Delitto di Garlasco, Sempio: “Famiglia Poggi non ha sospetti su di me, io sono innocente”
Andrea Sempio in un’intervista al Tg1, e nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco, ha parlato del fatto che la procura di Pavia potrebbe chiedere un processo a suo carico. “Di sicuro non sono tranquillo, perché comunque, in una situazione del genere, nessuno può dire di essere tranquillo. Che ci possa essere una richiesta di rinvio a giudizio è una cosa che abbiamo messo in conto. Se ci sarà l’affronteremo, anche perché la richiesta di rinvio a giudizio non è appunto la sicurezza che poi ci sarà un processo”. Ai genitori di Chiara Poggi direbbe ‘Non c’entro nulla’ se li incontrasse? “Non credo neanche di aver bisogno di dirglielo, perché non credo ci sia il minimo sospetto, il minimo dubbio dalla loro parte”, ha risposto Sempio. “Ribadisco” di essere innocente, “in realtà, io penso che le verifiche che hanno fatto finora, come ad esempio i risultati dell’incidente probatorio, dimostrino sempre la stessa cosa, la versione che ho dato io l’altra volta”.
“Mai visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi“
Il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi “non l’ho mai visto. Ho sentito anche questa cosa qua, ma non è una cosa che né io né, credo, nessuno dei miei amici che frequentava la casa e aveva accesso al computer ha mai visto”. Così Andrea Sempio, in un’intervista al Tg1. Alla domanda su come sia finito nel computer della ragazza, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, un video che lo ritrae con altri amici, tra cui il fratello, risponde: “Credo che ovviamente a metterlo sul computer saremmo stati io e lui, perché ovviamente il video ce l’avevo io. Saremmo stati io e lui a metterlo”.
Ex pm Venditti: “Rifarei tutto”
“Rifarei esattamente quello che ho fatto. Non ci sono elementi nuovi. Alla fine, gira e rigira, è come il gioco dell’oca, si torna sempre al punto di partenza”. Lo ha dichiarato l’ex procuratore Mario Venditti in un’intervista che andrà in onda questa sera a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4. “Non c’erano cose nuove, perché a ogni consulenza, a ogni perizia, se ne contrapponeva un’altra ed è quello che sta avvenendo adesso, e non si esce da questo. A proposito di ragionevole dubbio, se c’è un consulente che ti dice una cosa, e un altro consulente che te ne dice un’altra, e sono tutte e due consulenze valide tecnicamente, e non fondate sul nulla, allora come ne esci dal famoso ragionevole dubbio? Non vai da nessuna parte“, ha spiegato.
“Dopo che sono stato un uomo della Giustizia per oltre 40 anni mi sento tradito dalla giustizia e non mi aspetto più nulla di buono. Nei miei confronti è stata avviata una campagna denigratoria che non si è mai vista”, ha proseguito. “La procura di Pavia trova uno scarabocchio – perché quello è uno scarabocchio- , il famoso ‘Venditti gip archivia per 20-30 euro ecc’. Passano mesi e nessuno sente l’autore di quello scarabocchio, poi finalmente questa persona dice che in realtà quella cifra era un preventivo di spese legali e che ha consegnato i soldi in contanti a tre avvocati. Erano soldi che servivano per corrompermi? Nessuno mi ha corrotto. Ma io sono il mostro da sbattere in prima pagina, per dare valore all’indagine, perché un procuratore corrotto fa notizia”. Ripercorrendo la perquisizione a suo carico, Venditti ha aggiunto: “Io non sono soltanto un indagato, io sono il mostro in prima pagina. Ho avuto a che fare con tanti indagati, con tanti condannati, mi sono sempre comportato correttamente, Questa stessa correttezza però non la vedo negli attuali inquirenti di Pavia e di Brescia. Perciò mi sento tradito dalla giustizia. Nei miei dispositivi non c’è nulla, sono solo cose personali. Io mi sono opposto ai sequestri perché è un mio diritto e non perché ho qualcosa da nascondere. Io ho difeso il diritto alla riservatezza di tutti i cittadini. Qualcuno mi ha contestato dicendo che da ex magistrato avrei dovuto avere il dovere istituzionale di collaborare con la giustizia ma Io non collaboro con chi commette degli abusi, perché non è così che si opera”.
“La mia posizione come uomo, come persona e come professionista, è indebolita“, ha sottolineato. “Stavo preparando il caffè, avevo appena acceso la televisione per sentire i primi telegiornali, mancavano pochi minuti alle sette, sento citofonare la guardia di finanza e mentre i finanzieri stanno percorrendo il cortile e non hanno ancora fatto ingresso nella mia abitazione, io sento al telegiornale la notizia che era in corso una perquisizione della mia abitazione”. Sulle contestazioni relative a presunti ‘buchi’ nelle intercettazioni, ha affermato: “Era un’indagine di omicidio, a me interessavano soltanto le conversazioni da cui si potessero trarre elementi per chiarire l’omicidio di Chiara Poggi. Dei soldi, del danaro, delle imprese, non me ne importava niente. Io delego indagini alla polizia giudiziaria, poi la polizia giudiziaria le svolge… si lavora a compartimenti stagni, cioè io faccio il mio, tu fai il tuo e l’altro fa l’altro”
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