«L’ecumenismo soffre a causa della legge del più forte»

Gen 18, 2026 - 17:30
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«L’ecumenismo soffre a causa della legge del più forte»
I rappresentanti delle Chiese cristiane di Milano a una Veglia della Settimana 2025

«Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati». È questo il versetto, tratto dal capitolo quarto della Lettera di San Paolo agli Efesini, che guida la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, come ogni anno in programma dal 18 al 25 gennaio con diversi eventi e celebrazioni a Milano e in ogni altra Zona della Diocesi. «Si tratta di una scelta operata da una commissione ecumenica armena che vede una presenza maggioritaria della Chiesa apostolica e, quindi, della Chiesa oggi chiamata antico-orientale per distinguerla dalle Chiese ortodosse di matrice bizantina, anche se essa è nata almeno nel IV secolo», osserva il diacono permanente Roberto Pagani, responsabile del Servizio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso. 

Perché la Chiesa armena?
Si tratta di una realtà molto interessante. Chiunque sia stato in Armenia può vedere i segni della tradizione religiosa nelle numerosissime chiese diffuse su tutto il territorio di quel Paese, che nemmeno i lunghi anni trascorsi sotto il dominio sovietico sono riusciti a distruggere completamente. Inoltre la presenza armena è ulteriormente significativa per noi a Milano, dove c’è addirittura un luogo di culto, edificato nel 1958, di proprietà della Chiesa apostolica armena. Cosa che testimonia del felice inserimento, iniziato fin dall’inizio del secolo scorso, di questa comunità, costituita per lo più da commercianti, alcuni molto noti.

Per questo l’Ottavario a Milano si aprirà proprio in questa chiesa?
Certamente, anche perché in questo modo vogliamo valorizzare tutto il materiale di preghiera e riflessione preparato per accompagnare la Settimana. Domenica 18 (dalle 16.30, via Niccolò Jommelli 32), infatti, nella Chiesa apostolica armena avremo la significativa presenza dell’arcivescovo Khajag Barsamian, legato patriarcale dell’Europa occidentale. Inoltre, ci pare un segno particolarmente bello perché a poche centinaia di metri vi è anche la chiesa tigrina, un’altra confessione antico-orientale e il parroco è lo stesso per tutte e due queste chiese. L’Arcivescovo, invece, parteciperà venerdì 23 gennaio a una tavola rotonda su «La ricerca dell’unità tra dono e compito anche alla luce della nuova Charta Oecumenica», nella Chiesa cristiana protestante (via Marco de Marchi 9, ore 18,30), unitamente al pastore Andreas Kohn della Chiesa evangelica valdese e padre Mina Shehata della Chiesa copta ortodossa d’Egitto. Ricordiamo che la Charta Oecumenica è stata rinnovata poco prima di Natale, aggiornata e rifirmata e rappresenta bene quelli che possono essere considerati i desiderata, oggi, del movimento ecumenico che vive, anch’esso, situazioni di difficoltà a causa della situazione geopolitica.   

Roberto Pagani
Roberto Pagani

Gli attuali conflitti incidono molto sull’ecumenismo?
Moltissime Chiese stanno soffrendo per il prevalere di quella che potremmo definire la legge del più forte in tante zone del mondo. Nella stessa Armenia – che ha una popolazione pari alla metà di della Lombardia – la Chiesa apostolica, legata al Patriarcato di Mosca, si è schierata, per esempio, contro il governo che ha una tendenza filo-europea. E questo sebbene, per gli ortodossi, gli Armeni si muovano sul filo dell’eresia dal punto di vista religioso. Si tratta, quindi, di prese di posizione più politiche che legate alla fede. 

Tra le questioni aperte dell’ecumenismo, almeno nella nostra Diocesi, c’è anche l’aumento dei fedeli ortodossi rispetto alla presenza protestante…
La situazione è attualmente assai dinamica, anche perché il ridursi delle comunità della Riforma, provoca anche difficoltà economiche nel mantenere i Pastori. Quindi, ciò comporta la diminuzione del loro numero e un’ampia mobilità dei ministri del culto che non favorisce la possibilità di creare profondi rapporti ecumenici. Vi è, poi, la vicenda legata alle comunità pentecostali, per lo più non accettate da quelle protestanti, mentre sarebbero disponibili a collaborazioni, come già avviene in qualche caso.

 

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia