Energia, von der Leyen: “L’UE può diventare un polo globale per il nucleare di prossima generazione”

Mar 10, 2026 - 18:30
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Energia, von der Leyen: “L’UE può diventare un polo globale per il nucleare di prossima generazione”

Bruxelles – “L’Europa vuole far parte” della rinascita dell’energia nucleare. È dall’inaugurazione del secondo Summit mondiale sull’Energia nucleare, a Parigi – ospitato dal presidente della repubblica francese, Emmanuel Macron, e alla presenza del Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA/IAEA), Rafael Mariano Grossi, che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annuncia la nuova strategia europea per rafforzare il reparto europeo in materia di energia nucleare.

Per von der Leyen, la scelta di ridurre la quota del nucleare “è stata un errore strategico per l’Europa”, perché si è trattato di “voltare le spalle a una fonte affidabile e conveniente di energia a basse emissioni”. Dunque, con l’obiettivo di correre ai ripari, la Commissione europea presenterà oggi (10 marzo) la nuova strategia europea sul nucleare, che sarà adottata dal collegio dei commissari che, come sempre nelle settimane di plenaria del Parlamento europeo, si terrà a Strasburgo. Oggi il nucleare rappresenta il 10 per cento della produzione mondiale di elettricità, con 450 reattori in una trentina di Paesi. Una percentuale troppo bassa per la presidente dell’esecutivo europeo che da Parigi ha dato delle anticipazioni sulla strategia che verrà adottata nel pomeriggio dalla sua squadra. In particolare, sui piccoli reattori modulari, l’obiettivo è quello di rendere la nuova tecnologia operativa entro il 2030 “in modo da svolgere un ruolo chiave insieme ai reattori nucleari tradizionali, in un sistema energetico flessibile, sicuro ed efficiente”.

Le principali misure proposte da von der Leyen sono tre. Innanzitutto, la creazione di regole semplici, attraverso sandbox normative (ambienti normativi controllati e limitati, in cui le aziende innovative possono sperimentare, beneficiando di normative semplificate), in modo che le aziende possano testare tecnologie innovative. In secondo luogo, la mobilitazione di investimenti: von der Leyen ha annunciato che verrà creata una garanzia di 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti privati in tecnologie nucleari innovative, puntando ad un “chiaro segnale per gli investitori affinché si impegnino”. Infine, è necessario realizzare uno sforzo europeo congiunto perché tutti gli Stati membri allineino i loro quadri normativi e accelerino le autorizzazioni per sviluppare le competenze di cui il settore ha bisogno.

Ma l’ambizione di Palazzo Berlaymont non si limita ai piccoli reattori modulari: “Dobbiamo anche rafforzare l’intero ecosistema nucleare, dal combustibile alla tecnologia, dalle catene di approvvigionamento alle competenze”. Questo, ha aggiunto von der Leyen, “è anche l’obiettivo della nostra Strategia di investimento per l’energia pulita: ridurre i costi energetici, accelerare la diffusione di tecnologie pulite e ampliare le opportunità di finanziamento”. In sostanza, “la corsa alle tecnologie nucleari è iniziata”, per von der Leyen. “Ma l’Europa ha tutto quello che serve per vincerla: abbiamo mezzo milione di lavoratori altamente qualificati nel settore nucleare, molti di più di Stati Uniti e Cina. Siamo all’avanguardia dell’innovazione globale nel campo dei reattori modulari. E ora abbiamo l’ambizione di progredire rapidamente e su larga scala, affinché l’Europa diventi un polo globale per l’energia nucleare di prossima generazione”, ha osservato.

Una posizione, quella dell’inquilina di Palazzo Berlaymont, in linea con le parole di Macron in apertura: bisogna sostenere una ripresa del nucleare civile perché “è necessaria come fattore di indipendenza“, in particolare in un contesto geopolitico in cui la dipendenza da altri idrocarburi può “diventare uno strumento di pressione o addirittura destabilizzazione”. Pertanto il nucleare potrà essere fonte di “indipendenza, sovranità energetica, decarbonizzazione e competitività”. La strada prevede “una standardizzazione”, perché così si possono “ridurre i costi e garantire che l’energia nucleare svolga un ruolo nella transizione energetica”, cercando di incontrare gli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2050.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia