La crisi climatica ha amplificato violenza ed estensione delle tempeste che hanno colpito Valencia nel 2024

Febbraio 19, 2026 - 12:30
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La crisi climatica ha amplificato violenza ed estensione delle tempeste che hanno colpito Valencia nel 2024

Un nuovo studio pubblicato su Nature Communications rivela che «il cambiamento climatico indotto dall’uomo» ha amplificato drasticamente la Dana che ha colpito Valencia nel 2024. Stando alle analisi condotte dall’Agenzia statale meteorologica nazionale della Spagna (Aemet) e dall’Università di Valladolid, il riscaldamento globale ha aumentato l’intensità delle piogge del 21% e ha espanso del 55% l’area colpita da precipitazioni estreme (oltre 180 millimetri). La ricerca evidenzia come un Mediterraneo più caldo abbia fornito maggiore umidità e instabilità, rendendo la tempesta molto più vasta e distruttiva rispetto all’era preindustriale.

Gli autori della ricerca hanno voluto fin dal titolo evidenziare il fattore che ha reso tanto devastante la tempesta dell’ottobre di due anni fa: “Amplificazione dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo sulla dinamica delle tempeste nell’alluvione catastrofica del 2024 a Valencia”. I ricercatori hanno utilizzato una metodologia avanzata di attribuzione basata sulla fisica con simulazioni numeriche ad alta risoluzione (1 km). Confrontando le condizioni climatiche attuali («fattuali») con uno scenario simulato senza influenza umana («controfattuale»), lo studio conclude che le condizioni attuali hanno provocato un aumento di circa il 20% dell’intensità della pioggia oraria per ogni grado di riscaldamento. Questo aumento, viene sottolineato, è persino superiore a quello previsto dalla teoria di Clausius-Clapeyron, secondo la quale per ogni grado di riscaldamento aggiuntivo l’atmosfera è in grado di trattenere il 7% in più di vapore acqueo.

L’analisi realizzata dai due istituti spagnoli, a cui hanno dato un contributo anche ricercatori del Centro di ricerca sulla desertificazione, dell’Istituto pirenaico di ecologia, dell’Università Complutense di Madrid e dell’Eth di Zurigo, evidenzia che il cambiamento climatico ha alterato la termodinamica delle tempeste nella regione. «L’aumento della temperatura del mare e dell’aria consente all’atmosfera di trattenere e trasportare più vapore acqueo, che funge da ulteriore combustibile per tempeste di enorme portata, rendendole più violente e complesse», spiega il team di ricercatori.

I risultati derivati dalle simulazioni concludono che i processi non lineari che si verificano all’interno delle tempeste fanno sì che piccoli aumenti dell’evaporazione e del flusso di vapore acqueo determinino grandi aumenti del rilascio di calore latente e delle correnti ascensionali, cosa che ha sorpreso i ricercatori. Ciò potrebbe anche indicare che una maggiore dinamicità della tempesta ne aumenta la portata in termini di precipitazioni, con un elevato tasso di precipitazioni generato dalla quantità di vapore acqueo che assorbe dall’ambiente circostante. Questi fattori, viene spiegato, sono determinanti nel rendere le tempeste più violente e con un maggiore potere distruttivo. Tutto ciò infatti interagisce provocando una maggiore intensità delle precipitazioni (+20,6 % di intensità in sei ore) e un notevole aumento dell’area di precipitazione (+55,4 % di superficie che supera la soglia di 180 mm). Allo stesso modo, la maggiore attività temporalesca ha favorito una quantità straordinariamente elevata di vapore acqueo disponibile per provocare successivamente le piogge.

I ricercatori dei due istituti spagnoli non si limitano però ad analizzare quanto avvenuto in passato. L’indagine mostra infatti che il futuro potrebbe portare tempeste anche più devastanti, se non si corregge la rotta. In particolare, lo studio sottolinea che gli eventi estremi nel Mediterraneo occidentale potrebbero evolversi verso scenari più pericolosi a causa del riscaldamento globale, con la formazione di tempeste più violente. I risultati evidenziano l’importanza di dedicare risorse alla ricerca e al miglioramento delle conoscenze sui futuri eventi climatici estremi. Lo studio mostra anche l’urgente necessità di attuare strategie di adattamento efficaci, compresa la previsione e il monitoraggio di questi fenomeni, nonché di rivedere la pianificazione urbana per far fronte ai crescenti rischi idrometeorologici in un mondo che si sta rapidamente riscaldando.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia