San Raffaele: uno smartwatch può prevedere un arresto cardiaco
C'è un fattore assolutamente decisivo quando avviene un arresto cardiaco e questo fattore è il tempo: ad evento accaduto, infatti, ogni minuto è prezioso e può determinare la sopravvivenza della persona colpita. Ma se l'evento potesse essere anticipato e previsto, evitando così i danni successivi, allora tutto cambierebbe: nasce da questa speranza una ricerca che verrà portata dal San Raffaele e dal Politecnico di Milano.
L'obiettivo dichiarato profuma di chimera, ma ha solide basi: anticipare l'avvento di un arresto cardiaco per evitare il problema alla radice. L'intuizione è quella per cui in molti casi l'evento non avviene d'improvviso, ma si prepara il terreno per lungo tempo disseminando indizi nel comportamento quotidiano dell'apparato cardiocircolatorio. Se intercettati anzitempo e con sufficiente precisione, questi indizi potrebbero indicare l'aumentato rischio, avvisando l'utente della necessità di un controllo immediato.
L'ARRESTO CARDIACO SI PREVIENE AL POLSO
Il progetto prende il nome di TIME-CARE, acronimo di "Technological and patient-tailored Innovations for Maximizing Effectiveness of Cardiac Arrest Resuscitation" ed è finanziato da fondi PNRR. L'idea è quella di sfruttare i dati provenienti dai molti utenti ormai abituati ad utilizzare uno smartwatch durante il giorno. Da una parte ci saranno pazienti affetti da problemi cardiaci precedenti, dall'altra utenti sani: il confronto tra i dati dei due insiemi potrebbe restituire differenze da tenere sotto osservazione.
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