Deepfake e IA: l’allarme del Garante su diritti, privacy e libertà personali
lentepubblica.it
Dopo il caso Clothoff, l’Autorità per la protezione dei dati richiama utenti e piattaforme sull’uso di strumenti capaci di manipolare immagini e voci reali. In gioco non c’è solo la tecnologia, ma la tutela dell’identità delle persone.
Un avvertimento che va oltre il singolo caso
L’espansione rapida delle tecnologie di intelligenza artificiale applicate alla creazione di contenuti digitali apre scenari innovativi ma, allo stesso tempo, solleva interrogativi profondi sul piano giuridico e sociale. È in questo contesto che il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di intervenire con un provvedimento di avvertimento rivolto a utenti e fornitori di servizi basati su AI generativa, capaci di elaborare immagini e voci riconducibili a persone reali.
L’iniziativa arriva a pochi mesi dal blocco di Clothoff, piattaforma finita sotto la lente dell’Autorità per la sua capacità di generare immagini manipolate, anche di natura esplicitamente lesiva, senza il consenso degli interessati. Ma il richiamo non riguarda un solo servizio: nel mirino rientrano anche strumenti ampiamente diffusi come Grok, ChatGPT e altre applicazioni analoghe disponibili online.
Quando la tecnologia altera la realtà
Alla base del provvedimento c’è una tecnologia ormai nota anche al grande pubblico: il deepfake, ovvero la creazione di contenuti audio, fotografici o video artificiali che imitano in modo estremamente realistico persone esistenti. Grazie a modelli di apprendimento automatico sempre più sofisticati, è possibile attribuire a un individuo parole mai pronunciate, comportamenti mai tenuti o addirittura sembianze fisiche alterate.
Secondo il Garante, questi strumenti non si limitano a offrire nuove possibilità creative, ma rendono particolarmente semplice l’uso illecito di immagini e voci di terzi, spesso senza alcun fondamento giuridico. Il problema si amplifica quando tali contenuti vengono condivisi attraverso social network o applicazioni di messaggistica, dove la diffusione può diventare incontrollabile.
Diritti fondamentali sotto pressione
Il punto centrale sollevato dall’Autorità riguarda la violazione dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte. Immagini e voci non sono elementi neutri: rappresentano aspetti essenziali dell’identità individuale. Il loro utilizzo non autorizzato può incidere profondamente sulla reputazione, sulla dignità e sulla libertà decisionale di un soggetto.
Il Garante richiama il concetto di autodeterminazione informativa, cioè il diritto di ciascuno a decidere cosa rendere pubblico di sé. I deepfake, proprio perché attribuiscono pensieri, azioni o dichiarazioni mai espresse, possono privare le persone del controllo sulla propria immagine pubblica e interferire con la percezione che gli altri hanno di loro.
Voce e immagine come dati personali
Dal punto di vista normativo, il provvedimento chiarisce un aspetto spesso sottovalutato: voce e immagini sono dati personali a tutti gli effetti. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) definisce dato personale qualsiasi informazione che renda una persona identificata o identificabile. In molti casi, questi elementi rientrano addirittura tra i dati biometrici, una categoria particolarmente sensibile, soggetta a tutele rafforzate.
Ciò significa che il loro trattamento richiede una base giuridica adeguata e, in determinate circostanze, condizioni ancora più stringenti. In assenza di consenso o di altri presupposti leciti, l’uso di tali dati può configurare una violazione grave della normativa europea, con conseguenze anche sul piano sanzionatorio.
Rischi concreti: frodi, diffamazione e furto d’identità
L’Autorità mette in evidenza come i contenuti generati artificialmente possano essere sfruttati per scopi giuridicamente rilevanti e potenzialmente dannosi. Tra i rischi principali figurano la frode, la sostituzione di persona e la diffamazione. Un video o un audio realistico, se utilizzato in modo ingannevole, può indurre in errore istituzioni, aziende e cittadini, causando danni economici e sociali significativi.
Il GDPR stesso riconosce che trattamenti di questo tipo possono portare a discriminazioni, usurpazioni d’identità, perdite finanziarie e pregiudizi reputazionali, limitando di fatto l’esercizio dei diritti fondamentali degli interessati.
Responsabilità anche per chi sviluppa le piattaforme
Il provvedimento non si rivolge esclusivamente agli utenti finali. Il Garante richiama con forza anche i fornitori dei servizi, sottolineando l’obbligo di integrare la tutela dei dati personali già nella fase di progettazione delle applicazioni. È il principio della privacy by design, che impone di considerare la protezione dei dati come parte integrante dello sviluppo tecnologico, e non come un elemento accessorio.
Le piattaforme devono quindi adottare soluzioni tecniche e organizzative adeguate per prevenire abusi, garantire trasparenza e consentire agli utenti di utilizzare gli strumenti in modo conforme alla legge.
Uno scenario in evoluzione
Per quanto riguarda i servizi riconducibili a X, il Garante italiano ha già avviato una collaborazione con l’omologa Autorità irlandese, competente per lo stabilimento europeo della società. Un segnale che il tema ha una dimensione sovranazionale e richiede un coordinamento tra le autorità di controllo.
Il provvedimento, adottato il 18 dicembre 2025 e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, rappresenta quindi un passaggio chiave in un dibattito destinato a intensificarsi. L’intelligenza artificiale continuerà a evolversi, ma – come ribadisce il Garante – l’innovazione non può avvenire a scapito dei diritti delle persone. La sfida dei prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra progresso tecnologico e tutela dell’identità individuale, in un contesto digitale sempre più complesso.
Il testo del provvedimento
The post Deepfake e IA: l’allarme del Garante su diritti, privacy e libertà personali appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




