“Green jobs & skills”: i dati Unioncamere sui fabbisogni occupazionali della transizione energetica

Mar 10, 2026 - 15:30
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“Green jobs & skills”: i dati Unioncamere sui fabbisogni occupazionali della transizione energetica

La transizione energetica non è solo una questione di impianti e tecnologie, ma si fonda sulle competenze del capitale umano come vera infrastruttura del cambiamento. È questo il messaggio centrale emerso dall’incontro “Nuove energie per il lavoro di domani: fabbisogni, formazione e imprese”, svoltosi nell'ambito del progetto “Green Jobs & Skills” a KEY – The Energy Transition Expo. Durante l’evento sono stati presentati i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, basati sul rapporto previsionale 2025-2029, che delineano l’impatto della doppia transizione occupazionale in Italia nel settore energetico.

L’analisi stima che, nello scenario positivo del quinquennio 2025-2029, il sistema produttivo esprimerà un fabbisogno di oltre 3,7 milioni di occupati, derivanti sia dalla creazione di nuova occupazione sia dalla necessità di sostituire i lavoratori in uscita.

Per soddisfare questa domanda complessiva serviranno 1,55 milioni di lavoratori per i quali sarà richiesto un livello intermedio di competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green (circa il 43% del fabbisogno) e circa 760 mila con un livello elevato di queste competenze.

La transizione ecologica e digitale trasformerà profondamente filiere come le costruzioni, la meccatronica, la mobilità e l’ICT. In particolare, per la filiera delle costruzioni e infrastrutture si prevede un fabbisogno tra 226 mila e 271 mila lavoratori, mentre la meccatronica richiederà tra 149 mila e 164 mila figure professionali. Anche la mobilità e logistica vedranno una forte domanda, stimata tra 139 mila e 151 mila unità nel periodo considerato.

«Quando parliamo di nuove energie per il lavoro di domani non parliamo solo di kilowatt, ma di capitale umano», ha dichiarato Riccardo Cuomo, responsabile area politiche del lavoro di Unioncamere. «La vera infrastruttura della transizione energetica non sono solo le tecnologie, ma le competenze. I dati ci dicono che le imprese di settori chiave come la meccatronica e le costruzioni devono assumere decine di migliaia di persone: la nostra sfida è mettere in atto strategie di upskilling e reskilling, dentro e fuori le aziende, per colmare questo fabbisogno».

Parallelamente, la domanda di competenze digitali coinvolgerà 2,2 milioni di lavoratori, con oltre 910 mila professionisti chiamati a possedere un "e-skill mix" avanzato.

Green jobs & skills è un’iniziativa firmata Italian Exhibition Group e che si estende sulle fiere di Ecomondo e KEY – The Energy Transition Expo. Inserito nel più ampio progetto dedicato all’innovazione, che comprende il coinvolgimento di giovani imprese con Start-Up & Scale-Up e il premio Lorenzo Cagnoni, Green Jobs & Skills vuole essere il luogo di incontro tra domanda e offerta di competenze e lavoro ma anche una preziosa occasione di orientamento, offrendo orientamento e supporto per aiutare imprese e territori a governare con successo la transizione ecologica.

Per quanto riguarda nel dettaglio i dati in sintesi presentati a Dey – The energy transition expo, il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, nel rapporto previsionale 2025 2029, ci dice che nei prossimi cinque anni il sistema produttivo italiano esprimerà oltre 3,7 milioni di fabbisogni occupazionali, tra nuova occupazione e sostituzione di chi uscirà dal mercato del lavoro. La transizione energetica sta creando lavoro, ma non lavoro qualsiasi: sta creando domanda di professioni e competenze che mescolano energia, digitale e sostenibilità.

Le imprese chiedono in modo crescente: competenze specifiche per la gestione di prodotti e tecnologie green; competenze digitali, dalle basi fino all’eskill mix avanzato.

Nello scenario positivo 20252029, parliamo di: 1,55 milioni di lavoratori per i quali servirà un livello intermedio di competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green (circa il 43% del fabbisogno); circa 760 mila con un livello elevato di queste competenze.

Per le competenze digitali, Excelsior stima 2,2 milioni di lavoratori che dovranno possederle (circa il 59% del fabbisogno), con più di 910 mila professionisti chiamati ad avere un eskill mix, cioè almeno due tra competenze digitali di base, uso di metodi matematici/informatici, gestione di soluzioni innovative.

Filiera chiave per l’energia, che è quella di costruzioni e infrastrutture: efficientamento degli edifici, rigenerazione urbana, grandi opere, comunità energetiche, reti. Excelsior stima per questa filiera un fabbisogno tra 226 mila e 271 mila lavoratori nel periodo 20252029. Parliamo soprattutto di operai specializzati nelle costruzioni, nel mantenimento e nelle rifiniture, ma anche di ingegneri civili e tecnici di cantiere.

Qui l’elemento nuovo è che a questi profili tradizionali si chiede sempre di più un doppio set di competenze: digitali, perché la progettazione e gestione passa da strumenti come BIM, modellazione 3D, software avanzati di calcolo strutturale; green, perché entrano in gioco efficientamento energetico, fonti rinnovabili, protocolli ambientali, norme su prestazioni energetiche e sostenibilità.

Quindi non è solo quante persone serviranno, ma quanto diverse dovranno essere rispetto al passato.

Un secondo blocco molto legato all’energia è la filiera meccatronica e robotica: macchinari, automazione, componentistica, impianti industriali. Nel quinquennio si stimano tra 149 e 164 mila fabbisogni in questa filiera, tra operai specializzati, meccanici, ingegneri e tecnici meccanici, elettrotecnici ed elettronici. Qui la spinta viene da due lati: la digitalizzazione dei sistemi produttivi (automazione, controllo da remoto, sensori, IoT); l’integrazione di tecnologie per l’efficienza energetica e le rinnovabili nei macchinari, nei veicoli, nelle linee di produzione.

Per restare competitivi e accompagnare la transizione green serviranno percorsi formativi che uniscano ingegneria, automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, generando figure ibride in grado di gestire progetti complessi.

Terzo tassello, mobilità e logistica: elettrificazione dei trasporti, gestione efficiente delle flotte e dei flussi, intermodalità. Per questa filiera Excelsior prevede tra 139 e 151 mila fabbisogni nel 20252029. Le imprese cercano figure capaci di lavorare in una logistica sempre più digitalizzata, in cui le competenze analitiche, tecnologiche e gestionali si mescolano: supply chain manager, operations supervisor, specialisti ICT che portano soluzioni digitali nella gestione dei flussi. Qui l’energia entra nel modo in cui progettiamo la logistica, scegliamo i mezzi, ottimizziamo i percorsi, combiniamo trasporto fisico e dati.

Infine, c’è una filiera che non è “energia” in senso stretto, ma di fatto è il motore della gestione intelligente dell’energia: informatica e telecomunicazioni. Il report la segnala tra i comparti più dinamici, con un fabbisogno trasversale di analisti e specialisti di applicazioni, reti, database, data scientist, esperti di cybersecurity, tecnici IoT. Sono le figure che poi abilitano sistemi di monitoraggio, smart grid, building automation, analisi dei consumi, manutenzione predittiva degli impianti.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia