Inizia la trattativa per il rinnovo del CCNL dei Vigili del Fuoco per il triennio 2025-2027

Febbraio 21, 2026 - 15:30
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Inizia la trattativa per il rinnovo del CCNL dei Vigili del Fuoco per il triennio 2025-2027

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È partita a Palazzo Vidoni, storica sede delle trattative sul pubblico impiego, la negoziazione e la trattativa per il rinnovo del CCNL del Comparto dei Vigili del Fuoco relativo al triennio 2025-2027.


Il tavolo riguarda oltre 35mila operatori del Corpo nazionale, impegnati quotidianamente nelle attività di soccorso tecnico urgente, protezione civile e gestione delle emergenze.

L’apertura formale del confronto, a circa un anno dalla chiusura della precedente tornata contrattuale, segna un elemento di discontinuità rispetto al passato, spesso caratterizzato da ritardi pluriennali. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni istituzionali, il cuore della trattativa si concentra su questioni molto concrete: adeguamento salariale, tutela del potere d’acquisto, previdenza dedicata, riconoscimento della specificità operativa e copertura delle carenze di organico.

«Continuità e rispetto per chi serve il Paese»: Zangrillo apre il tavolo sul rinnovo dei Vigili del Fuoco

È stato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ad aprire formalmente il confronto per il rinnovo del contratto 2025-2027 del Comparto Vigili del Fuoco, riunito a Palazzo Vidoni.

Nel suo intervento introduttivo, il titolare della Funzione pubblica ha sottolineato come la riapertura del tavolo a un anno dalla firma del precedente contratto rappresenti, nelle intenzioni dell’Esecutivo, un segnale di continuità e attenzione verso il personale del Corpo nazionale.

Zangrillo ha rimarcato l’importanza di garantire “tempi certi” e un confronto costruttivo, evidenziando il ruolo essenziale svolto quotidianamente da oltre 35mila donne e uomini impegnati nelle attività di soccorso e tutela della collettività. L’obiettivo dichiarato è quello di portare a compimento il rinnovo all’interno del triennio di riferimento, evitando i ritardi che in passato hanno caratterizzato molte tornate contrattuali nel pubblico impiego.

Il ministro ha inoltre richiamato il valore strategico del servizio reso dai Vigili del Fuoco per la sicurezza nazionale, ribadendo la volontà di proseguire nel percorso di aggiornamento dei contratti pubblici.

Accanto a lui, al tavolo negoziale, anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito il negoziato un passaggio prioritario per rafforzare il sistema della sicurezza.

Dopo questa apertura istituzionale, la trattativa entra ora nel merito delle questioni economiche e normative, con le organizzazioni sindacali già pronte a confrontarsi sui numeri e sulle misure concrete che dovranno tradurre in fatti gli impegni enunciati.

Le risorse sul tavolo: il 5,4% non convince i sindacati

La proposta governativa ruota attorno a un incremento medio stimato del 5,4%. Un dato che, secondo diverse organizzazioni sindacali, non appare sufficiente a compensare l’erosione salariale accumulata negli ultimi anni.

La UIL FP Vigili del Fuoco, attraverso il segretario generale Valentino Prezzemolo, ha presentato un’analisi tecnica che evidenzia uno scarto significativo tra l’andamento dell’inflazione e la crescita effettiva delle retribuzioni nell’ultimo decennio: a fronte di un’inflazione cumulata del 22,6%, gli stipendi sarebbero aumentati del 15,5%. Il differenziale, quindi, resta scoperto.

Il riferimento è anche all’indice IPCA (al netto dei beni energetici importati), indicato dall’Istat al 6%. Per questa ragione, la UIL chiede un incremento non inferiore al 6,5%, con decorrenza anticipata già dal 2025, per evitare un ulteriore slittamento del recupero salariale.

Stipendio tabellare e indennità: la partita si gioca sulla parte fissa

Un altro nodo centrale riguarda la destinazione delle risorse disponibili. La Confsal Vigili del Fuoco ha avanzato una richiesta precisa: almeno il 95% dei fondi complessivi del rinnovo dovrebbe confluire su stipendio tabellare e indennità strutturali, evitando dispersioni su voci accessorie temporanee.

La scelta non è marginale. Spostare le risorse sulla parte fissa significa consolidare gli aumenti anche ai fini previdenziali e garantire una maggiore stabilità economica nel medio-lungo periodo.

Nella stessa direzione si muove la Fp Cgil, che insiste sulla necessità di collocare le somme già stanziate sulla componente stabile della retribuzione, con l’obiettivo dichiarato di tutelare il potere d’acquisto del personale.

Indennità accessorie e armonizzazione con gli altri Corpi

Tra le richieste più tecniche ma strategiche figura l’armonizzazione delle indennità per lavoro notturno, festivo e superfestivo con quelle riconosciute agli altri Corpi dello Stato.

La questione attiene al principio di equità interna al comparto sicurezza. I Vigili del Fuoco operano in condizioni di turnazione continua, spesso in contesti ad alto rischio, ma il trattamento economico accessorio non sempre risulta allineato a quello delle altre amministrazioni con funzioni analoghe.

La UIL, inoltre, propone l’introduzione di una indennità di esposizione, volta a valorizzare il rischio operativo connesso agli interventi in ambienti ostili o contaminati.

Previdenza dedicata e tutela sanitaria: un capitolo ancora aperto

Uno dei temi più sensibili riguarda la previdenza. Diverse sigle chiedono l’apertura di un tavolo specifico per definire un sistema previdenziale dedicato, con quantificazione chiara delle risorse necessarie.

Il lavoro operativo del Corpo comporta carichi fisici e psicologici rilevanti. La mancanza di strumenti previdenziali adeguati rappresenta, secondo i sindacati, una lacuna strutturale che incide sulla sostenibilità della carriera.

La Fp Cgil sottolinea anche l’esigenza di rafforzare le tutele in materia di salute e sicurezza, in vista dell’elezione delle Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza (RLS), previste per la prima volta nel mese di marzo. Il rafforzamento del sistema di prevenzione interno è ritenuto indispensabile per fronteggiare i rischi professionali.

Carenza di organico e carichi di lavoro

Oltre agli aspetti economici, emerge con forza il tema dell’organico insufficiente. Le organizzazioni sindacali evidenziano come la cronica carenza di personale si traduca in turnazioni gravose e straordinari frequenti.

La Fns Cisl, guidata da Massimo Vespia, richiama l’attenzione sul fatto che l’attività del Corpo non si limita alle grandi emergenze mediatiche, ma si sviluppa quotidianamente in un contesto di difficoltà logistiche e strumentali. La richiesta è che il rinnovo contrattuale sia accompagnato da politiche di potenziamento strutturale.

Indennità di vacanza contrattuale e decorrenze

Altro punto tecnico riguarda la non riassorbibilità dell’indennità di vacanza contrattuale 2025 negli incrementi previsti dal nuovo accordo. Le sigle chiedono che tale voce non venga compensata con gli aumenti, per evitare che il beneficio venga neutralizzato.

Viene inoltre sollecitata una stima puntuale degli aumenti per ciascun anno del triennio e la quantificazione complessiva delle risorse destinate al personale del Corpo, così da consentire una valutazione trasparente delle proposte.

Un rinnovo nei tempi: elemento positivo ma non sufficiente

L’avvio della trattativa all’interno del triennio di riferimento rappresenta un dato inedito negli ultimi anni, quando i rinnovi si sono spesso conclusi con ritardi di 24-30 mesi. Questo aspetto viene riconosciuto come un segnale positivo.

Tuttavia, per le organizzazioni dei lavoratori, la tempestività non può sostituire la sostanza. Il punto dirimente resta l’adeguatezza della dotazione finanziaria e la capacità del contratto di colmare il divario retributivo accumulato.

La specificità del Corpo: riconoscimento formale o reale?

Tutte le sigle convergono su un concetto: la specificità del lavoro dei Vigili del Fuoco non deve restare una formula astratta. Il riconoscimento normativo della peculiarità del Corpo deve tradursi in misure economiche, previdenziali e organizzative coerenti.

Tra le richieste più emblematiche figura il riconoscimento del tempo di vestizione e svestizione come parte integrante dell’orario di lavoro, tema che incide sia sul trattamento economico sia sulla tutela dei diritti.

Le prossime tappe della trattativa

Le parti hanno concordato la pianificazione di incontri tecnici finalizzati alla predisposizione delle nuove tabelle stipendiali e alla definizione dettagliata delle coperture finanziarie.

Il confronto entrerà ora nella fase più operativa, con l’analisi delle singole voci di spesa e la verifica delle compatibilità di bilancio. L’esito del negoziato dipenderà dalla capacità di trovare un equilibrio tra vincoli finanziari e richieste di valorizzazione professionale.

Per oltre 35mila lavoratrici e lavoratori, il rinnovo 2025-2027 rappresenta non solo un passaggio amministrativo, ma un banco di prova sulla reale volontà di investire su un servizio pubblico essenziale per la sicurezza del Paese.

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