Panasonic insegna ai robot a smontare gli elettrodomestici per l'economia circolare
E se i robot, anziché costruire, smontassero gli elettrodomestici? Si, perché In uno stabilimento Panasonic sito in Giappone, i robot fanno l’opposto di ciò a cui siamo abituati, poiché smontano lavatrici, microonde e grandi elettrodomestici pezzo per pezzo. Chiaramente non lo fanno per distruggerli, ma per capire come renderli più facili da smontare, riparare e poi riutilizzare attraverso l’ausilio dell’intelligenza artificiale, il cui scopo è quello di ripensare il design dei prodotti in chiave circolare.
I DETTAGLI
Il progetto è stato presentato da Panasonic al CES 2026 e rientra nella strategia attraverso cui intende ridurre l’uso di nuove materie prime, così da contenere l’impatto ambientale. Del resto, per quanto il riciclo sia importante, il riuso e la conseguente rigenerazione, per certi versi, lo sono ancora di più, poiché riutilizzare componenti già esistenti permette di allungare la vita dei prodotti e ridurre di fatto sprechi ed emissioni.
Si è partiti proprio dai grandi elettrodomestici, come lavatrici e lavasciuga, dai componenti voluminosi in pratica, che sono spesso anche i più costosi da rimaneggiare. E i robot, attraverso i bracci magnetici capaci di rimuovere pannelli metallici, individuano in tempo reale gli ostacoli, tra cui viti posizionate male, connettori difficili da raggiungere, parti che rallentano o complicano l’operazione, che poi vengono tramutate in informazioni utilissime per i progettisti. Tra l’altro i robot operano con movimenti più delicati rispetto all’assemblaggio tradizionale, cosa che va a preservare ulteriormente l’integrità dei pezzi.
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