Sì alle Città 30 dalla Commissione Europea: “Misura con maggior impatto per ridurre le morti stradali”

Febbraio 17, 2026 - 02:30
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Sì alle Città 30 dalla Commissione Europea: “Misura con maggior impatto per ridurre le morti stradali”

Bruxelles – La Commissione Europea sostiene che il limite di velocità di 30 km/h nelle aree urbane sia “la misura con il maggiore impatto” per ridurre le morti stradali. Lo scrive lo stesso esecutivo comunitario nella sua relazione intermedia sull’attuazione del quadro strategico della sicurezza stradale 2021-2030. Tale strategia stabilisce che i piani di sicurezza stradale dovrebbero raggiungere l’obiettivo di zero morti sulle strade entro il 2050 (“Vision Zero”), con il target al 2030 di dimezzamento delle vittime. Ma i dati della Commissione sull’attuazione del quadro strategico rivelano “una realtà preoccupante”: sebbene siano stati compiuti progressi, il ritmo dei miglioramenti in molti Stati membri è insufficiente per conseguire l’obiettivo dell’UE per il 2030. In particolare, secondo le valutazioni di Palazzo Berlaymont, nel 2024 il tasso di mortalità ha spaziato dai 20 decessi per milione di abitanti della Svezia ai 78 decessi per milione di abitanti della Romania. L’Italia – come altri Paesi – ha registrato miglioramenti “soltanto marginali” e il dato di decessi per milione di abitanti nel BelPaese è pari a 51, sopra la media UE di 45.

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Il numero di morti nel 2024, (19.940 persone) rappresenta una diminuzione del 12 per cento rispetto al 2019, ma solo del 2 per cento rispetto al 2023, al di sotto della percentuale annuale del 4,6 per cento necessaria per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 nel quadro politico dell’UE in materia di sicurezza stradale 2021-2030. Inoltre, la Commissione sottolinea come gli incidenti stradali continuino a imporre costi enormi all’economia dell’UE, stimati a circa il 2% del prodotto interno lordo, mentre ogni anno fino a 100 mila persone subiscono lesioni che cambiano la vita. In questo scenaio, i miglioramenti registrati, seppur insufficienti, sono a macchia di leopardo tra i Ventisette: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Lituania, Malta, Polonia e Slovenia sono i sette Paesi sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 50 per cento da qui al 2030; altri Stati membri, tra cui l’Irlanda e l’Estonia, hanno assistito a un aumento del numero di vittime della strada; altri ancora, come la Francia, l’Italia e i Paesi Bassi, hanno registrato miglioramenti soltanto marginali. Più nel dettaglio, nel 2024 il tasso di mortalità ha spaziato dai 20 decessi per milione di abitanti della Svezia ai 78 decessi per milione di abitanti della Romania, per una media di 45 morti; l’Italia è al di sopra della media europea, registrandone 51. “Dimezzando la quantità di vittime della strada entro il 2030 (rispetto al 2019) si salverebbero circa 11 mila vite e si contribuirebbe a ridurre i circa 100 mila casi di lesioni gravi che si verificano sulle nostre strade ogni anno”, scrive la Commissione precisando che gli effetti economici più marcati degli incidenti sono il costo dell’assistenza sanitaria e della riabilitazione, seguito dalla perdita di produttività e il calo dell’economia.

Velocità, la prima colpevole

La velocitàrimane il fattore che contribuisce maggiormente agli incidenti stradali. Una velocità eccessiva o inadeguata è associata al 10-15 per cento di tutti gli incidenti e a circa il 30 per cento degli scontri mortali, e aggrava le conseguenze di tutti gli incidenti. Se un pedone è colpito da un’automobile a 30 km/h, ha una probabilità di sopravvivenza del 90 per cento; a 50 km/h tale probabilità scende al 20 per cento”, scrive l’esecutivo UE sottolineando che “molte autorità nazionali, regionali e locali hanno già avviato o pianificato nuove iniziative per la gestione della velocità, come le zone con limiti di velocità di 30 km/h nelle città, in particolare in aree in cui confluiscono frequentemente utenti della strada attivi e vulnerabili” (come i pedoni, i ciclisti e i motociclisti) “e veicoli in modo pianificato”.

Su questo, in Italia sono registrate azioni verso obiettivi importanti. Ad esempio, Bologna è stata la prima grande città del Paese a lanciare l’iniziativa dal basso – poi adottata dall’amministrazione comunale nel 2024 -, della Città 30 ed è stata premiata dalla Commissione Europea come vincitrice del premio europeo per la sicurezza stradale. Di recente, il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna, a seguito del ricorso presentato da un tassista, ha sentenziato in merito alla applicazione formale della misura, e non alla sua ‘bontà’. Più precisamente, il TAR ha annullato il provvedimento della Città 30 da un lato spiegando che il Comune non avrebbe dovuto abbassare il limite con un’ordinanza generalizzata a tutte le strade, ma avrebbe dovuto motivare la decisione strada per strada, e dall’altro confermando che l’amministrazione ha il diritto di stabilire nuovi limiti di velocità, circostanziando però la sua scelta. In generale, la Commissione segnala tra i successi degni di nota in tema di sicurezza stradale, investimenti su misura nelle infrastrutture stradali e nella sicurezza stradale urbana in Polonia; l’introduzione di un limite di velocità di 30 km/h nei centri urbani a livello nazionale in Spagna; la realizzazione di una rete globale di telecamere automatizzate per il monitoraggio del traffico in Francia; una nuova piattaforma politica nazionale per la sicurezza stradale per tutti i livelli di governo federale e regionale in Belgio; e campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale ben concepite e ben attuate in Danimarca. “Ogni morte sulle strade è una tragedia”, ha dichiarato Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il turismo. “Le azioni che stiamo definendo oggi aiuteranno gli Stati membri a salvare migliaia di vite, a ridurre i pesanti costi economici e sociali degli incidenti stradali e a garantire che l’Europa rimanga un leader mondiale nella sicurezza e nell’innovazione automobilistica”, ha concluso.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia