Turismo e nuove generazioni: un cambio di rotta?

Febbraio 3, 2026 - 16:00
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Turismo e nuove generazioni: un cambio di rotta?

lentepubblica.it

Uno dei pilastri dell’economia della nostra penisola è il turismo. Grazie alle città d’arte, al patrimonio culturale inconfondibile e alla varietà di paesaggi, l’Italia è da sempre una delle mete preferite per i viaggiatori europei e internazionali. Per lungo tempo la concezione di viaggio e di turismo corrispondeva alla voglia di conoscere il mondo, di ammirare monumenti, di collezionare foto e di spostarsi per sentirsi più cosmopoliti. In pochissime parole: viaggiare significava accumulare tappe e cartoline legando l’esperienza alla quantità di luoghi visitati.

Negli ultimi anni, si sta registrando una controtendenza che suggerisce l’obsolescenza del modello sopra descritto. Le nuove generazioni, che si fanno portabandiera di nuove esigenze e di novità in generale, stanno facendo sì che il turismo sia sempre più vissuto come esperienza di vita. Alla ricerca di una crescita personale, di una consapevolezza culturale e un arricchimento morale, Millennial e Gen Z (generazione Z) non si limitano a cercare destinazioni da collezione ma significati profondi.

Il nuovo viaggiatore cerca infatti di partecipare ad eventi locali, di scoprire mercati, ristoranti non turistici o persino piccoli casinostorici, per immergersi nella vita cittadina. Viaggiare diventa un modo per rallentare i ritmi di una vita frenetica, osservare e mettersi in relazione con l’alterità e, infine, comprendersi. In questo contesto si inserisce una trasformazione radicale del turismo contemporaneo.

Sensibilità e praticità

Questioni di grande impatto sociale come cambiamento climatico, crisi ambientali, spopolamento dei territori e squilibri vari costituiscono una grande preoccupazione per le nuove generazioni. Tutto ciò sta trasformando il turismo in una scelta responsabile che porta a interrogarsi sull’impatto delle proprie azioni. Da qui nasce la ricerca di mete meno affollate, la ricerca di esperienze autentiche che valorizzino il territorio anziché sfruttarlo e svuotarlo di ogni potenzialità. La crescente attenzione e la sensibilità verso tutti questi temi hanno fatto sì che la gioventù odierna sia fortemente condizionata da viaggi sostenibili e sempre più smart.

Sebbene possano sembrare concetti agli antipodi, la digitalizzazione è di grandissimo sostegno all’ottimizzazione delle risorse e alla riduzione degli sprechi. Ne costituisce un esempio concreto l’implementazione di sensori e di altre tecnologie per il monitoraggio del numero di visitatori in aree naturali. Le informazioni raccolte da questi sistemi consentono di monitorare i flussi di turisti, di evitare l’affollamento e, all’occorrenza, di reindirizzarli verso percorsi alternativi.

La ricerca dell’autenticità

Uno degli elementi più significativi di questa evoluzione riguarda la ricerca di luoghi di nicchia, lontani dal turismo di massa e dai siti affollati. A molti potrebbe sembrare un vezzo estetico, volto a romanticizzare la ruralità o le periferie, ma questo fenomeno è fortemente legato alle aspettative dei nuovi viaggiatori. Secondo un sondaggio internazionale, più del 60% dei viaggiatori predilige mete inesplorate, cercando destinazioni meno conosciute, più tranquille e lontane dalle masse.

Il turismo di massa come fattore scatenante

Come anticipato nell’introduzione, il motivo dietro questo cambio di rotta è il totale distacco verso il turismo “tradizionale” considerato non solo obsoleto ma anche superficiale. Un’altra dinamica importante è data dall’overtourism. Le grandi metropoli come Barcellona, Madrid o Londra, così come le grandi città d’arte come Firenze o Roma, hanno avviato una grandissima lotta al turismo di massa aumentando prezzi e rendendo sempre più difficile essere scelte sulla base del budget personale. Tutto ciò ha in qualche modo forzato il turista classico a cercare nuove mete ed esperienze alternative più vicine alla vita quotidiana tipica del luogo.

Turismo e nuove generazioni

L’unione fa… l’evoluzione

Per meglio capire come si è arrivati a questo nuovo modello turistico è bene dare uno sguardo a ciò che ha caratterizzato il passato. Il punto focale dei modelli turistici è costituito dalle logiche di massa e sulla fruizione rapida e concentrata delle destinazioni. Se da un lato il grande merito di questo modello è l’aver reso accessibile il viaggio a un pubblico più ampio, dall’altro le grandi criticità non hanno tardato a presentarsi. Tra queste non possono non essere menzionate: la pressione sulle risorse locali, l’omologazione dell’offerta turistica, il sovraffollamento e la percezione di una perdita della qualità dei servizi.

Il turismo 5.0 nasce grazie alla necessità di rendere sempre più personalizzate le esperienze di viaggio e alla necessità di rispondere in maniera più efficiente alle esigenze del momento. In questo paradigma, l’innovazione tecnologica si propone come strumento per superare la standardizzazione degli itinerari. La direzione verso cui tende questo nuovo modello turistico non è più il “cosa vedere” ma il “come vivere” un luogo.

In definitiva , l’evoluzione che sta attraversando il settore turistico non è da considerarsi improvvisa, né casuale ma piuttosto come una tappa obbligata che coinvolge luoghi, persone e culture. Le nuove generazioni stanno dimostrando una maggiore attenzione alle criticità del presente, al valore dell’impatto umano sui territori e delle esperienze in generale. In uno scenario così descritto, il turismo è diventato un mezzo di connessione in grado di generare valore economico e umano.

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