Colpo di scena Referendum giustizia: la Cassazione ammette nuovo quesito

Febbraio 8, 2026 - 19:00
 0
Colpo di scena Referendum giustizia: la Cassazione ammette nuovo quesito

lentepubblica.it

È arrivata nel pomeriggio di ieri una notizia che può aprire nuovi scenari per il Referendum sulla cosiddetta riforma della giustizia: l’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione ha ammesso il quesito formulato dal Comitato promotore della raccolta di firme popolari.


Ma cosa potrà succedere ora? L’ordinanza non è stata ancora depositata, bisognerà innanzitutto capire se contenga o meno delle indicazioni procedurali.

Fare previsioni non è semplice, poiché ci troviamo di fronte a un fatto senza precedenti, con uno scenario che può variare dalla sola riscrittura del testo fino a uno slittamento del voto già fissato per il 22-23 marzo.

Come cambia il quesito

Una cosa è certa: cambia la domanda su cui verranno chiamati a esprimersi i cittadini.

Il 22 dicembre era stata avviata una raccolta firme popolare per la richiesta di Referendum sulla riforma Nordio, ai sensi dell’art. 138 Cost., e il 28 gennaio il Comitato aveva depositato in Cassazione 546.343 firme.

Il quesito proposto era in parte differente da quello presentato dai parlamentari, e su cui era stato emanato il decreto di chiamata alle urne per il 22-23 marzo.

La versione originaria, infatti, recitava: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?».

La nuova formulazione accolta ieri dalla Cassazione, invece, fa diretto riferimento ai sette articoli della Costituzione modificati: «Approvate il testo della legge di revisione degli art. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

A onor di cronaca, la necessità di tale specifica era stata sollevata dal Comitato nel ricorso al Tar del Lazio. Si lamentava la non correttezza del quesito esaminato (ed ammesso dalla Corte di Cassazione il 18 novembre 2025), ritenendo quello presentato con la raccolta firme popolare più aderente a quanto disposto dall’art. 16 della legge 352/1970. I giudici amministrativi non avevano ritenuto la motivazione fondata, mentre ora è stata accolta dagli Ermellini.

Che succede adesso sulla data del voto?

Come detto in premessa, per comprendere bene gli effetti di quanto deciso è fondamentale attendere il deposito dell’ordinanza della Cassazione, nonché le future mosse del Comitato.

Assodata la necessità di riscrivere il quesito, rimane da capire se potrà essere fatto mantenendo comunque le date del 23-24 marzo, o se invece si renderà necessario un rinvio del voto.

Essendo il Referendum già indetto, si potrebbe ritenere che basti un aggiornamento del testo, da operare attraverso un decreto che vada a integrare il precedente senza apportare modifiche sostanziali. Un nuovo atto, infatti, farebbe ripartire il conteggio dei cinquanta giorni di campagna referendaria previsti per legge, e quindi la necessità di uno spostamento in avanti della consultazione.

D’altra parte, però, va tenuto conto che la data decisa dal Governo è inserita proprio nel decreto di indizione che contiene anche il quesito. Potrebbe pertanto rivelarsi arduo procedere a una sua riformulazione senza che questa influisca sui termini previsti dalle norme per la campagna referendaria.

In caso contrario il Comitato promotore, ora ufficialmente legittimato come potere dello stato, potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Una strada impervia, certo, ma non preclusa a priori.

Avevamo avvertito che, prima di convocare le urne, sarebbe stato più prudente attendere la scadenza dei tre mesi previsti dall’art. 138 Cost.; come sempre fatto in casi simili. Invece il Governo ha deciso di forzare, per anticipare il voto di qualche decina di giorni.

Leggeremo ora se nell’ordinanza della Corte di Cassazione siano indicate soluzioni chiare.

Diversamente si annunciano giornate alquanto movimentate, da vivere col fiato sospeso tra le stanze di Quirinale, Palazzo Chigi e Corte costituzionale.

The post Colpo di scena Referendum giustizia: la Cassazione ammette nuovo quesito appeared first on lentepubblica.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News