Case Green, Italia confusa e in ritardo
La scadenza è passata e non resta che guardarsi attorno in attesa di ricevere segnali da Palazzo Chigi. Il nostro Paese, infatti, ha mancato (così come Francia e Germania per la verità) la scadenza del 31 dicembre 2025 entro la quale era prevista la consegna del primo piano di attuazione della Energy Performance of Buildings Directive (EPBD).
Nulla di grave, forse: le scadenze sono spesso impostate dall'UE più con fare coercitivo che non per imporre diktat immediati, ma la sensazione è che il problema sia più nel percorso che non con le sue tappe. L'Italia, infatti, ha mostrato fin da subito una certa contrarietà alle politiche green comunitarie e, mentre lanciava strali contro l'abbandono dei motori tradizionali nel mercato automotive, si defilava in parallelo anche dal dibattito per l'efficientamento del patrimonio immobiliare.
Saltata la scadenza sul recepimento della direttiva Case Green, non si può però più far finta di nulla: il problema diventerà sempre più importante e l'urgenza potrebbe creare problemi ulteriori nella pianificazione - a meno che l'urgenza non diventi l'arma politica per velocizzare un dibattito che rischia altrimenti di insabbiarsi in Parlamento.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




