ALESSANDRO BORGHESE 4 RISTORANTI nel MODENESE
È la provincia di Modena la decima tappa del ciclo di Alessandro Borghese 4 Ristoranti, un territorio celebre per aver dato i natali a Enzo Ferrari e all’omonima scuderia automobilistica ma che ha esportato nel mondo anche una lunga e peculiarissima tradizione culinaria.
Nella puntata di domenica 22 febbraio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, così, lo chef Alessandro Borghese giunge nel cuore dell’Emilia per indagare le radici di una cucina genuina e strettamente legata alla condivisione e alla convivialità.
Modena e la sua provincia – con borghi deliziosi come Vignola, Carpi e Sorbara – è la destinazione perfetta per chi cerca un’atmosfera accogliente e calorosa, dove ogni piatto narra una storia di sapori autentici e tradizioni secolari. Nella nuova puntata della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, infatti, fanno capolino innumerevoli prodotti tipici capaci di far venire l’acquolina in bocca: dallo zampone all’aceto balsamico, dallo gnocco fritto con salumi e formaggi locali alle paste fresche come tagliatelle al ragù e tortellini in brodo. In questo paradiso per i buongustai sorgono migliaia di osterie e ristoranti che raccontano con orgoglio questa lunga tradizione, ma ognuno alla propria maniera, seguendo fedelmente i dettami della tradizione o sperimentando con guizzi di modernità. Lo Alessandro Borghese, dunque, ha un compito ben preciso: eleggere il miglior ristorante di cucina tradizionale del modenese.
In questa tappa del viaggio di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, attesa per domenica 22 febbraio alle 21:15 in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go, i 4 locali in gara sono: “Allosteria” di Alessandro; “Osteria di Sorbara” di Erika; “Osteria degli Obici” di Fabrizio; “Ristorante Damedeo” di Francesca.
Le regole del gioco non cambiano: quattro ristoratori, con una caratteristica o un aspetto in comune, gareggiano a colpi di gusto e originalità per aggiudicarsi il titolo di migliore in una determinata categoria e ottenere l’iconico “dieci” dello chef. Ciascun concorrente invita nel proprio locale i tre sfidanti accompagnati dallo chef Borghese, che per prima cosa si occupa di ispezionare attentamente la cucina per assicurarsi che gli elevati standard di pulizia e ordine siano rispettati. La scrupolosa valutazione prosegue poi durante il pasto, quando il personale viene valutato su accoglienza, servizio e preparazione.
I commensali prima commentano i piatti che assaggiano e poi stilano la propria pagella assegnando un punteggio da 0 a 10 a location, menu, servizio e conto, oltre alla quinta categoria, lo special, differente in ciascuna puntata. Tutti e quattro gli sfidanti, infatti, devono cimentarsi nello stesso piatto o ingrediente, tematico di quella particolare puntata e rappresentativo del territorio di riferimento, per dar vita a un confronto ancora più diretto. Nel modenese i riflettori saranno puntati sulle tigelle, antico pane povero delle case contadine a forma di dischetto, croccante fuori e morbido dentro, che oggi è un simbolo di condivisione nella cucina emiliana. Conosciute anche come crescentine, devono il loro nome ai dischi di terracotta usati anticamente per cuocerle: tagliate a metà e farcite secondo il proprio gusto – dal pesto modenese ai salumi, dai formaggi alle verdure e le composte – sono perfette per cene informali, sagre e street food, ma raccontano la cucina del territorio anche nei ristoranti.
Le votazioni rimangono segrete fino a quando i quattro ristoratori non tornano a riunirsi allo stesso tavolo per il confronto finale: qui svelano i propri giudizi e discutono a carte scoperte su ogni aspetto della gara. I voti di chef Borghese, invece, vengono svelati alla fine perché, come da tradizione, possono confermare o ribaltare la classifica. Il vincitore di ogni puntata, poi, oltre all’ambitissimo titolo di miglior ristorante, riceve un contributo economico da investire nella propria attività.
Tutti i ristoranti che partecipano al programma sono identificabili attraverso il “bollino” #Ale4Ristoranti esposto all’esterno per creare una rete di locali testati da chi se ne intende, i ristoratori stessi.
L’undicesimo viaggio gastronomico di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” sta per concludersi, ma non è ancora arrivato il momento di spegnere i motori. Dopo la provincia di Modena, proseguirà il suo percorso alla volta di Reggio Calabria e Torino.
EPISODIO 10 – IL MIGLIOR RISTORANTE DI CUCINA TRADIZIONALE DEL MODENESE
- Alessandro per Allosteria, accogliente locale nella piazzetta centrale di Carpi, con bottiglie di vino sugli scaffali e tovaglie a quadretti che richiamano la tradizione della classica trattoria rustica, ma dialogano con elementi dal design moderno. Alessandro, titolare e oste del locale, propone i sapori autentici di casa e la tradizione emiliana, con piatti genuini e ricette tramandate di generazione in generazione;
- Erika per l’Osteria di Sorbara, nato come stalla all’interno di un antico casale del 1901 e trasformato nel corso degli anni in un locale accogliente, che conserva il fascino del tempo e della storia, anche grazie a luci calde, tavoli e sedie in legno e mise en place semplice. La proposta culinaria di Erika, titolare e responsabile di sala, è legata alla tradizione emiliana ma lascia spazio alla rivisitazione anche sui piatti più iconici, con un tocco di creatività e innovazione;
- Fabrizio per l’Osteria degli Obici, locale caldo e accogliente affacciato sulla piazzetta di Spilamberto e con vista sulla Rocca. Le bottiglie di vino esposte e il bancone del bar evocano la storicità del luogo, mentre l’accostamento di dettagli moderni a elementi originali come soffitti e mobili antichi riflette la volontà di Fabrizio, titolare e responsabile di sala, di rivedere la tradizione con un tocco giovane e informale. Il menu nasce dalle materie prime locali: una cucina moderna che parte dalla tradizione e rende in chiave giocosa i piatti storici del territorio, con uno sguardo creativo che però non tocca i grandi classici;
- Francesca per il Ristorante Damedeo, locale elegante e curato alle porte del centro storico di Modena con un salotto all’ingresso, poltrone in pelle e un camino che trasmette calore e familiarità. L’arredamento combina design contemporaneo e tradizione: pareti scure, luci soffuse, mise en place essenziale e tavoli in legno, arricchiti da oggetti antichi della famiglia di Francesca, la titolare e responsabile di sala. Il menu propone i capisaldi della cucina locale, ma pone attenzione anche all’estetica del piatto. Tra i fornelli le parole d’ordine sono tradizione e territorio, con un tocco di innovazione nella presentazione.
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