Il recupero dei crediti fiscali diventa digitale, via libera ai pignoramenti presso terzi

Gen 17, 2026 - 22:30
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Il recupero dei crediti fiscali diventa digitale, via libera ai pignoramenti presso terzi

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L’Ader utilizzerà i dati della fatturazione elettronica: prosegue la lotta senza tregua ai debitori del fisco. L’ultima legge finanziaria prevede una importante novità che entrerà in vigore con l’adozione di un decreto attuativo in agenda entro marzo 2026.


L’articolo 1, comma 117, della legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) prevede, infatti, che l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione di Agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) i dati della fatturazione elettronica per agevolare le procedure di pignoramento presso terzi. La nuova procedura, che origina dal DPR 602/1973, articoli 72-bis e seguenti, prevede che l’agente della riscossione possa agire direttamente sul debitore del soggetto iscritto al ruolo, senza passare per l’autorità giudiziaria.

Si potranno intercettare direttamente somme sui conti correnti

In questo modo si potranno intercettare e pignorare direttamente somme giacenti su conti correnti, canoni di locazione o crediti commerciali. L’articolo 75-ter del DPR 602/1973 ha introdotto una procedura speciale per permettere all’agente della riscossione di accedere, tramite strumenti informatici, a informazioni utili all’azione esecutiva, ma questa norma è rimasta finora inapplicata per mancanza dei provvedimenti attuativi. La disposizione appena approvata amplia i casi possibili e amplia tale strumentazione.

Sotto analisi tutte le fatture emesse nei sei mesi precedenti

L’Agenzia delle Entrate potrà comunicare all’Ader l’ammontare complessivo dei corrispettivi risultanti dalle fatture elettroniche emesse per uno spazio temporale di sei mesi precedenti. Questi dati saranno disponibili sia in merito al debitore iscritto a ruolo che dei suoi eventuali coobbligati. L’agente della riscossione potrà in questo modo individuare i clienti commerciali più ricorrenti, con cui il debitore presumibilmente intrattiene rapporti duraturi, e procedere a notificare a questi ultimi, direttamente e senza bisogno di altro atto esecutivo, l’atto di pignoramento presso terzi per i crediti vantati.

Aplicativi informatici strumenti di recupero crediti

Fino ad oggi, individuare quali soggetti dovessero del denaro a un contribuente moroso non era immediato. Il sistema, così come sarà strutturato, permetterà all’agente della riscossione di utilizzare applicativi informatici per reperire in tempo reale informazioni utili al recupero dei crediti. Questa nuova modalità di utilizzo dei dati, trasforma le informazioni commerciali in vero e proprio strumento di riscossione coattiva. Proprio analizzando i rapporti d’affari degli ultimi mesi, il fisco potrà individuare con precisione i clienti del debitore e ordinare loro di versare i compensi direttamente allo Stato, saltando la mediazione del giudice ordinario.

Questo passaggio sarà reso ulteriormente efficace da un passaggio diretto sui cosiddetti clienti, che potranno essere chiamati a svolgere anche un ruolo attivo. Questo passaggio rappresenta un’altra cruciale novità della norma appena varata.

Le sanzioni per i terzi

Per evitare pignoramenti errati e dannosi, che non siano ben mirati, l’agente della riscossione ha a disposizione uno strumento aggiuntivo: la richiesta di dichiarazione stragiudiziale (ex art. 75-bis Dpr 602/1973). Con questa procedura è permesso all’Ader di ottenere dati direttamente dal cliente del debitore. L’Ader potrà infatti intimare – non chiedere – al soggetto ‘terzo’ di dichiarare ufficialmente quali somme deve ancora versare.

A questo punto possono configurarsi differenti scenari ed l ruolo di questa figura può divenire estremamente delicato:

  • se si porrà in maniera collaborativa aiuterà a ricomporre il debito e fornirà un supporto operativo e pratico al riscossore potrà indicare le somme ancora dovute. Dovrà quindi semplicemente attendere all’ordine di pagamento;
  • se il terzo non risponderà oppure se, peggio, dovesse fornire dati falsi o scorretti o incompleti, si esporrà al rischio di pesanti sanzioni pecuniarie.

L’Agenzia delle Entrate può infatti procedere a imporre una sanzione amministrativa che va da un minimo di 1.500 euro fino a un massimo di 15.000 euro anche nei confronti di questo soggetto ‘terzo’ di fatto estraneo al debito originario. Questo meccanismo di pressione, che di certo sarà oggetto di molte contestazioni e ricorsi, sembrerebbe, sulla carta, assicurare che le aziende non proteggano i propri fornitori morosi nascondendo l’esistenza dei debiti.

La strategia per smaltire i cumuli di ruoli

L’integrazione tra fatture elettroniche e riscossione risponde a un’esigenza esposta su più tavoli e in più occasioni pubbliche. Il problema da superare, che ad oggi ha consistenza strutturale è rappresentato dall’enorme mole di cartelle esattoriali non riscosse che si è accumulata negli anni. Oggi le tecnologie lo consentono. La commissione ministeriale di esperti aveva lanciato con chiarezza questo input ed  individuato proprio nella tracciabilità digitale di tutti i pagamenti la chiave. Si apre dunque una nuova era, nella direzione di quello che sembra poter essere un recupero coattivo meno casuale e più efficace.

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