Rottamazione Quinquies 2026: sconti dallo Stato, ma decisione spetta ai Comuni

Febbraio 4, 2026 - 23:00
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Rottamazione Quinquies 2026: sconti dallo Stato, ma decisione spetta ai Comuni

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L’assetto della riscossione dei tributi in Italia ha subito una profonda trasformazione con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, che ha delineato un quadro normativo volto a facilitare il recupero dei crediti accumulati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.


La nuova manovra cerca di bilanciare l’esigenza di liquidità immediata per le finanze pubbliche con la necessità di offrire un percorso di regolarizzazione sostenibile per i contribuenti. Tra le varie finalità, vi è quella di chiudere pendenze storiche spesso caratterizzate da un’esigibilità complessa, distinguendo nettamente tra la gestione dei debiti verso l’amministrazione centrale e quelli maturati nei confronti degli enti territoriali.

Il doppio binario: Stato ed enti locali

L’impianto normativo del 2026 introduce un doppio binario per la gestione dei carichi affidati alla riscossione. Da un lato opera la Rottamazione Quinquies, una procedura centralizzata e gestita direttamente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), che trova applicazione automatica per le entrate erariali. In questo perimetro rientrano le imposte dirette e indirette più rilevanti come l’IVA, l’IRPEF e l’IRES, oltre alle sanzioni amministrative irrogate dalle Prefetture.

Dall’altro lato si sviluppa il binario della definizione agevolata locale, che riguarda i tributi propri dei Comuni – come l’IMU e la TARI – e le sanzioni derivanti dalle violazioni del Codice della Strada accertate dalla Polizia Locale. A differenza della Rottamazione Quinquies, l’adesione agevolata dei Comuni e degli altri enti territoriali non avviene in modo automatico. La normativa riconosce infatti una piena autonomia finanziaria e decisionale alle singole amministrazioni locali, le quali devono approvare una specifica delibera per attivare lo strumento agevolativo.

I vantaggi della definizione agevolata: cosa viene cancellato

Il beneficio principale per il contribuente che accede a una delle due procedure risiede in un rilevante abbattimento del debito complessivo. La norma prevede infatti lo stralcio totale delle somme dovute a titolo di sanzioni amministrative e tributarie, degli interessi di mora, delle sanzioni civili e dell’aggio di riscossione. Resta tuttavia intatta la responsabilità di corrispondere la quota capitale, ovvero l’imposta o la multa originaria, unitamente alle spese documentate per la notifica delle cartelle e agli oneri derivanti da eventuali procedure esecutive già avviate.

Autonomia comunale e vincoli costituzionali

Il fondamento giuridico della rottamazione locale risiede nell’art. 1, co. 102, della Legge di Bilancio 2026, che recepisce i principi di autonomia sanciti dagli artt. 23, 53 e 119 della Costituzione. Il legislatore ha concesso alle Regioni e agli enti locali la facoltà – e non l’obbligo – di introdurre sistemi premiali per la riduzione o l’esclusione di interessi e sanzioni. Tale decisione deve essere ponderata in relazione alla difficile esigibilità” dei crediti, privilegiando la riscossione della quota capitale rispetto a somme accessorie che spesso rendono il debito insolvibile.

Le amministrazioni locali non hanno termini perentori fissati dalla legge statale per deliberare l’adesione, il che spiega la fase di attesa che si registra in molte grandi città. Una volta pubblicata la delibera sul sito istituzionale dell’ente, si apre una finestra temporale non inferiore a 60 giorni entro la quale il cittadino può manifestare la propria volontà di aderire. È essenziale sottolineare che, in assenza di una delibera comunale, il debito locale rimane escluso dai benefici della rottamazione, obbligando il contribuente al saldo integrale comprensivo di tutte le sanzioni e gli interessi maturati secondo le forme ordinarie di riscossione.

Obiettivi di finanza pubblica e prospettive per i debitori

La ratio della Rottamazione Quinquies risiede anche nella necessità di mantenere il deficit pubblico sotto la soglia del 3%, un obiettivo che richiede l’accelerazione dei flussi di cassa. L’attivazione di questi strumenti agevolativi permette allo Stato e ai Comuni di iniettare liquidità immediata nei propri bilanci, recuperando somme che altrimenti rimarrebbero incagliate in contenziosi o procedure di recupero infruttuose. Per i contribuenti, la procedura statale è già operativa sui portali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, mentre per quella locale la situazione rimane in evoluzione, legata alle scelte politiche dei singoli sindaci che dovranno valutare se le finalità della rottamazione siano compatibili con le esigenze di cassa del proprio territorio.

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