Sicurezza urbana, i sindaci chiedono più agenti e fondi adeguati
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L’incontro con il ministro Piantedosi sulla sicurezza urbana rilancia la richiesta di un impegno concreto per rendere le città più vivibili e sicure: i sindaci pronti a collaborare, ma servono investimenti e personale.
Il tema della sicurezza urbana torna con forza al centro del dibattito istituzionale. L’occasione è stato un incontro a Roma tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e una delegazione dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), composta dai sindaci di alcune delle principali città italiane. A guidare la delegazione, il presidente dell’Anci e primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi, affiancato dai colleghi di Bologna, Ancona, Novara, Bari, Firenze, Perugia, Palermo, Vicenza e Genova.
I sindaci hanno espresso una posizione netta: il tema della sicurezza non può essere affrontato con misure sporadiche o interventi emergenziali. È necessario, invece, costruire un piano organico che coinvolga tutti i livelli istituzionali e che tenga conto della crescente complessità dei problemi sociali ed economici che attraversano i centri urbani. Dalla microcriminalità alla marginalità sociale, dal degrado di alcune aree cittadine alla mancanza di personale nei corpi di polizia locale, le criticità sono molteplici e richiedono una risposta sistemica.
“Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità – hanno dichiarato i sindaci – ma servono strumenti adeguati per poter intervenire efficacemente sul territorio. Senza un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e senza risorse stabili, è impossibile garantire condizioni di sicurezza durature per i cittadini“.
Urge un nuovo “patto nazionale”
Durante l’incontro, è emersa con forza la richiesta di un nuovo “patto nazionale” per tutelare la sicurezza come diritto essenziale, ma anche come fattore determinante per la qualità della vita, la coesione sociale e la fiducia nei confronti delle istituzioni. In quest’ottica, i Comuni non chiedono solo più agenti, ma anche una revisione del sistema di finanziamento: i 24,5 milioni di euro stanziati per il 2025 sono stati giudicati del tutto inadeguati, in rapporto alle necessità crescenti dei territori.
Una delle proposte avanzate è stata la creazione di un modello condiviso di sicurezza urbana, fondato su standard minimi di servizio che tengano conto della popolazione residente e delle caratteristiche specifiche di ciascun Comune. Secondo l’Anci, un sistema efficace dovrebbe prevedere un finanziamento statale strutturale e prevedibile, capace di sostenere non solo il rafforzamento dei corpi di polizia municipale – anche attraverso contratti a tempo determinato, come già fatto per gli assistenti sociali – ma anche l’ammodernamento delle tecnologie a supporto delle attività di controllo e prevenzione.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’interoperabilità tra le centrali operative della polizia locale. I sindaci hanno chiesto di favorire una rete integrata che consenta uno scambio tempestivo di informazioni e una maggiore efficacia degli interventi. Sul fronte della prevenzione, si punta a intensificare l’utilizzo della videosorveglianza e ad agevolare l’accesso dei Comuni alle banche dati ministeriali.
Il commento del presidente Anci Gaetano Manfredi
Il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, ha definito l’incontro “positivo e costruttivo”, sottolineando la disponibilità del ministro Piantedosi ad aprire un confronto permanente attraverso tavoli tematici, che possano affrontare nel dettaglio i diversi aspetti legati alla sicurezza urbana: dalla gestione delle emergenze al contrasto del degrado, dalla presenza territoriale delle forze dell’ordine fino alla prevenzione sociale e alla rigenerazione degli spazi pubblici.
“La sicurezza – ha evidenziato Manfredi – non si costruisce solo con i pattugliamenti, ma anche garantendo inclusione, presenza istituzionale, e un presidio sociale capillare. È una condizione imprescindibile per il benessere collettivo e per la tenuta democratica dei nostri centri urbani“.
La delegazione dell’Anci ha quindi auspicato che il confronto con il Viminale possa proseguire con continuità, ponendo le basi per una strategia a lungo termine capace di tradurre le richieste dei territori in azioni concrete, efficaci e sostenibili.
Sicurezza urbana: il documento Anci con le richieste dei sindaci
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