Ancora 42 cittadini italo-venezuelani nelle carceri del Venezuela

Gen 13, 2026 - 19:30
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Ancora 42 cittadini italo-venezuelani nelle carceri del Venezuela

Il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlò sono atterrati questa mattinata a Ciampino, rientrati in patria a bordo di un jet dell’intelligence italiana assieme al prefetto Gianni Caravelli, direttore dell’AISE. Ad accoglierli in aeroporto, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri.

Intanto, però, nelle carceri del Venezuela restano 42 cittadini italo-venezuelani. A fornire il quadro è stato il ministro Tajani, secondo cui tutti i detenuti con il solo passaporto italiano sono stati liberati, mentre quelli ancora in carcere hanno la doppia cittadinanza.

Tra questi, 24 sono considerati prigionieri politici e l’Italia sta lavorando per ottenerne la scarcerazione. Si tratta in molti casi di persone arrestate per motivi legati all’attività politica o per posizioni critiche verso il governo chavista.

Almeno sette detenuti si trovano nel carcere di Rodeo I, lo stesso in cui erano rinchiusi Trentini e Burlò. Tra loro c’è Daniel Enrique Echenagucia Vallenilla, imprenditore quarantasettenne di origine avellinese, arrestato il 2 agosto 2024. Secondo i familiari è detenuto in isolamento, soffre di asma, ha perso 18 chili ed è in condizioni psicofisiche molto gravi.

Altri italo-venezuelani sarebbero detenuti a El Helicoide, a Caracas, una struttura nota per l’uso sistematico dell’isolamento e per i duri interrogatori. Qui si troverebbero Gerardo Coticchia Guerra, arrestato da oltre cinque anni, l’ingegnere Juan Carlos Marruffo Capozzi e l’avvocato penalista Perkins Rocha, consigliere legale dell’oppositrice María Corina Machado, insieme all’italiana Maria Constanza Cipriani. Nella stessa struttura risulterebbe detenuto anche Hugo Enrique Marino Salas, scomparso dal 20 aprile 2019.

Nel frattempo, il processo di scarcerazione dei detenuti politici procede lentamente. Secondo una missione indipendente delle Nazioni Unite, sono stati liberati solo 50 dei circa 800 prigionieri che avrebbero dovuto essere rilasciati. I ritardi sarebbero legati a tensioni interne al fronte chavista, mentre i familiari continuano a presidiare i centri di detenzione in attesa di nuove liberazioni.

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Redazione Redazione Eventi e News