Schiacciato nell’imballatrice per il fieno: muore incastrato a 25 anni nel macchinario in azienda
Schiacciato in una imballatrice per il fieno, aveva soltanto 25 anni Andrea Cricca, soltanto l’ultimo della lunga lista di morti sul lavoro che continua ad allungarsi quotidianamente in Italia. È morto ieri sera, in un’azienda agricola di Brusasco, in provincia di Torino. Non c’è stato niente da fare. Sulla tragedia indagano i Carabinieri. Ancora un’altra tragedia, pochi giorni dopo il report dell’Inail che riferiva dei numeri della strage silenziosa nell’anno appena terminato. In una sola settimana del 2026 erano state cinque le vittime.
Appena la settimana scorsa era morto, a San Francesco al Campo, nella stessa provincia di Torino, un imprenditore agricolo 35enne residente a Barbania. Stava potando un albero con un collega quando un ramo lo ha colpito in pieno al capo uccidendolo sul colpo. La vittima dell’incidente Brusasco invece era di Monteu da Po, nella stessa provincia torinese. Entrambe le indagini sono coordinate dalla Procura di Ivrea.
Secondo quanto ricostruito al momento dell’incidente la vittima era sola, i colleghi avrebbero fatto scattare l’allarme quando non l’hanno visto e l’hanno trovato incastrato nel macchinario. Soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda Zero la madre della vittima. L’imballatrice è stata sequestrata. A continuare le indagini gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 che oltre a chiarire la dinamica dell’incidente dovranno verificare il rispetto delle norme di sicurezza.
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul lavoro, che monitora il fenomeno dal 2028 e che da quest’anno registra anche le vittime di “superlavoro”, cosiddetto Karoshi, nel 2025 sono state 1.450 le vittime in totale di cui 1.032 sul posto di lavoro. Secondo quanto riferito, ogni giorno, domeniche comprese, perdono la vita 3,95 lavoratori. “Non esiste alcun calo reale delle morti sul lavoro – spiegava il curatore dell’Osservatorio, Carlo Soricelli – Una parte consistente delle vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali perché non rientra nella competenza Inail: lavoratori in nero, pensionati costretti a lavorare, agricoltori, autotrasportatori, morti per stress e superlavoro”.
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