Difendere l’Ucraina è difendere l’Europa

Gen 7, 2026 - 08:30
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Difendere l’Ucraina è difendere l’Europa

Arrendersi non significa pace, significa occupazione. L’Ucraina conosce questa verità da più di dieci anni, da quando nel 2014 la Russia ha deciso di invadere la Crimea e il Donbas. Da allora la guerra è entrata nelle nostre vite costringendoci a trasformare un popolo pacifico in un popolo in armi. La nostra unica colpa è quella di voler vivere liberi, come cittadini di uno Stato indipendente e democratico.

Nel 2014 il nostro esercito contava appena diciassettemila soldati. Non avevamo le forze per affrontare un’aggressione di quelle dimensioni. Ma abbiamo reagito: insegnanti, tassisti, studenti, persino i ballerini sono diventati militari. Non per scelta, ma per necessità. Così l’Ucraina ha scoperto una riserva straordinaria di coraggio.

Oggi il nostro esercito è professionale, organizzato, motivato. Ma non è la forza delle armi a sostenerci: è la convinzione profonda che la democrazia non sia solo un diritto, ma un dovere. Democrazia significa responsabilità: costruire, difendere, proteggere il proprio Stato, anche a costo della vita.

Ogni generazione ucraina ha conosciuto la dominazione russa o sovietica. I nostri genitori e i nostri nonni hanno provato a sopravvivere piegandosi, accettando compromessi, rinunciando a una parte di sé. Ma noi abbiamo imparato che arrendersi non porta pace: porta alla cancellazione della nostra identità. Per questo la nostra generazione non arretra. Combattiamo perché vogliamo essere parte della grande famiglia europea, non sudditi di un impero autoritario.

Questa guerra non è soltanto nostra. È una guerra contro l’Europa. La Russia esporta corruzione, finanzia partiti radicali, diffonde propaganda e disinformazione con l’obiettivo di dividere le vostre società e di indebolire la vostra democrazia. Quello che accade in Ucraina oggi può accadere domani in Italia, in Francia, in Germania. Putin non si fermerà da solo. Per questo la vostra sicurezza dipende anche dalla nostra resistenza.

Il Centro per le Libertà Civili, che ho l’onore di rappresentare, ha documentato oltre centodiecimila crimini di guerra commessi dall’esercito russo dal 2014. Torture, deportazioni, stupri, bombardamenti contro scuole e ospedali. Non sono numeri, sono vite spezzate. Sono prove raccolte perché un giorno Putin e il suo sistema rispondano davanti a un tribunale internazionale.

Non chiediamo vendetta, chiediamo giustizia. Perché se questi crimini restano impuniti, diventeranno la norma. Sostenere l’Ucraina significa sostenere voi stessi. Significa difendere la democrazia europea dall’assalto di chi vuole distruggerla. Non voltatevi dall’altra parte. Non abbassate la guardia. La nostra resistenza è la vostra resistenza. E la vittoria dell’Ucraina sarà la vittoria dell’Europa.

Testo raccolto alla prima Conferenza Europea di Ventotene per la libertà e la democrazia.

Questo è un articolo de Linkiesta Magazine 03/25 – Senza alternativa. Si può acquistare qui.

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