Eurojersey verso i 70 milioni nel 2026 e studia il corporate wear

Gen 23, 2026 - 03:00
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Eurojersey verso i 70 milioni nel 2026 e studia il corporate wear
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“Rifocalizzarsi sul prodotto, valorizzandolo, rinnovandolo e rimettendolo al centro”: è questo l’obiettivo di Eurojersey, come di consueto presente tra i corridoi di Milano Unica, la fiera tessile giunta alla sua 42esima edizione.

A raccontare a Pambianconews il momento presente dell’azienda e le sue prospettive per il prossimo futuro è Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey, azienda appartenente al Gruppo Carvico e che ha portato in fiera la sua proposta primavera/estate 2027 dei tessuti Sensitive Fabrics, raccolta nella collezione ‘The movers edition’.

Alle spalle Eurojersey si è lasciato un anno in flessione single digit attestatosi intorno ai 65 milioni di euro, e per il 2026 appena avviato confida in una crescita che porterebbe i ricavi a quota 70 milioni. “Un obiettivo tutt’altro che scontato in questo scenario, ma la nostra direzione si dimostra quella giusta”.

Per quanto riguarda la ripartizione delle quote di fatturato del player tessile, resta pressoché invariato l’equilibrio tra Italia ed estero, che rappresentano rispettivamente il 20% e l’80% del fatturato totale.

Sul versante delle categorie merceologiche, sportswear e abbigliamento continuano a giocare un ruolo di primo piano, pesando oltre il 60% del fatturato, seguiti da beachwear e l’intimo. Il womenswear continua a essere preponderante rispetto a un menswear che sta comunque progressivamente guadagnando terreno: “È un’area su cui stiamo lavorando e crescendo, e che richiede tempo soprattutto in Italia, in cui l’abbigliamento maschile è ancora molto legato a un approccio classico”.

Un approccio che i tessuti Sensitive Fabrics, d’altronde, per tradizione provano a scardinare: la collezione portata a Milano Unica, infatti, è progettata proprio per rispondere al concetto di “24wear”, soddisfacendo le più eterogenee occasioni d’uso dal giorno alla sera.

E se il mondo del menswear si sta rivelando affine alle caratteristiche di performance e indemagliabilità che caratterizzano il brand, un ulteriore terreno in cui avventurarsi sembra essere il corporate wear: “Riteniamo che il mondo dell’abbigliamento professionale, dagli uffici alle banche fino alle compagnie aeree, rappresenti un’opportunità per noi”, spiega Crespi. “Lo stiamo iniziando a esplorare, per capire quali sono gli aspetti già soddisfacenti e quali da implementare per posizionarci anche in questo ambito”.

Riguardo infine alla presenza in fiera, Crespi si mostra soddisfatto: “Si tratta di un’eccellenza, e noi abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti mettendo al centro proprio la dimensione esperienziale della fruizione del prodotto. Per questo è fondamentale dare risalto alla resa finale dei nostri tessuti, anche attraverso il digitale”. Recentemente digitalizzato, in quest’ottica, anche l’ampio archivio di Eurojersey, fruibile anche da addetti ai lavori e consumatori.

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Redazione Redazione Eventi e News