A Milano 27 cantieri per una “città spugna” da record

Già un paio di anni fa avevamo segnalato che Milano sta diventando la “città spugna” più grande d’Italia. E più volte sul nostro giornale abbiamo segnalato, per dirla con le parole di Mauro Grassi, che «la città spugna è come un ecosistema vivente capace di assorbire, trattenere e riutilizzare l’acqua in modo naturale, riducendo al minimo gli effetti estremi delle piogge intense e dei periodi di siccità. La sua struttura funzionale si basa su un insieme integrato di spazi permeabili, infrastrutture verdi e blu e sistemi di gestione intelligente delle acque meteoriche». Ora il capoluogo Lombardo continua a puntare a quest’obiettivo ambizioso con 27 interventi utili a trasformare Milano in una 'città spugna' capace di fronteggiare i cambiamenti climatici e le loro manifestazioni, siano esse piogge intense o periodi di siccità.
Come viene spiegato dal Comune, si tratta di cantieri diffusi nei nove municipi, che prevedono la sostituzione di aree oggi grigie e asfaltate con nuovo verde e superfici drenanti, capaci cioè di assorbire e di stoccare le acque meteoriche. Le opere, realizzate da MM per conto del Comune di Milano, sono finalizzate a migliorare la resilienza di fronte agli effetti del cambiamento climatico. Incrementare la quantità di superfici drenanti, infatti, riduce i volumi di acque meteoriche che sovraccaricano la rete fognaria in caso di eventi meteo di particolare intensità, favorendone l'assorbimento naturale nel terreno, e, di conseguenza, riducendo il rischio di allagamenti in superficie. Inoltre la raccolta delle acque piovane consente anche il loro progressivo rilascio nei periodi siccitosi.
«Eventi meteo estremi, come le piogge violente con precipitazioni copiose concentrate in pochi minuti, sono ormai sempre più frequenti in città come abbiamo visto negli ultimi anni - ha spiegato l'assessora al Verde e Ambiente Elena Grandi -: sovraccaricano le infrastrutture di recupero delle acque reflue, che devono fare i conti con flussi anomali, con conseguenti allagamenti e danni al territorio o con prolungati periodi di siccità. Ecco perché la sostituzione di asfalto impermeabile con suolo drenante, con nuovo verde e con un sistema di raccolta delle acque capace di convogliare l'acqua piovana verso la prima falda sotterranea, ma anche in sistemi di raccolta utili all'irrigazione dell'area, vanno nella direzione di rendere Milano sempre più 'città spugna', capace di reagire agli effetti dei cambiamenti climatici. Queste opere contribuiscono a spiegare la scelta dell'Amministrazione di affidare ad MM la manutenzione del verde cittadino: gestione delle acque e del verde da ora in avanti saranno sempre più sinergiche».
Già è stato realizzato un primo Suds (Sistema di drenaggio urbano sostenibile) che interessa 1.870 mq e un altro sito dove sono stati depavimentati 5.900 mq, e ora si stanno concludendo propril in questi giorni i lavori nei pressi della Fabbrica del Vapore in via Luigi Nono, mentre altri interventi si trovano oggi in diverse fasi di attuazione. Si stanno realizzando lavori per creare aree completamente riqualificate e a vocazione pedonale, con più verde e pavimentazione drenante e molto altro ancora. Tra le 27 opere, cinque rientrano nell’ambito di interventi Pinqua, finanziati con fondi Pnrr. Si tratta interventi, oggi in corso, utili alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici in diversi quartieri della città. Altri 11 interventi sono in fase di programmazione e tre in progettazione.
In generale questi interventi, oltre a depavimentare, prevedono anche di incrementare il verde in città attraverso la riqualificazione e la creazione di aree green e la messa a dimora di nuovi alberi, mitigando così l'effetto «isola di calore» e migliorando il raffrescamento naturale nel periodo estivo.
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