Amazon taglia altri 16 mila posti di lavoro per ridurre la burocrazia e investire sull’IA
Il colosso statunitense dell’e-commerce Amazon ha annunciato il licenziamento di altri 16 mila dipendenti nel quadro di un piano di riduzione dell’apparato burocratico e di riallocazione delle risorse verso investimenti nell’intelligenza artificiale. Lo ha reso noto l’azienda oggi, 28 gennaio, attraverso un post sul blog aziendale firmato dalla vicepresidente senior per l’esperienza delle persone e la tecnologia, Beth Galetti. I nuovi tagli seguono quelli annunciati alla fine di ottobre, quando il gruppo aveva già avviato una riduzione di circa 14 mila posizioni. Secondo quanto riportato allora da diverse testate, tra cui il “New York Times”, un’ulteriore tornata di licenziamenti era prevista per l’inizio del 2026, dopo la conclusione della stagione degli acquisti natalizi. Amazon non ha escluso nuove riduzioni dell’organico in futuro, pur precisando di non voler instaurare una cadenza regolare di licenziamenti.
“Ogni team continuerà a valutare responsabilità, velocità e capacità di innovare per i clienti, apportando gli aggiustamenti necessari”, ha dichiarato Galetti, sottolineando che questo approccio è “più importante che mai in un mondo che cambia rapidamente”. La prossima settimana Amazon pubblicherà i risultati finanziari del quarto trimestre, relativo alla stagione natalizia. Gli analisti di Wall Street prevedono ricavi superiori a 211 miliardi di dollari e profitti oltre i 21 miliardi. Nel trimestre precedente, tra luglio e settembre, il gruppo aveva registrato vendite per 180 miliardi e utili superiori ai 21 miliardi. Il nuovo piano di riduzione del personale richiama quello attuato tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, quando Amazon aveva eliminato quasi 30 mila posti di lavoro per contenere i costi nella fase post-pandemica. I licenziamenti annunciati in ottobre avevano colpito diverse funzioni: nello Stato di Washington, dove ha sede il gruppo, circa 2 mila dipendenti avevano perso il lavoro, mentre in California erano state eliminate oltre 1.500 posizioni, con gli ingegneri software tra le categorie più colpite.
La scorsa estate l’amministratore delegato Andy Jassy aveva indicato che l’adozione dell’intelligenza artificiale avrebbe portato nel tempo a una riduzione del personale aziendale. In autunno, tuttavia, aveva precisato agli investitori che i tagli erano motivati soprattutto dalla necessità di ridurre i livelli burocratici, pur restando legati a obiettivi di contenimento dei costi operativi. Nel terzo trimestre Amazon contava 1,578 milioni di dipendenti, in larga parte lavoratori orari impiegati nei magazzini e nelle attività operative, non direttamente interessati dai nuovi tagli. Tuttavia, anche in quest’area l’azienda sta perseguendo una riduzione dell’organico, con piani per sostituire oltre mezzo milione di posti con sistemi automatizzati e robotizzati. La strategia di contenimento dei costi mira anche a finanziare massicci investimenti nei data center necessari a competere nella corsa globale all’intelligenza artificiale. Nel 2025 Amazon è stata sulla traiettoria di una spesa complessiva di circa 125 miliardi di dollari in infrastrutture e altre spese in conto capitale.
Nel quadro della riallocazione degli investimenti, Amazon ha inoltre annunciato la chiusura dei negozi senza casse Amazon Go e di alcuni supermercati Amazon Fresh. Attualmente il gruppo gestisce 14 punti vendita Amazon Go e circa 50 Amazon Fresh, circa la metà dei quali in California; una parte verrà convertita in punti vendita Whole Foods Market. L’azienda ha dichiarato di voler puntare sulle consegne online ultraveloci di generi alimentari freschi e sull’apertura di 100 nuovi punti Whole Foods nei prossimi anni. Sempre oggi, il gruppo logistico Ups ha annunciato che prevede di tagliare fino a 30 mila posti di lavoro nel corso dell’anno, a causa di un calo atteso dei volumi di consegna per Amazon.
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