La lettera a Barbero di radicali e Russi Liberi sulla propaganda russa

Gentile Professor Alessandro Barbero,
Il Suo lavoro di storico e divulgatore le impone rigore metodologico, attenzione alle fonti e capacità di sottrarre la storia alle semplificazioni ideologiche. La sua scelta di condividere un’iniziativa pubblica con Angelo D’Orsi, prevista per il 28 gennaio, appare difficilmente comprensibile e merita una riflessione che supera il piano personale, toccando una questione di responsabilità intellettuale.
Nel corso del tempo il professor D’Orsi si è affermato nel dibattito italiano come una voce sistematicamente allineata alle narrazioni ufficiali del Cremlino sulla guerra di aggressione contro l’Ucraina. Non si tratta di una generica divergenza interpretativa, bensì di una serie documentata di dichiarazioni e partecipazioni che sollevano seri problemi sul piano dell’onestà intellettuale e del rispetto dei fatti storici.
A titolo esemplificativo, ricordiamo che:
- il 10 maggio 2022, durante la trasmissione DiMartedì su La7, Angelo D’Orsi ha affermato che l’Ucraina non sarebbe una democrazia;
- il 30 e 31 maggio 2025, a Gorizia, ha promosso il documentario Il tempo dei nostri eroi, prodotto e diffuso dalla rete governativa Russia Today, emittente sanzionata dall’Unione europea secondo il Regolamento (UE) 2022/350 e la Decisione (PESC) 2022/351;
- Il 26 e 27 settembre 2025, è stato ospite del festival RT.Doc a Minsk, evento promosso dalla stessa emittente russa;
- il 17 ottobre 2025, ha partecipato alla serata di gala per il ventesimo anniversario di Russia Today a Mosca, alla presenza del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin;
- il 12 novembre 2025, durante una trasmissione radiofonica di Cusano Media Play, ha dichiarato che Vladimir Putin — destinatario di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra — avrebbe “salvato la Russia”, sostenendo inoltre che oggi i nazisti sarebbero al potere in Ucraina;
- il 12 novembre 2025, ha promosso l’evento “Russofobia, russofilia e verità”, inizialmente previsto con ANPPIA e poi tenutosi presso il circolo ARCI “La Poderosa” di Torino, invitando come relatore Vincenzo Lorusso, giornalista di International Reporters, agenzia nata in Russia nel 2023 e indicata da Reporters sans frontières come finanziata da ANO Dialog, organizzazione sostenuta dal Cremlino e sottoposta a sanzioni per attività di disinformazione sulla guerra in Ucraina.
Questo insieme di elementi delinea un quadro coerente e difficilmente eludibile. Ci si può allora domandare se tali posizioni possano ancora essere compatibili con un confronto storico serio e responsabile, oppure se non siano finalizzate soltanto a legittimare le azioni di un regime autoritario impegnato in una guerra di aggressione.
In questo contesto, appare inoltre necessario ribaltare una retorica spesso abusata: i veri “russofobi” non sono coloro che denunciano le responsabilità del Cremlino, ma coloro che accettano – o giustificano – che il popolo russo continui a essere oppresso da un governo tirannico, privato di libertà politiche, pluralismo informativo e diritti fondamentali. Difendere la dignità del popolo russo significa anche rifiutare la propaganda che lo identifica senza distinzione con il suo apparato di potere.
Alla luce di tutto ciò, le chiediamo: quali criteri rendono oggi opportuno condividere un palco con una figura così profondamente inserita nei circuiti della propaganda russa? E come si può evitare che iniziative di questo tipo finiscano, anche involontariamente, per legittimare narrazioni che minimizzano o negano le responsabilità di un regime autoritario riconosciute dalla comunità internazionale?
La libertà di espressione e il pluralismo restano valori imprescindibili. Ma altrettanto imprescindibili sono la responsabilità pubblica degli intellettuali e la consapevolezza del peso simbolico che certe scelte assumono, soprattutto quando provengono da personalità di riconosciuta autorevolezza come la Sua.
Con rispetto per il Suo percorso e confidando nella Sua attenzione verso questi temi, auspichiamo un chiarimento pubblico che contribuisca a mantenere il dibattito culturale italiano ancorato ai fatti, al rigore della ricerca storica e alla difesa dei valori democratici.
Sinceramente,
Samuele Moccia – Associazione radicale Adelaide Aglietta
Riccardo Sandretto – ORA! Piemonte
Tatiana Litvinova – Associazione dei Russi Liberi
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