Il cammello di sfoglia che racconta il Varesotto

Gen 6, 2026 - 01:30
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Il cammello di sfoglia che racconta il Varesotto

“Ti hanno portato il cammello?”. Se siete cresciuti nel varesotto, non vi stupirete certo per la domanda che qui è normale in questi giorni di fine delle festività. Tra Milano e la Svizzera l’Epifania non è solo una data sul calendario ma il momento in cui, per pochi giorni all’anno, nelle vetrine delle pasticcerie compaiono sagome dorate e riconoscibili: i cammelli dolci di pasta sfoglia, dorati, croccanti e lucidissimi grazie allo zucchero che li ricopre prima della cottura. Un dolce semplice, quasi ostinato, che non cerca reinterpretazioni né destagionalizzazioni e non ha mai preteso di andare altrove. Arriva, resta lo stretto necessario e poi sparisce. La forma rimanda al viaggio dei Re Magi, e con loro a una tradizione popolare che qui ha messo radici profonde: rappresenta l’attesa, il cammino, la festa che arriva e si condivide. È un dolce che appartiene quasi esclusivamente a questo territorio: qualcosa che altrove non esiste e che proprio per questo rende unica la tradizione varesotta. Sfoglia burrosa, zucchero in superficie, talvolta una farcitura discreta. Questa essenzialità, tipica dell’operosità schiva di questa zona, lo rende il perfetto simbolo locale, quasi più culturale che goloso. Non tutte le pasticcerie li fanno, e non tutte ogni anno: ma noi abbiamo selezionato quelle che quest’anno ci daranno maggiori soddisfazioni. 

Pasticceria Buosi
È il riferimento più solido: i cammelli di Buosi sono diventati quasi un marchio nel marchio. Disponibili in diversi formati, anche grandi, prenotabili, fedeli alla tradizione ma con una precisione tecnica che li rende riconoscibili. Se si parla di cammello varesino, qui si va sul sicuro. E per quest’anno Andrea ha creato il mix perfetto dall’incontro tra la tradizione varesina dei Cammelli dell’Epifania e l’usanza francese della Galette des Rois: una creazione unica, un cammello di fragrante sfoglia con un ricco ripieno di frangipane alle mandorle. Secondo il rito d’oltralpe, all’interno del dolce si nasconde una statuina nascosta tra gli strati, che qui è una fava di cacao: chi avrà la fortuna di trovarla nella propria fetta sarà incoronato re o regina della giornata con la corona logata Buosi!

Pasticceria C’est la Vie
Questa pasticceria varesina di ispirazione francese, ogni anno puntuale ripropone il cammello come gesto identitario. Sfoglia leggera, croccante e ben sviluppata, linea classica, produzione concentrata solo nei giorni giusti. I cannelli vi aspettano in negozio lisci, da portare a casa così come sono oppure farciti al momento con diversi gusti di crema.

Antica Pasticceria Campi
L’indirizzo più classico dei bustocchi, sulla via pedonale del centro storico, è celebre per la versione dolce della ricetta cittadina, la polenta e bruscitti. Ma all’epifania si trasforma nella succursale dei re magi, e i cammelli di sfoglia di ogni farcitura (anche al cioccolato!) e dimensione sono una tradizione per tutti i cittadini.

Pasticceria Lamperti
Laboratorio artigianale fuori dal centro varesino, è noto per la costanza con cui ripropone i cammelli ogni gennaio.

Pasticceria Colombo
Altro nome di livello, legato alla memoria gastronomica del varesotto e presente anche su questo fronte stagionale: la tradizione è rispettata nella forma ma la sostanza lascia spazio alla fantasia: non solo sfoglia ma anche frolla, frutta e crostate a tema cammelli, per non perdere l’identità ma accontentare tutti i golosi.

Pasticceria Chiara
Nella provincia più prossima al milanese, a Olgiate Olona, Fabio Longhin è un vero riferimento e da anni propone il suo cammello di sfoglia anche in formati importanti e su ordinazione, vuoto o ripieno di crema, di crema e panna o arricchito con fragole.

Pariani
Il marchio, erede di una lunga storia di pasticceria che dal 1953 rappresenta qualità, autenticità e rispetto delle tradizioni, riscopre il cammello di sfoglia, realizzato come vuole la tradizione: pasta sfoglia fragrante, lavorata a mano, farciture classiche come crema e panna, sapori semplici, autentici, quelli della pasticceria di una volta, ma anche versioni nuove come cioccolato e pistacchio. Mestiere, tecnica, cura e rispetto del dolce com’è nato e com’è sempre stato conosciuto.

Il cammello di sfoglia non ambisce a diventare virale, né a uscire dalla sua finestra temporale. È un dolce che funziona perché resta locale, limitato, atteso. In un panorama in cui tutto è sempre disponibile, la sua forza sta proprio nel contrario: esserci solo quando è il momento giusto. Ed è forse questo il motivo per cui, ogni anno, chi è cresciuto nel Varesotto lo cerca. Non per nostalgia fine a se stessa, ma per riconoscersi, ancora una volta, in un dettaglio di sfoglia che racconta più di quanto sembri.

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Redazione Redazione Eventi e News