"Le spiagge private non esistono": il video/denuncia dell'aggressione subita dai Radicali
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Tensioni a Lavinio durante un’azione simbolica di +Europa contro gli stabilimenti abusivi con lo slogan “Le spiagge private non esistono”: il presidente di +Europa Matteo Hallissey e lo streamer Ivan Grieco hanno denunciato di essere stati aggrediti postando un video sui social dell’accaduto.
L’iniziativa, documentata in un video condiviso sui social, si inserisce in una campagna di sensibilizzazione più ampia contro la gestione privatistica delle aree demaniali marittime, che in molte località italiane ostacola di fatto l’accesso libero al mare. Come spiega Hallissey, il gesto di rimuovere un cartello con la scritta “spiaggia privata” voleva denunciare l’illegittimità di quelle barriere fisiche e simboliche che trasformano porzioni di costa in zone interdette ai cittadini, nonostante la legge stabilisca chiaramente che le spiagge sono beni pubblici.
“È inaccettabile – ha dichiarato il presidente di +Europa – che si continui a tollerare cartelli e comportamenti che scoraggiano l’ingresso sulle spiagge da parte dei non clienti, come se si trattasse di proprietà privata. La spiaggia è di tutti, non può essere recintata o sequestrata da chi ne ha solo la gestione temporanea tramite concessione”.
Secondo quanto raccontato dai protagonisti dell’azione, la situazione sarebbe rapidamente degenerata: alcuni bagnini e clienti dello stabilimento avrebbero reagito in modo aggressivo, arrivando a spintonarli e a rompere l’ombrellone che i due avevano piantato pacificamente sul litorale per rivendicare il diritto all’uso collettivo dello spazio.
Le concessioni balneari rilasciate per decenni senza gare pubbliche
Ma oltre all’episodio in sé, Hallissey ha posto l’accento su un tema strutturale: quello delle concessioni balneari rilasciate per decenni senza gare pubbliche, spesso rinnovate automaticamente, in violazione dei principi di concorrenza e trasparenza previsti anche dalla normativa europea. La direttiva Bolkestein – che impone agli Stati membri di sottoporre a gara i beni pubblici dati in concessione – è ancora largamente disattesa in Italia, dove numerose proroghe legislative hanno di fatto congelato la situazione a vantaggio di un ristretto numero di concessionari storici.
“Non possiamo più accettare che il diritto di sfruttare economicamente un bene pubblico venga tramandato come fosse un’eredità privata – ha dichiarato Hallissey – La politica deve assumersi la responsabilità di applicare le regole, di mettere fine alle proroghe infinite e di restituire le spiagge ai cittadini”.
L’episodio di Lavinio diventa così il simbolo di una battaglia più ampia, che riguarda l’equilibrio tra interessi privati e beni comuni, e chiama in causa la volontà politica di porre fine a un’anomalia italiana che da anni genera polemiche, contenziosi e, come in questo caso, anche tensioni sul territorio.
Le spiagge private non esistono: il video denuncia dei Radicali
Qui di seguito il video completo.
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