Il primo posto è europeo, la battaglia tra Norvegia e Stati Uniti è per il secondo

Abbiamo dato conto di tanti sorrisi di donne in questi giorni olimpici; vogliamo invece oggi raccontare le lacrime, sempre di una donna, Kristy Coventry. Chiamata un tempo la ragazza d’oro dello Zimbabwe perché, da nuotatrice a dorso, ha vinto sette medaglie olimpiche negli anni Duemila, Kristy è oggi presidente del Comitato Olimpico Internazionale, quasi un capo di Stato quanto a peso politico. Con la gravitas di un vero leader ha tenuto un discorso di spessore nella cerimonia inaugurale in mondovisione.
Giovedì Kristy era in lacrime (sincere) davanti alle telecamere dei media internazionali: aveva appena comunicato la squalifica dalle gare per violazione delle regole olimpiche a Vladislav Heraskevych l’atleta ucraino che aveva corso con i nomi stampati sul casco degli atleti connazionali periti durante la guerra di aggressione russa. E raccontava, fra le lacrime, quanto le fosse costato guardare negli occhi quel ragazzo, capendone la disperazione e la fede nei suoi valori. Si può essere in disaccordo con la decisione, e sarebbe giusto esserlo, ma resta che l’umanissima commozione di Kristy ci trasmette un’idea del potere diversa da quella a cui ci stiamo abituando di questi tempi.
E anche ieri gli atleti europei vincono la classifica di giornata, portandosi via nove medaglie su ventuno, e consolidano ulteriormente il primato abissale nel medagliere. Verrebbe da dire, a voler essere cattivi, che ormai, quanto a medaglie, i Giochi di Milano-Cortina riguardano la lotta per il secondo posto: Norvegia? Stati Uniti? Vedremo. Intanto ieri, nel pattinaggio di velocità uomini sui 10.000 metri, podio tutto europeo: l’oro a Metodej Jilek, da Praga, argento a Vladimir Semirunniy, polacco che nasce in Russia a Jekaterinburg, e bronzo a Jorrit Bergsma, che viene da Boarnsterhim, nel nord dell’Olanda.
La giornata era stata però aperta da un bronzo nel fondo sui 10 km a tecnica libera, grazie a Mathis Desloges, della zona di Grenoble. Nel primo pomeriggio un altro squillo d’oro: nello stadio del biathlon, il nostro Quentin Fillon Maillet, che viene dalle boscose alture del Giura francese, mette tutti in riga e prende l’oro nello sprint sui 10 chilometri. Ma non basta, perché a Livigno si deve ancora correre l’attesissima prova dello snowboard cross donne, e sarà doppietta europea, argento-bronzo.
La prima delle due medaglie se la aggiudica Eva Adamczycova, che viene da Vrchlabí, località del nord della Cechia; la seconda, Michela Moioli, che viene invece da Alzano Lombardo, località vicina a Bergamo. Costernazione a tarda sera per la caduta del predestinato americano, dell’angelo del pattinaggio di figura Ilia Malinin, detto il dio dei quadrupli. Entra in pista con l’oro già al collo e ne esce… ottavo. Storie di vita.
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