loro vogliono controllare la magistratura, per questo difendono lo status quo con le unghie e con i denti, perché sanno che noi stiamo facendo una riforma che impedisce alla politica di qualsiasi estrazione di controllare la magistratura. Capite bene che se dicessero la verità, l’argomento non sarebbe molto accattivante per la campagna elettorale e quindi si cerca di dire cose che non stanno in piedi”. 

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