Il bimbo di 2 anni con il cuore danneggiato non è trapiantabile, il medico: “Non sopravviverebbe. Scelta terribile”

Febbraio 19, 2026 - 19:00
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Il bimbo di 2 anni con il cuore danneggiato non è trapiantabile, il medico: “Non sopravviverebbe. Scelta terribile”

Il piccolo Domenico a cui lo scorso dicembre è stato trapiantato un cuore danneggiato non ne avrà uno nuovo. Quello resosi disponibile nella serata di martedì 17 febbraio non andrà al piccolo di due anni e 4 mesi ricoverato al Monaldi di Napoli affetto dalla nascita da una cardiomiopatia dilatativa. Le sue condizioni sono state giudicate troppo gravi dal team di esperti che ieri ha stabilito che il bimbo non è più operabile.

Carlo Pace Napoleone è il direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. È uno dei membri del comitato di esperti che si è espresso negativamente in merito alla possibilità del nuovo trapianto. All’Ansa, il medico ha spiegato che Domenico “non sarebbe sopravvissuto all’intervento per un nuovo trapianto di cuore. Non era in grado di affrontare un altro trapianto, sarebbe stato tutto inutile”.

Patrizia, la mamma del piccolo
Il bimbo di 2 anni con il cuore danneggiato non è trapiantabile, il medico: “Non sopravviverebbe. Scelta terribile” (nella foto Ansa mamma Patrizia con il piccolo Domenico) – Blitz Quotidiano

Una decisione “terribilmente difficile”

Una decisione “terribilmente difficile” quella presa unitariamente dal comitato di esperti, ma purtroppo inevitabile. “Abbiamo valutato con i colleghi le condizioni cliniche del bambino, compresi tutti gli esami fatti negli ultimi giorni, incluse le tac, le ecografie, esami del sangue ed altri esami, e poi lo abbiamo visitato. Il piccolo – ha spiegato l’esperto – è in condizioni molto gravi”.

La notte tra martedì e mercoledì, il piccolo “ha avuto probabilmente una crisi settica per cui ha avuto necessità di una serie di manovre che hanno comportato un forte stress e l’accumulo di molti liquidi. Le sue condizioni sono molto serie e sicuramente non riuscirebbe a sopravvivere ad un intervento chirurgico”.

Il cardiochirurgo, nel luongo colloquio con l’Ansa ha evidenziato anche un altro aspetto critico emerso durante la visita del bambino: “L’ultima tac fatta al cervello mostra la presenza di una zona con un sanguinamento, ovvero un’emorragia, che prima non era presente. Questo è un ulteriore problema perchè qualunque intervento lui faccia al cuore deve farlo in circolazione extracorporea, che prevede che il sangue venga reso incoagulabile e generalmente queste zone di emorragia cerebrale peggiorano durante questo tipo di intervento di circolazione extracorporea”.

Quindi, ha affermato il medico, “il rischio estremamente probabile, procedendo all’intervento di trapianto, sarebbe stato quello di una emorragia cerebrale massiva di fronte alla quale qualunque sforzo si sarebbe vanificato. A fronte di tutto questo, abbiamo ritenuto che non ci siano le condizioni per poter andare avanti e fare un nuovo trapianto al bambino: siamo stati concordi sul fatto che non avrebbe superato l’intervento, e noi avremmo destinato male un organo che rappresenta una risorse preziosa. Anche per noi – ha aggiunto – è stato difficile accettare questa situazione, ma ritemiamo che sia la scelta più giusta nei confronti anche del bambino”.

La sedazione al piccolo è stata sospesa nella serata di martedì, ma nella giornata di ieri “non era sveglio, dunque – è un’altra delle valutazioni di Pace – non è detto che il danno cerebrale non sia già aumentato. I medici del Monaldi decideranno ora come trattarlo nel modo migliore”.

A chi andrà il cuore disponibile per il trapianto

Un dramma, ma tuttavia resta la speranza perchè questo prezioso cuore resosi disponibile non rimarrà inutilizzato: “Andrà ad uno degli altri due bambini che si trovano nella lista di attesa delle urgenze di classe 1 classificate come ‘emergenza nazionale’, gli unici candidabili insieme al bimbo di Napoli. Entrambi – ha precisato Pace – sono in condizioni di poter ricevere l’organo e la valutazione di compatibilità è stata fatta”.

Quanto alla scelta tra i due piccoli pazienti, “disponiamo di un algoritmo – ha spiegato ancora il cardiochirurgo – che stabilisce una sequenza dei pazienti in lista sulla base di precise caratteristiche di compatibilità e condizioni generali. Chi risulterà primo di tale sequenza riceverà questa donazione. Il donatore, invece, è stabile e verrà sottoposto all’espianto entro la notte”.

Quindi, un’ultima riflessione: “Dal punto di vista umano è stato terribile, ed è la prima volta che mi sono trovato a fronteggiare una situazione simile. Nonostante facciamo questo lavoro non ci si può mai abituare a gestire tali situazioni senza lasciarsi comunque coinvolgere. Bisogna però cercare di essere distaccati ed obiettivi: non facciamo miracoli, ma come medici – ha concluso Pace – facciamo in scienza e coscienza quello che riteniamo essere il meglio”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia