Ciao ciao eredità, io ti vendo

Febbraio 21, 2026 - 15:30
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Ciao ciao eredità, io ti vendo

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Hai ereditato ma da un lontano parente e i beni si trovano distanti km da te? Oppure, hai ereditato dei beni ma solo una piccola quota, che non ti permette di godere del bene? Ancora, hai ereditato ma preferiresti avere dei soldi per chiudere un tuo debito oppure fare un acquisto differente?


Ebbene, puoi tranquillamente vendere le tue quote dell’eredità. La legge non contempla alcun divieto in questo senso. La vendita delle quote ereditarie permette di ottenere un valore economico senza diventare comproprietario, occuparsi della divisione né rimanere impelagati in eventuali debiti.

La legge sull’eredità in Italia è disciplinata principalmente dal Codice Civile (artt. 456-768) e regola il passaggio del patrimonio (attività e passività) da una persona defunta (de cuius) ai suoi eredi.

Attenzione però, perché l’erede che intende vendere la propria quota deve documentarsi correttamente. Di fatto esiste una procedura prestabilita e, in particolare, rispettare i diritti degli eventuali coeredi, anche e soprattutto nel caso di vendita a un terzo, inteso come non erede.

Perchè vendere le proprie quote di eredità?

Le ragioni per vendere delle quote ereditarie possono essere delle più diverse, anche se di solito dipendono principalmente dai debiti. Questi ultimi, infatti, fanno parte della quota ereditaria e passano al nuovo proprietario anche con la vendita. Ciò, tuttavia, non esclude la possibilità di vendita, perché la quota poco conveniente per un erede potrebbe risultare invece appetibile per un’altra persona.

In ogni caso trovare un acquirente disponibile è soltanto una delle tappe per procedere alla vendita. Per non incorrere in errori, comunque, bisogna sapere quali quote dell’eredità si possono vendere e qual è la procedura corretta da seguire.

Quali quote posso vendere e quali no

Ogni erede può vendere la propria quota ereditaria, sapendo che quest’ultima comprende una percentuale dell’intero patrimonio del defunto, principalmente:

  • beni mobili;
  • denaro;
  • immobili;
  • debiti;
  • crediti

Attenzione, con l’acquisto, il compratore si assume la responsabilità di tutti i debiti relativi alla quota ereditaria. Se vi sono debiti già pagati dall’erede, devono essere rimborsati. Alcune tipologie di eredità che si definiscono diritti, diversamente, non possono essere venduti, si tratta di:

  • diritti alimentari;
  • diritti d’uso;
  • diritti d’abitazione;
  • proprietà di carte e foto di famiglia;
  • diritto alla sepoltura nella tomba di famiglia;
  • reversibilità della pensione;
  • indennità basata su un’assicurazione.

Il diritto di prelazione

Vendere le quote ereditarie ai coeredi è la scelta più rapida se si vuole monetizzare velocemente quanto ricevuto. Non ci sono limitazioni di sorta, perciò può anche succedere che un solo erede si ritrovi grazie agli acquisti l’intero patrimonio ereditario. A favore di questa alienazione infatti esiste il diritto di prelazione. È questa modalità che consente ai coeredi di acquistare la quota ereditaria in vendita con una posizione privilegiata rispetto ai terzi. Esiste esclusivamente a parità di condizioni, quindi i coeredi che intendono esercitarlo devono accettare le condizioni di vendita così come presentate dalla proposta, anche per quanto riguarda il prezzo. Se più coeredi intendono esercitare il proprio diritto di prelazione la quota in vendita viene suddivisa in parti uguali.

La legge non esclude la possibilità di vendere le quote ereditarie a un soggetto terzo, purché venga rispettato il diritto di priorità degli eredi. Per terzi, in questa situazione, si intendono tutti i soggetti diversi dagli eredi. L’interesse preminente degli eredi ad acquistare, volendo, le quote ereditarie al posto di un terzo prende il nome di diritto di prelazione. In sostanza, le quote possono essere vendute a un terzo soltanto se gli altri coeredi dichiarano il loro disinteresse all’acquisto.

I passaggi da seguire per chi intende vendere la propria quota

Per questa ragione, l’erede che intende vendere la propria quota a un terzo deve rispettare una serie di passaggi:

  1. Informare tutti gli altri eredi della proposta di vendita;
  2. Fissare il relativo prezzo;
  3. Aspettare 60 giorni prima di concludere la vendita.

Proprio questi due mesi di attesa individuano il tempo a disposizione dei coeredi per acquistare la quota alle condizioni specificate nella proposta.

Vendere senza informare gli eredi: quali conseguenze

Se uno degli eredi procede alla vendita della propria quota a un terzo e non informa preventivamente gli eredi, cioè non rispetta il loro diritto di prelazione, i coeredi possono esercitare il diritto di riscatto. Quest’ultimo permette ai coeredi di entrare in possesso della quota ereditaria venduta a un terzo, purché quest’ultimo riceva il corrispettivo del prezzo sostenuto per l’acquisto.

Il diritto di riscatto quindi ripristina la situazione, senza particolari conseguenze per l’erede che ha venduto. È da chiarire che coeredi non sono obbligati a esercitare il diritto alla prelazione se non interessati ad acquistare la quota. In ogni caso, per esercitare il riscatto i coeredi devono citare in giudizio direttamente l’acquirente, nuovo proprietario della quota, entro il termine di prescrizione che è pari a 10 anni dalla data della vendita.

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