Netflix difende l’esperienza in sala e fissa una finestra di 45 giorni

Gen 17, 2026 - 23:30
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Netflix si è recentemente pronunciata per provare a spegnere una serie di polemiche, e lo ha fatto con parole piuttosto chiare e tramite la persona più rappresentativa. Infatti, a metterci la faccia è Ted Sarandos, nientemeno che il co amministratore delegato dell'azienda, che in una recente intervista al The New York Times ha voluto chiarire quale sarà l’atteggiamento della piattaforma nei confronti del cinema tradizionale. Sarandos ha detto con chiarezza che, se l’operazione di acquisizione di Warner Bros. Discovery dovesse andare in porto, Netflix è pronta a garantire una finestra teatrale di 45 giorni per le nuove uscite dello studio.

Il dirigente ha parlato senza troppi giri di parole, spiegando che Netflix non ha alcun interesse a smontare un sistema che funziona e che ritiene ancora fondamentale. Le sale cinematografiche, ha ricordato, continuano a generare incassi enormi e a rappresentare un passaggio fondamentale per molti film. L’idea, semmai, è quella di giocare la partita fino in fondo, ponendosi in diretta competizione con gli altri publisher e puntando con forza sui numeri al botteghino.

La polemica è nata negli ultimi mesi da alcune sue dichiarazioni, che avevano fatto storcere il naso agli esercenti, soprattutto quando aveva definito il cinema in sala poco praticabile per una parte del pubblico. Ora Sarandos ha voluto fare chiarezza dicendo di essere stato stracapito, perché il senso delle sue affermazioni era un altro: lui intendeva dire che non tutti vivono vicino a una sala e, in molte zone, andare al cinema significa mettersi in auto e percorrere chilometri. In quei casi lo streaming diventa una necessità, non una scelta ideologica.


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Redazione Redazione Eventi e News