Rapporto Onu: a Gaza e in Cisgiordania pulizia etnica. Aumentano violenza e trasferimenti forzati da parte di Israele

Febbraio 22, 2026 - 00:30
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Rapporto Onu: a Gaza e in Cisgiordania pulizia etnica. Aumentano violenza e trasferimenti forzati da parte di Israele

Mentre Donald Trump officiava il summit del Board of Peace distribuendo spillette e capellini maga alla sua corte di dittatori, autocrati e tremebondi osservatori, l'United Nations Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR) dell’Onu presentava il rapporto “Human rights situation in the Occupied Palestinian Territory, including East Jerusalem, and the obligation to ensure accountability and justice - Advance unedited version” che racconta tutta un’altra storia rispetto alla favola affaristica e palazzinara dell’inquilino della casa Bianca: «Pulizia etnica da parte delle autorità israeliane sia a Gaza che in Cisgiordania».

Secondo il rapporto che è stato consegnato all’United Nations Human Rights Council che lo discuterà nella sua 61esima sessione dal 23 febbraio al 31 marzo, «Nel periodo di riferimento, dal 1° novembre 2024 al 31 ottobre 2025, attacchi intensificati, la distruzione metodica di interi quartieri e la negazione dell'assistenza umanitaria sembravano mirare a un cambiamento demografico permanente a Gaza. Questo, insieme ai trasferimenti forzati, che sembrano mirare a uno sfollamento permanente, solleva preoccupazioni per la pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania».

Nella Striscia di Gaza, il rapporto descrive dettagliatamente «Le continue uccisioni e mutilazioni di un numero senza precedenti di civili nel corso del periodo di riferimento da parte delle forze israeliane, la diffusione della carestia e la distruzione delle restanti infrastrutture civili, imponendo ai palestinesi condizioni di vita sempre più incompatibili con la loro continua esistenza a Gaza come gruppo».

Inoltre, il rapporto afferma che «La frequenza degli attacchi mortali osservati a Gaza ha sollevato gravi preoccupazioni circa il fatto che le forze israeliane abbiano intenzionalmente preso di mira civili e obiettivi civili, e abbiano lanciato attacchi sapendo che i danni ai civili sarebbero stati eccessivi rispetto al vantaggio militare previsto. Tali atti costituirebbero crimini di guerra».

Sementendo la narrazione del governo israeliano fatta propria dalla destra italiana, l’OHCHR descrive dettagliatamente la morte di almeno 463 palestinesi, tra cui 157 bambini, per fame nella Striscia di Gaza e fa notare che «La situazione di carestia e malnutrizione è stata una conseguenza diretta delle azioni intraprese dal governo israeliano, come il blocco dell'ingresso e della distribuzione di aiuti umanitari a Gaza. Qualsiasi ricorso alla fame della popolazione civile come metodo di guerra costituisce un crimine di guerra, tale condotta può anche costituire crimini contro l'umanità se commessa nell'ambito di un attacco sistematico o diffuso contro una popolazione civile e, se attuata con l'intento di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in tutto o in parte, può anche costituire genocidio».

Per quanto riguarda la Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, il rapporto descrive «L'uso sistematico e illegale della forza da parte delle forze di sicurezza israeliane, la diffusa detenzione arbitraria, la tortura e altri maltrattamenti di palestinesi detenuti, e la massiccia demolizione illegale di abitazioni palestinesi» e aggiunge che tutto questo viene «Utilizzato per discriminare, opprimere, controllare e dominare sistematicamente il popolo palestinese», segnalando anche «Preoccupanti episodi di uso non necessario o sproporzionato della forza da parte dell'Autorità Nazionale Palestinese» contro la sua stessa popolazione che si ribella all’occupazione e alla corruzione che spesso si trasforma in collusione con gli occupanti.

E il rapporto denuncia anche che «Durante il periodo di riferimento, Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno continuato a tenere in ostaggio israeliani e stranieri sequestrati il 7 ottobre 2023 – insieme ai corpi di coloro che sono morti o sono stati uccisi in prigionia – come strumenti di contrattazione, afferma il rapporto. Il rapporto fa riferimento a testimonianze pubbliche di ostaggi rilasciati che descrivono violenze sessuali e di genere, torture, percosse, prolungata reclusione in luoghi sotterranei e privazione di cibo, acqua e servizi igienici».
L’OHCHR documenta anche la morte di 79 palestinesi detenuti in Israele durante il periodo di riferimento e sottolinea che «I palestinesi detenuti a Gaza rimangono particolarmente vulnerabili alla tortura e ad altri maltrattamenti».

Quello che emerge è «Un clima pervasivo di impunità per le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario da parte delle autorità israeliane nei territori palestinesi occupati», mentre «Il sistema giudiziario israeliano non ha adottato misure significative in relazione all'accertamento delle responsabilità per tali violazioni».

Tra le altre raccomandazioni fatte dal rapporto c’è l’esortazione a tutti gli Stati «A cessare la vendita, il trasferimento e la diversione di armi, munizioni e altri equipaggiamenti militari verso Israele, facilitando violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani nei territori palestinesi occupati».

E ce n’è anche per il Board of Peace trumpiano: «Sebbene alla fine del periodo di riferimento fossero in corso sforzi per portare avanti il “Comprehensive Plan to End the Gaza Conflict” guidato dagli Stati Uniti, entrato in vigore il 9 ottobre 2025, l'assenza di misure volte a garantire l'assunzione di responsabilità per le violazioni del diritto internazionale dal 7 ottobre 2023 ha rappresentato un gap critico. La giustizia per le vittime deve gettare le basi per la ricostruzione di Gaza» e invitando tutti gli Stati a «Garantire l'immediata partecipazione dei palestinesi alle strutture di governance per determinare e dare forma alla ricostruzione di Gaza».

L'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha concluso: «L'impunità non è un concetto astratto: uccide. L'assunzione di responsabilità è indispensabile. E’ il prerequisito per una pace giusta e duratura in Palestina e Israele».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia