Autonomia, via libera dal Consiglio dei ministri a schemi di intesa preliminare con le Regioni del Nord

Febbraio 19, 2026 - 22:30
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Autonomia, via libera dal Consiglio dei ministri a schemi di intesa preliminare con le Regioni del Nord

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera agli Schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto alla presenza dei quattro Governatori, Marco Bucci, Attilio Fontana, Alberto Cirio e Alberto Stefani.

Il primo step del percorso istituzionale che gli schemi di intesa preliminare affronteranno è la fase dei pareri: entro i prossimi 60 giorni il parere della Conferenza Unificata, entro i successivi 90 giorni il parere delle Camere con atti di indirizzo. Questa fase si conclude con il ritorno degli schemi di intesa in Cdm, con il Governo che stilerà gli schemi di intesa definitiva e li invierà alle rispettive Regioni.
Il secondo step del percorso istituzionale è la fase delle approvazioni: la Regione deve approvare l’intesa definitiva e darne comunicazione al Governo, dopodiché il Cdm delibera l’intesa definitiva e un disegno di legge di approvazione dell’intesa entro 45 giorni. Tale ddl viene trasmesso alle Camere, con allegata l’intesa, per poi essere sottoposto alle Camere nel suo passaggio definitivo. Questa fase si conclude con l’approvazione delle intese da parte del Parlamento, andando a completare il percorso di attribuzione.

Calderoli: “Storica prima volta, ora avanti”

“Per la prima volta da quando si parla di regionalismo, c’è un passaggio ufficiale per l’attuazione concreta dell’Autonomia da parte del Governo e in piena sintonia con le quattro Regioni che hanno avviato il percorso previsto dalla Legge 86/2024. Si tratta di un traguardo storico per il regionalismo, che mai aveva visto l’avvio di un iter istituzionale propriamente detto attraverso degli schemi di intesa, ed è soprattutto una grande emozione personale, perché l’autonomia è la mia ragione di vita. Ora inizia ufficialmente il cammino per portare questi Schemi di intesa all’approvazione definitiva, ma il passo avanti compiuto oggi è veramente decisivo”. Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, in seguito all’approvazione degli Schemi di Intesa preliminare da parte del Cdm, che rappresenta a suo dire uno “storico passaggio”.

Governatori Nord esultano: “Passo per rendere più forte l’Italia”

“Siamo molto soddisfatti” del via libera del Cdm agli schemi di intesa preliminare sull’autonomia differenziata tra governo e le regioni del Nord, “si è fatto un passo importante nella procedura per arrivare alla conclusione di questo percorso”. Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, parlando con i cronisti fuori palazzo Chigi assieme ai colleghi Marco Bucci (Liguria), Alberto Stefani (Veneto) e Alberto Cirio (Piemonte). “Direi che ci sono alcuni punti che sono rilevanti, come in materia sanitaria l’eliminazione dei silos – sottolinea -, è una vera dimostrazione di autonomia perché i risparmi invece di dover rimanere vincolati possono essere spesi secondo le esigenze e le necessità regionali. Questa è la dimostrazione di cosa vuol dire autonomia: non chiedere più soldi ma essere responsabili di quelle che sono le scelte a livello regionale”. “Faccio un commento da presidente della Regione Piemonte perché è la regione dove l’Italia è nata e quindi io credo che oggi noi abbiamo fatto un passo per rendere più forte l’Italia – le parole di Cirio -. L’abbiamo fatto perché l’autonomia differenziata è all’interno della Costituzione italiana, l’abbiamo fatto perché da domani potremo essere più vicini ai cittadini nel risolvere i loro problemi. Uso solo un esempio: noi siamo una terra meravigliosa ma molto fragile, abbiamo molti problemi con l’assetto idrogeologico, con le alluvioni e le calamità naturali. Ecco, da oggi noi abbiamo messo le basi perché sia il presidente della Regione a poter dichiarare lo stato di emergenza nella propria Regione e non aspettare due mesi che sia il governo da Roma a venire a verificarlo. Questo è solo un esempio pratico per dire come l’atto di oggi non divide niente, anzi unisce e soprattutto rende l’Italia migliore“. Soddisfatto anche Stefani: “Mi permetto di segnalare l’importanza della materia Lea, tutela della salute in coordinamento con la finanza pubblica, che oltre a eliminare i silos, integra anche la possibilità dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria. Per una regione come il Veneto vale circa 300 milioni di euro in più di possibile spesa in favore dei cittadini e la possibilità anche di migliorare l’accesso ai finanziamenti per quanto riguarda l’ammodernamento del patrimonio edilizio e tecnologico. Poi c’è il tema della protezione civile, con la possibilità anche di ordinanze in deroga e soprattutto la possibilità che il presidente di Regione possa essere commissario per l’emergenza per casi di calamità di carattere emergenziale nazionale. C’è poi il tema della previdenza complementare integrativa, assolutamente fondamentale per il futuro, e ultima materia non Lep, quella delle professioni, che permetterà alle Regioni di poter aggiornare i propri elenchi, di poter garantire anche delle qualifiche innovative”. “Credo siano iniziative che vanno nella direzione della responsabilità – rimarca Stefani – che significa rispondere ai propri territori, e questa è la più grande forma di politica che possiamo adottare”.

Per quanto riguarda i prossimi step, spiega Stefani, “questo è lo schema d’intesa che è stato approvato oggi in Consiglio dei ministri con le regioni presenti. Poi ci sarà il parere della Conferenza unificata entro 60 giorni, poi delle Camere entro 90 giorni, e poi il passaggio in Consiglio dei ministri e in Regione”. “Bisogna portare a compimento questo percorso – conclude quindi Fontana – perché io credo che, soprattutto dopo che questa proposta diventerà legge, la gente si renderà conto di come tutte le bugie che sono state raccontate in questi anni non siano assolutamente realtà, e come questa autonomia non creerà nessuno dei problemi che vengono rappresentati, ma al contrario migliorerà la qualità delle risposte amministrative, le velocizzerà e si riuscirà a dimostrare come ogni singolo amministratore debba essere responsabile delle scelte che fa e ne risponde direttamente i propri cittadini”.

Cirio: “Non sarà strumento che creerà sperequazioni tra Nord e Sud”

“Il divario tra Nord e Sud si è creato in tutti questi anni in cui non c’era una normativa di riferimento. Il governo Meloni ha avuto la capacità di attuare ciò che la Costituzione prescrive, cioè l’autonomia differenziata, attraverso una norma che, mettendo la preventiva individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, garantisce che questo non sarà uno strumento che creerà sperequazioni, ma anzi sarà uno strumento di autonomia”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, aveva parlato arrivando a Palazzo Chigi per la riunione del Consiglio dei ministri in cui saranno esaminate anche le pre-intese sull’autonomia differenziata.

Bucci: “Per Liguria grande passo avanti”

“Sono molto contento che per la Regione Liguria si possa fare un gran passo avanti, per cui andiamo a vedere cosa si discute. Abbiamo già visto le pre-intese, io le ho firmate e sono favorevole a quello che presenterà il ministro Calderoli, e andiamo avanti. Per noi è un gran passo, soprattutto per la sanità e la protezione civile, che sono le due cose che hanno più effetto immediato sui cittadini”. Così il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, aveva parlato arrivando a Palazzo Chigi per la riunione del Consiglio dei ministri. “Se c’è il rischio di aumentare il divario tra Nord e Sud in tema di protezione civile? No, io penso esattamente l’opposto. La protezione civile – ha spiegato Bucci – ci consente di poter disporre dei fondi immediatamente il giorno dopo l’evento. Se il presidente si prende la responsabilità amministrativa di fare la procedura, le persone che purtroppo hanno subito un danno da un evento atmosferico o idrogeologico possono avere il rimborso il giorno dopo. E’ una cosa veramente incredibile rispetto ai tempi a cui siamo abituati adesso. Si prende la responsabilità il presidente, chiedendo un anticipo in base a quelli che sono i finanziamenti statali. Certo, ovviamente ci vuole qualcuno che ci metta la faccia ed il presidente della Regione, e io mi sento di rischiare per i miei cittadini”.

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