Giambattista Valli al capolinea? Cancellata la sfilata di alta moda a Parigi di lunedì
Giambattista Valli non organizzerà la sfilata di alta moda prevista per lunedì 26 gennaio. Una decisione motivata, secondo quanto riporta la stampa straniera, dalla decisione di condurre “una revisione approfondita dell’organizzazione delle sue attività al fine di garantire la sostenibilità dell’azienda”, spiega l’etichetta in una nota. “Concentrandosi completamente su questo processo, ha deciso di non organizzare la sfilata prevista per la prossima Paris Fashion Week, il 26 gennaio 2026”, ha aggiunto.
Le scelta, comunicata pochi giorni prima del défilé, alimenta le preoccupazioni per la sorte del marchio che starebbe affrontando difficoltà finanziarie. Secondo quanto riportato da Wwd, negli ultimi mesi la società madre Artémis, alla quale fa capo il marchio, sarebbe alla ricerca di un investitore a cui cedere le sue quote. La holding della famiglia Pinault era entrata nel marchio nel 2017 con una quota di minoranza per poi acquisirne la maggioranza nel 2021 ed aumentare ulteriormente la quota lo scorso anno.
Nei giorni scorsi un articolo su Il Foglio anticipava come la sfilata di alta moda prevista per il prossimo 26 gennaio, la numero 30, sarebbe stata probabilmente l’ultima in grande stile e che non sarebbe seguita dalla collezione di pret-à-porter a marzo. L’articolo riportava alcune indiscrezioni di dirigenti interni alla maison fondata nel 2005 da Giambattista Valli secondo i quali non era certo “se arriveremo alla primavera, stiamo valutando la chiusura”. “Da novembre – si legge ancora nell’articolo de Il Foglio – siamo in attesa di una cessione che non è ancora avvenuta”. La testata aveva anticipato che la fine di gennaio sarebbe stata il termine ultimo di scadenza per per trovare un acquirente disposto a sostituire la famiglia Pinault “che, attraverso il veicolo Artémis 28 e grazie ai buoni uffici di Salma Hayek, moglie di François–Henri Pinault e grande fan di Valli, era entrata nella maison con una quota di minoranza nel 2017, prima di salire a una quota di riferimento nel 2021 e all’84.78 per cento proprio nel giugno del 2025″, riporta l’articolo che sottolinea peraltro come la situazione debitoria sia sensibilmente peggiorata: dai circa quattro milioni di perdite del 2018 si sarebbe passati ai 44,3 milioni della scorsa primavera.
La scelta va letta anche nel piano di risanamento della situazione debitoria di Artemis, il family office della famiglia Pinault. La scorsa estate l’agenzia Reuters aveva eveidenziato come il debito consolidato del gruppo Artemis ammontava a 26,7 miliardi di euro alla fine del 2024, quasi il doppio rispetto a due anni prima.
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