Il Bambino Gesù inaugura il nuovo reparto dialisi, Parolin: "il dono è un atto di amore"
AGI - L’ospedale pediatrico Bambino Gesù ha inaugurato un nuovo reparto di dialisi, più grande e “più allegro” (come osservano i piccoli pazienti). La ristrutturazione degli ambienti, portata a termine grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, è stata illustrata oggi alla stampa nel corso di un convegno che si è tenuto all’ospedale romano dal titolo “La cultura del dono”. All'evento hanno preso parte il cardinale Parolin, Tiziano Onesti (Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù), Paolo Bonassi (Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo), Francesco Emma (Responsabile di Nefrologia del Bambino Gesù), Isabella Guzzo (Responsabile Dialisi Pediatrica e Clinica del trapianto di rene del Bambino Gesù) e il giovane Samuele Galimberti, che ha portato la sua testimonianza di paziente trapiantato.
“Il dono è il linguaggio con cui ognuno rende il meglio di sé. Il dono del denaro può essere concreto" quando arriva dal cuore e "quando animato dalla carità diventa giustizia", ha osservato Parolin sottolineando che "ogni contributo per la ricerca diventa provvidenza".
Il reparto di dialisi: eccellenza e attesa del dono
Quello appena ristrutturato è “uno dei reparti di eccellenza” dell’ospedale. “La dialisi è il luogo dove ogni malato che vi passa, e riceve attente e professionali cure di tutto il corpo sanitario, prega e attende quello che forse è il dono più grande: il dono di un organo”. Per Parolin, il dono degli organi “è un atto di amore che supera la morte. Nel corpo donato continua a battere un amore che non si arrende alla morte”. Chi sceglie di donare gli organi “compie un gesto che genera vita, speranza e futuro, ancora di più nel contesto di un genitore che vive nella sofferenza. È un atto d'amore. Il gesto di chi dona è un gesto di fede".
Il ruolo cruciale della dialisi e i risultati sui trapianti
“La dialisi non serve solo il reparto di nefrologia”, afferma Emma. “Il servizio di dialisi è fondamentale anche per la rianimazione, per gli interventi di trapianti di midollo, per le operazioni cardiache. Ha una funzione molto importante per consentire trattamenti altamente specializzati nelle altre unità operative dell'ospedale”. Ma soprattutto permette di arrivare al trapianto di rene. “Nel 1998, quando arrivai al Bambino Gesù, si facevano pochi trapianti, meno di 10 l’anno. Due anni fa siamo stati il primo centro in Europa per numero. E contiamo una sopravvivenza dell’organo dell’86% in 10 anni, uno dei migliori risultati in Europa. Sono dati di cui bisogna essere fieri”, osserva Emma.
La nuova dialisi
Il nuovo reparto di Dialisi pediatrica è il risultato della riqualificazione di spazi preesistenti, completamente ristrutturati. La struttura include una sala principale con sei postazioni dedicate all’emodialisi, il trattamento salva-vita per l'insufficienza renale cronica o acuta, che depura il sangue dalle tossine e rimuove i liquidi in eccesso tramite il passaggio del sangue in un filtro (membrana sintetica) montato su una specifica apparecchiatura.
Tra le principali novità c’è la presenza di una stanza contumaciale a pressione controllata, dotata di due ulteriori postazioni. Questa camera è strutturata per isolare pazienti affetti da infezioni o immunodepressi, che necessitano di particolari misure protettive. All'interno di questi locali, è possibile regolare la pressione: si utilizza una pressione negativa per contenere gli agenti patogeni e una pressione positiva per i pazienti immunodepressi, evitando l'ingresso di aria esterna potenzialmente contaminata.
Un ambiente sicuro e accogliente per i piccoli pazienti
Il reparto è progettato per favorire l’efficienza operativa e garantire maggiore comfort ai piccoli pazienti durante i lunghi e frequenti trattamenti, che possono variare da due a quattro sedute di emodialisi settimanali (anche 6 nei casi più complessi), ciascuna della durata di circa 4 ore. Per rendere queste sedute più gradevoli, ogni postazione è dotata di TV, telecomando e cuffie wireless e si trova in un ambiente accogliente e rilassante con decorazioni colorate. Grazie agli insegnanti della Scuola in ospedale, i ragazzi possono anche continuare il loro percorso di studi. Le attrezzature sono tra le più avanzate tecnologicamente, con monitor per un monitoraggio continuo. Il reparto presenta un organico elevato: un infermiere ogni due pazienti, un rapporto nettamente superiore rispetto ai centri dialisi per adulti (normalmente uno a sei).
Dal trattamento dialitico al trapianto di rene
Il reparto di dialisi del Bambino Gesù è l’unico centro esclusivamente pediatrico del Lazio. Accoglie annualmente dai 30 ai 50 nuovi pazienti e garantisce il trattamento dialitico in acuto nelle unità di terapia intensiva. Oltre all’emodialisi, l'ospedale offre da oltre 20 anni un servizio di dialisi peritoneale domiciliare. Questo trattamento per l’insufficienza renale cronica utilizza la membrana del peritoneo per filtrare il sangue direttamente nel corpo tramite un catetere, garantendo maggiore autonomia e flessibilità, specialmente nei bambini più piccoli.
Risultati e ruolo internazionale
In caso di insufficienza renale cronica, il trattamento dialitico prosegue fino al trapianto renale. Negli ultimi 30 anni, il Bambino Gesù ha effettuato oltre 600 trapianti di rene. Attualmente si effettuano circa 30-35 nuovi trapianti all’anno, di cui il 30% da donatori viventi, rendendo questa attività una delle più importanti a livello pediatrico sia in Italia che in Europa. I risultati sono estremamente positivi: la sopravvivenza a 10 anni dopo il trapianto supera il 98% per i pazienti e l'86% per gli organi trapiantati. Il reparto è anche Centro di Riferimento Regionale per la dialisi e il trapianto di rene e fa parte della Rete Europea per le Malattie Rare (ERKNet).
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