Ddl Violenza donne, da Bongiorno testo riformulato: al centro principio del ‘dissenso’
La presidente della commissione giustizia del Senato Giulia Bongiorno ha presento una proposta di riformulazione del testo del ddl contro la violenza sulle donne che la Camera aveva approvato come incentrato sul principio del ‘libero consenso’ .
Al centro del nuovo testo c’è di fatto il principio del ‘dissenso’ nei confronti dell’atto sessuale. In particolare nel provvedimento visionato da LaPresse si legge: “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”.
Si specifica inoltre che “la pena è della reclusione da sei a dodici anni se il fatto è commesso mediante violenza o minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa. La pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità“.
Capigruppo centrosinistra Senato: “Rottura senza precedenti, Bongiorno smentisce Meloni”
“Non esiste, in questa legislatura, un precedente paragonabile a ciò che sta accadendo oggi. Dopo l’unità del Parlamento sancita pubblicamente da una stretta di mano, la maggioranza decide di rompere quel patto politico con l’opposizione proprio sul terreno più sensibile e simbolico: la libertà e l’autodeterminazione delle donne”. Così in una nota i capigruppo di opposizione a Palazzo Madama Francesco Boccia (Pd), Stefano Patuanelli (M5S), Raffaella Paita (Iv), Peppe De Cristofaro (Avs), Marco Lombardo (Azione). “A Montecitorio era stato raggiunto un risultato alto e condiviso, costruito sull’unità trasversale delle donne e su un principio semplice, chiaro, universale: solo sì è sì. Un principio che ha dato voce alle vittime, ha parlato il linguaggio della realtà e ha avvicinato l’Italia agli standard più avanzati del diritto e delle convenzioni internazionali”, aggiungono.
“La proposta avanzata oggi dalla presidente Bongiorno cancella quell’impegno assunto direttamente dalla presidente del Consiglio Meloni, rappresenta un arretramento gravissimo rispetto a quel traguardo, rispetto alla parola data dal Governo e rispetto a una conquista che aveva unito il Parlamento e il Paese. La volontà non è consenso. Offuscare questa distinzione significa far male e indebolire la tutela delle donne e tradire lo spirito di quell’intesa. La rottura è politica, ed è tutta sulle spalle di chi ha scelto di tornare indietro. Ora la presidente del Consiglio dica con chiarezza se intende difendere il risultato raggiunto alla Camera o se accetta che venga cancellato proprio ciò che aveva reso quella legge un segno di straordinaria civiltà”, concludono i capigruppo di opposizione al Senato.
Cucchi (Avs): “Proposta Bongiorno inaccettabile”
“La proposta della presidente Giulia Bongiorno non è accettabile. Per la Bongiorno, e la destra, chi subisce violenza ha l’onere di dimostrare perché non ha reagito o perché non ha detto un no abbastanza forte. Come se non bastasse la violenza subita. Il consenso a un rapporto sessuale c’è o non c’è, non è un’interpretazione da valutare caso per caso. Le leggi sulla violenza sessuale devono proteggere le vittime, non offrire nuovi possibili alibi agli aggressori. Sulla violenza sessuale non sono possibili mediazioni”. Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.
“La legge sul consenso informato è una rivoluzione culturale e per questo la destra è contraria – prosegue Cucchi -. Quella sul consenso libero e attuale è una legge di civiltà che cambia prospettiva e ribalta decenni di stereotipi che hanno colpevolizzato le donne, invece degli aggressori. Il consenso è indigesto per la destra. La destra a parole difende le donne vittime di violenza poi alla prova dei fatti blocca l’approvazione di una legge che le tutela maggiormente. Siamo tornati al ‘te la sei cercata’. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su questa legge ci ha addirittura messo la faccia, e oggi l’ha persa“, conclude Cucchi.
Pd: “Da Bongiorno proposta retrograda e pericolosa”
“La proposta della senatrice Bongiorno è retrograda e pericolosa. Non solo annulla il lavoro fatto con impegno alla Camera, ma rappresenta un passo indietro rispetto all’inserimento nel nostro ordinamento del consenso libero e attuale, in linea con la Convenzione di Istanbul e con quanto già fatto da molti Paesi europei e già oggi riconosciuto dalle sentenze della Corte di Cassazione. Introdurre il concetto di dissenso peggiora la tutela prevista dal nostro ordinamento, indebolendo la protezione delle donne vittime di violenza. Sul piano politico, non possiamo non sottolineare che Bongiorno tradisce un impegno unanimemente preso da tutte le forze presenti in parlamento. Con quale faccia la maggioranza può accettare un testo che arretra gli impegni presi a tutela delle vittime? Inoltre, spiace che un testo così retrogrado arrivi proprio da chi ha professionalmente trattato questi temi”. Così dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito democratico e relatrice del provvedimento alla Camera che conclude dicendo ‘È evidente che non siamo davanti ad un aggiustamento tecnico ma a una cinica scelta politica’.
Ghirra (Avs): “Con proposta Bongiorno impunità per violentatori”
“La riformulazione proposta dalla presidente” della commissione Giustizia del Senato, Giulia “Bongiorno – solo un no è un no – equivale alla introduzione dell’impunità in molti casi di violenza sessuale. Le vittime dovranno dimostrare il loro dissenso, non varranno i lividi, non varrà la visita ginecologica. È rivoltante“. Così la deputata di Avs, Francesca Ghirra.
Bongiorno: “Chi attacca spreca occasione, opposizione ci ripensi”
“Credo che in questo momento ci sia un tam-tam ad attaccare la norma, senza una dovuta riflessione sulle effettive novità che introduce, a cominciare dal fatto che per la prima volta si inserisce nero su bianco l’importanza di quello che vuole la donna. Io spero che da qui a martedì capiscano che sprecherebbero un’occasione a non votarla”. Così la presidente della Commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno, contattata da LaPresse sul ddl Violenza donne, dopo la sua proposta di modifica del testo approvato alla Camera nel novembre scorso.
“Ci sono delle chiacchiere e dei dati oggettivi – aggiunge -. I dati oggettivi sono i seguenti: con questo testo per la prima volta viene introdotta la valorizzazione della volontà della donna, che per ora nel codice penale non c’è. Inoltre, con questo testo viene introdotto in una norma di legge anche il concetto secondo il quale la violenza a sorpresa, il cosiddetto freezing, è reato“.
Bongiorno: “Nessun tradimento, testo Camera era troppo vago”
“Io rispetto il testo passato alla Camera, che tra l’altro condividevo, e di fatto il filo conduttore dei due testi è stato stesso. Mi sembra che si faccia molta confusione, in realtà la volontà della donna è centrale in tutti e due i testi, quindi non c’è nessun tradimento”, ha aggiunto Bongiorno.
“Nel testo approvato alla Camera c’erano però delle espressioni, se vogliamo un po’ vaghe, che avevano indotto qualcuno a pensare addirittura che ci fosse una sorta di inversione dell’onere della prova. Qui cerchiamo di evitare quell’equivoco – prosegue -.
Il primo testo parlava, genericamente, di ‘consenso libero attuale’. Qui si parla di ‘contro la volontà’. Non mi pare che ci sia chissà quale differenza, ma il testo supera quella vaghezza ed è più preciso”.
Bongiorno: “Meloni voleva legge su volontà donna e questa lo è”
“La premier risponderà da sola, a me risulta ci sia stato un accordo a procedere nel senso di fare delle leggi che valorizzassero la volontà della donna. E questa è una legge che valorizza la volontà della donna”, ha concluso la senatrice.
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