I sei grandi dell’UE (con Giorgetti a Roma) per rilanciare l’Unione: “Vogliamo dettare il ritmo della competitività”
Bruxelles – Contare in Europa, ma pensando all’Italia. Il governo Meloni tenta il non semplice gioco del tenere il piede due scarpe, e nel giorno della riunione dei ministri dell’Economia dei sei Paesi più grandi dell’UE il titolare del MEF, Giancarlo Giorgetti, sceglie di rimanere a Roma per gestire da remoto le questioni europee e presenziare ad altri impegni istituzionali. Scelte legittime, ci mancherebbe, ma che appaiono stridere con gli sforzi che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta facendo per dare nuova centralità e lustro al Paese, ultimo dei quali l’iniziativa con Germania e Belgio per la competitività a dodici stelle e il vertice ristretto prima del vertice dei leader dedicato alla stessa materia.
“Vogliamo riaffermare il messaggio della necessità di competitività”, scandisce il ministro delle Finanze francese, Roland Lescure, al suo arrivo in Consiglio dell’UE per i lavori dell’Eurogruppo. Afferma di aver avuto un pranzo di lavoro con gli omologhi di Germania, Paesi Bassi, Italia, Polonia e Spagna, il cui senso è tutto politico: “Vogliamo essere quelli che dettano il ritmo alla competitività“, scandisce. Di fronte a un’Europa che stenta c’è un gruppo di Paesi che decide di assumersi la responsabilità di trainare gli altri, visto che, continua, “sappiamo muoverci bene, ma dobbiamo saperlo fare anche rapidamente”.
L’incontro del gruppo ribattezzato come ‘E6’ (traducibile come ‘i sei europei’) si è concentrato su due aree di intervento: come accelerare l’attuazione dell’Unione del risparmio e degli investimenti e come rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento delle materie prime essenziali. Spiegazioni che arrivano da Berlino, a riprova di un motore ancora tutto franco-tedesco nonostante gli sforzi del governo Meloni. Da Roma si preferisce il silenzio e lasciare ad altri il compito di comunicare. Dal ministero delle Finanze tedesco fanno sapere che la riunione – a cui Giorgetti avrebbe partecipato in collegamento video (condizionale d’obbligo, visto che dal MEF non sono giunti chiarimenti nonostante le esplicite richieste, ndr) – ha prodotto “uno scambio completo, produttivo e orientato ai risultati”.
La prossima riunione in questo formato è prevista per il 9 e 10 marzo, giorni delle prossime riunioni di Eurogruppo ed Ecofin. Il mese prossimo i ministri si concentreranno su come rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e rendere più efficienti gli investimenti nella difesa. Impegni permettendo, Giorgetti la prossima volta ci sarà.
Intanto il ministro dell’Economia diserterà anche i lavori del consiglio Ecofin di domani (17 febbraio). L’agenda prevedeva già la sua presenza all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede per le il 97° anniversario dei Patti Lateranensi e della Revisione del Concordato. Italia, Europa, Chiesa: le scarpe sono tre, e tenerci i piedi è ancor più difficile.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




