Siamo abituati a immaginare le tute spaziali bianche o argento: in realtà ogni colore ha una funzione specifica e ogni dettaglio è funzionale alla sicurezza degli astronauti
Dopo averci mostrato il lato nascosto della luna (e una Nutella intergalattica) la missione Artemis II si prepara a tornare sulla Terra. L’equipaggio, composto da Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen, dovrebbe ammarare nell’Oceano Pacifico venerdì 10 aprile 2026 in serata: al rientro li vedremo di nuovo con le tute spaziali arancioni con cui li avevamo salutati. Ma le tute degli astronauti non erano bianche?
Tute bianche o tute arancio?
Gli astronauti non indossano sempre le tute, ma solo durante alcune fasi critiche: il lancio, l’ascesa, le emergenze in orbita e il rientro nell’atmosfera terrestre. All’interno della capsula Orion abbiamo visto l’equipaggio con abiti decisamente più confortevoli, t-shirt e pantaloni.
A voler essere precisi, l’arancio delle tute è chiamato “International Orange” ed è un colore utilizzato nell’industria aerospaziale e marittima per ragioni di sicurezza, in quanto capace di risaltare su un fondo blu o nero. In caso di emergenza, per esempio, le tute di un colore così sgargiante aiutano a localizzare le persone disperse in mare aperto.

L’equipaggio di Artemis II al completo, prima della partenza (Photo by Aubrey Gemignani/NASA/Getty Images)
Non è la prima volta che vediamo queste tute arancioni: erano già state usate per la missione Shuttle, da cui hanno ereditato anche la tecnologia, seppur con qualche modifica. Le tute di Artemis 2 mantengono l’estetica retrò, ma sono più leggere da indossare e agevolano il movimento grazie a nuovi giunti e materiali ultra flessibili.
La tuta bianca che tutti abbiamo in mente serve principalmente per uscire dalla capsula: il bianco riflette la luce solare e impedisce che le tute accumulino troppo calore. Gli astronauti di Artemis 2 non hanno mai lasciato Orion, quindi non avevano bisogno delle tute bianche.

La mission specialist Christina Koch prima del lancio. (Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)
Sei giorni di sopravvivenza: i segreti delle tute di Artemis II
Le tute sono note chiamate anche “OCSS suit“, cioè Orion Crew Survival System: sono infatti progettate per garantire la sopravvivenza degli astronauti anche in condizioni estreme. In caso di depressurizzazione della cabina, garantiscono ossigeno e protezione termica fino a 144 ore (sei giorni), permettendo anche di nutrirsi attraverso un’apertura sul casco.
Queste tute hanno anche un sistema di raffreddamento incorporato con tubi “cuciti” all’interno, in modo da mantenere la temperatura corporea stabile. Rispetto alle precedenti missione, le OCSS suit sono …su misura: ognuna è stata adattata alla fisicità di chi la indosserà.
Ed ecco quindi svelati i dettagli di funzionalità – non senza stile – dell’equipaggio di Artemis II. In attesa di vedere quali tute la prossima missione indosserà per toccare il suolo lunare.
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