Macron è l’antidoto a Trump, mentre la sinistra europea (e italiana) scompare

Gen 21, 2026 - 10:30
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Macron è l’antidoto a Trump, mentre la sinistra europea (e italiana) scompare

Dunque, aspettando il gran duello di Davos, emerge che l’avversario numero uno di Donald Trump è Emmanuel Macron. Che ieri ha dato al presidente americano una risposta potente: e non si tratta solo e tanto della polemica sui dazi sullo champagne, ma di una battaglia di fondo. Sul futuro della democrazia nel mondo. Che disfatta per la sinistra europea e italiana. Che beffa del destino. Un po’ come quando nel 2002 in Francia i socialisti dovettero sostenere al secondo turno l’odiato Jacques Chirac contro l’ancora più detestato Jean-Marie Le Pen. Ma moltiplicato mille. Qui non c’è l’Eliseo in ballo, ma semplicemente il mondo, l’ordine internazionale, l’idea stessa di Occidente, il destino di un’Europa che si scopre fragile proprio mentre avrebbe più bisogno di forza politica e visione.

Vedremo cosa succederà a Davos, la Montagna magica di Thomas Mann. Può non piacere, Macron, il presidente meno popolare della storia della Francia. Un traditore, per la sinistra – da lì proviene – un liberale, che a sinistra è diventato un insulto, e pure della peggiore risma. Possono sfotterlo per i Ray-Ban scuri che sta indossando in questi giorni per ragioni di salute, se ne possono evidenziare i mille passi falsi compiuti incedendo nell’arroganza molto francese che lo riconnette a Nicolas Sarkozy più che a François Hollande – ma anche François Mitterrand fu molto presuntuoso, lui se lo poteva permettere.

Tutto ciò detto, oggi Emmanuel Macron è il vero antagonista di Donald Trump, il Gran Cattivo di cui ormai si dubita persino del pieno possesso delle facoltà mentali, uno che pubblica i messaggi privati di Macron, appunto, come un adolescente imbranato farebbe con i messaggi WhatsApp della fidanzatina che l’ha tradito.

È Macron che ha preso la parte della pallida Ursula von der Leyen mentre Friedrich Merz è come se si fosse messo paura dell’uomo nero della Casa Bianca. Quanto alla nostra presidente del Consiglio, dà ragione a tutti e a nessuno coltivando una pretesa per lei avveniristica: fare la statista che media. Ma ci sono momenti in cui da mediare c’è poco. Quelli in cui la lotta politica è lotta politica vera, aspra. Sul ring della Storia.

Su quel ring la sinistra non c’è, da anni, peraltro. Il socialismo europeo illanguidisce in questo scenario di violenta lotta politica, di guerra politica, diremmo. Incapace di esprimere un’alternativa seria all’egemonia della tecnodestra miliardaria e tecnologica che ai Richard Nixon e ai George Bush ha sostituito Palantir, Meta e Amazon, una destra che dispone di piattaforme, fondi, intrecci opachi tra potere economico e potere algoritmico. Una destra che non governa più solo gli Stati, ma le infrastrutture mentali del mondo.

Incredibilmente, la sparizione della sinistra avviene nel momento più grave per l’Europa e per la sua democrazia, che guarda caso fu costruita anche dalla sinistra socialdemocratica tedesca, scandinava, francese e pure italiana.

Ma oggi non c’è un leader socialista in grado di fronteggiare il disegno pazzotico del gangster di Washington, non c’è il mitico Pse a orientare la masse, non esiste una sinistra italiana in grado di andare oltre gli gnè gnè di un Nicola Fratoianni, o peggio di un Giuseppe Conte contro il riarmo europeo, mentre quello là vuol prendersi la Groenlandia come a Risiko.

Ed ecco infine la grande nemesi della storia. «Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare», ha detto ieri il presidente francese. No all’imperialismo non lo dice più Lenin, ma un liberale: «Riemergono tentazioni imperiali, l’Europa deve difendere il multilateralismo perché serve i nostri interessi», ha aggiunto Macron. Già, tocca a un liberaldemocratico di Parigi prendere la bandiera dell’opposizione a Trump in nome della difesa dell’Europa (chi l’avrebbe detto che questo compito sarebbe spettato ai francesi…). Mentre la sinistra appare immobile come una sfinge. Sta dormendo un lungo sonno, se non è proprio morta.

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Redazione Redazione Eventi e News