Addio a Valentino Garavani: ricordiamo il suo grande amore per i cani
Addio a Valentino Garavani, l’ultimo imperatore della moda: lo stilista da sempre ha vissuto circondato dai suoi cani.

Nella storia del costume, pochi nomi evocano l’eleganza assoluta, il lusso senza compromessi e la perfezione estetica come quello di Valentino Garavani. Recentemente scomparso all’età di 93 anni, lo stilista di Voghera ha lasciato un vuoto incolmabile nelle passerelle di tutto il mondo. Eppure, dietro le sete preziose, i drappeggi magistrali e l’iconico “Rosso Valentino”, batteva un cuore il cui centro emotivo non era occupato solo dalla moda, ma da una famiglia molto speciale: i suoi cani di razza Carlino.
L’ultimo saluto all’imperatore della moda: un ricordo del grande amore di Valentino per i suoi cani di razza Carlino
Per Valentino, i suoi cani non erano semplici animali da compagnia o accessori di status, ma i veri protagonisti di un’esistenza vissuta sotto i riflettori. “I miei cani sono più importanti”, dichiarò con disarmante onestà nel celebre documentario del 2009 Valentino: The Last Emperor. Quella non era una battuta a effetto per la cinepresa, ma il manifesto di una vita intera dedicata alla cura di creature che amava incondizionatamente. Valentino non è stato solo l’Ultimo Imperatore della moda; è stato l’uomo che, tra un red carpet e un gala internazionale, trovava la sua vera pace solo quando era circondato dal grugnire sommesso dei suoi amati Carlini. Un amore che, alla fine, si è rivelato persino più forte dell’alta moda.

Il legame tra Valentino e i Carlini è diventato, nel corso dei decenni, una sorta di mito parallelo a quello della sua Maison. Sebbene nella sua lunga vita abbia posseduto diverse razze, l’incontro con il Carlino è stato folgorante e definitivo. Questa razza, con il suo muso schiacciato e la sua espressione quasi umana, ha saputo conquistare lo stilista al punto da renderla l’unica presenza ammessa nel suo cerchio più intimo.
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La sua dedizione era tale da superare persino l’ansia da prestazione tipica dei grandi creativi. Lo stilista ammise candidamente che il suo senso di responsabilità verso i suoi “quattrozampe” era talmente elevato da aver influenzato anche le sue scelte di vita più profonde. “Avrei adorato avere dei figli”, raccontò in un’intervista, “ma considerato quanto sono ansioso anche solo con i miei carlini, meglio così”. Questa confessione rivela un lato inedito di Valentino: l’uomo dietro lo stilista, capace di una tenerezza protettiva che rasentava l‘apprensione paterna.

Nella vita di Valentino, l’ordine e l’estetica regnavano sovrani, e questa precisione si rifletteva anche nella scelta dei nomi dei suoi compagni. Per anni, accanto a lui si sono alternati sei Carlini i cui nomi iniziavano rigorosamente con la lettera M: Molly, Milton, Monty, Margot, Maude e Maggie. Questa scelta, quasi una firma stilistica, rendeva i cani immediatamente identificabili come parte della “tribù” di Valentino. Di questo gruppo, la piccola Maude occupava un posto d’onore: era l’unica a cui fosse concesso di stare sempre fisicamente accanto allo stilista durante i voli sul jet privato, mentre gli altri venivano solitamente accompagnati dal personale di fiducia o dallo storico socio e compagno Giancarlo Giammetti.
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I Carlini di Valentino non vivevano confinati nelle sue sfarzose residenze come il Castello di Wideville in Francia. Erano presenze costanti nell’atelier, testimoni silenziosi (o rumorosi, a causa del loro tipico respiro) della creazione di abiti da centinaia di migliaia di dollari. Il regista Matt Tyrnauer ha immortalato momenti surreali durante le riprese di The Last Emperor: scene in cui, mentre le sarte lavoravano febbrilmente su tessuti impalpabili, un Carlino sbucava con nonchalance da sotto un tavolo da lavoro o correva tra i manichini. Anche le top model più famose del mondo dovevano abituarsi alla loro presenza durante le prove. Per Valentino, la bellezza di un abito non era completa se non era approvata dallo sguardo dei suoi compagni a quattro zampe.

Il tributo definitivo di Valentino al suo amore per i cani avvenne nel 1986, quando lanciò la linea giovane Oliver. Il nome era un omaggio diretto al suo Carlino preferito dell’epoca. Il logo della linea non era un monogramma astratto, ma un cagnolino stilizzato incastonato in una “V”. È stato uno dei rari casi in cui l’alta moda ha ceduto il passo all’affetto personale, trasformando un legame privato in un’identità di brand globale. Si dice spesso che i cani di Valentino conducessero una vita più lussuosa della maggior parte degli esseri umani. Ed era vero. Viaggiavano su auto private, avevano maggiordomi dedicati alla loro alimentazione e alla loro pulizia, e indossavano collari personalizzati con pendenti incisi.
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Tuttavia, il vero lusso per questi cani non era il materiale, ma la dedizione medica e affettiva che ricevevano. Valentino, conscio della fragilità della razza, non badava a spese per la loro salute. Quando era lontano per lavoro, esigeva che il veterinario facesse visita ai cani almeno due volte a settimana, telefonando costantemente per ricevere aggiornamenti sul loro benessere. Come riportato dall’amica Lynn Wyatt, Valentino adorava ogni loro difetto: il modo in cui russavano o grugnivano era per lui musica, parte integrante della loro personalità irresistibile.
La razza di cani Carlino
Nonostante il loro fascino e la loro natura affettuosa, i Carlini sono una razza che richiede cure immense, un aspetto che Valentino conosceva bene. La loro conformazione fisica, nota come brachicefalia (il muso schiacciato), è la fonte sia della loro bellezza iconica sia di numerosi problemi di salute. A causa delle narici strette e del palato molle allungato, i Carlini soffrono spesso di difficoltà respiratorie croniche. Questo spiega il loro caratteristico russare, che tanto divertiva lo stilista, ma che rappresenta anche un rischio costante di colpi di calore. Con temperature elevate o umidità, questi cani possono andare rapidamente in sofferenza, motivo per cui gli ambienti climatizzati e i viaggi monitorati di Valentino erano, in realtà, necessità mediche prima che vezzi da miliardario.
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I cani di razza Carlini presentano altre criticità. Questi quattro zampe hanno occhi grandi e sporgenti, il che li rende spesso soggetti a lesioni corneali e infiammazioni. Tendono facilmente all’obesità, che aggrava i problemi articolari come la displasia dell’anca o le ernie. Possono soffrire di patologie più o meno gravi, come la meningoencefalite del Carlino. Oltre a questa grave infiammazione cerebrale, i Carlino hanno anche altre predisposizioni ereditarie alle malattie. Per questi motivi, richiede attenzione veterinaria continua, controlli regolari e cure preventive specifiche per mantenere la migliore qualità di vita possibile. (di Elisabetta Guglielmi)
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