Fusione nucleare compatta, Israele brucia le tappe: plasma acceso in 60 giorni
Sappiamo bene che per arrivare a una fusione nucleare applicabile alla realtà a fini di produzione energetica, i tempi saranno lunghi e non ci sono nemmeno certezze, ecco perché il risultato annunciato da nT-Tao non passa inosservato. La giovane azienda israeliana è riuscita ad accendere i primi impulsi di plasma del suo nuovo prototipo C3 a distanza di appena due mesi dall’inizio dell’assemblaggio. Un traguardo che racconta bene l’approccio pragmatico e veloce con cui il team sta portando avanti il proprio progetto.
Il C3 nasce come naturale evoluzione del precedente sistema C2-A, che aveva già dimostrato di poter raggiungere temperature del plasma nell’ordine del milione di gradi. Numeri da laboratorio a parte, ora si sta cercando di fare quel passo in più, che consiste nel migliorare la stabilità del plasma e nel prolungare il tempo in cui resta confinato. Parliamo di due aspetti fondamentali se si vuole trasformare la fusione da promessa scientifica a tecnologia energetica concreta e su cui puntano molti dei progetti attualmente in corso.
Il prototipo funziona come banco di prova per un reattore compatto e modulare, lontano dalle dimensioni colossali che caratterizzano molti grandi progetti internazionali.
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