Meloni teme un referendum plebiscito che può ritorcersi contro il governo

Febbraio 14, 2026 - 21:30
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Meloni teme un referendum plebiscito che può ritorcersi contro il governo

Tranquilli, non si vota. La situazione politica è sempre più nervosa, complice il referendum, che è di per sé divisivo, ma non solo per questo. Il problema vero è che il governo stenta praticamente in tutti i campi, e questo sta diventando senso comune, più diffuso di due anni fa o anche solo di qualche mese fa. Persino sul piano internazionale, quello sul quale la presidente del Consiglio ritiene di avere buone carte, gira, gira, resta solo un po’ di fuffa e di propaganda, come sul «motore italo-tedesco», che già sembra una bicicletta a pedali, totalmente ridimensionato tra un discorso di Draghi e un’uscita di Macron. E dallo stesso Merz, che ieri a Monaco ha fatto chiaramente capire che o si sta con l’uomo del Maga o con l’Europa, e a Giorgia saranno fischiate le orecchie.

Politicamente, poi, il quadro è in movimento. La Lega è in una crisi strutturale, Forza Italia è agitata da spinte a un rinnovamento che non arriva, e la novità dirompente di Roberto Vannacci spaventa tutti i partiti della maggioranza.

Per tutti questi motivi, Giorgia Meloni ha fatto recapitare ai suoi seguaci, attraverso Arianna – che non spiccica parola senza il placet della sorella minore – il messaggio tanto atteso, soprattutto dai peones che devono ancora maturare i requisiti per la pensione: anche per quest’anno non si vota. Nell’intervista al Corriere della Sera, Arianna Meloni, in veste di pompiere, ha voluto raffreddare gli animi. Ragionamenti pacati, considerazioni di merito sul referendum. Un’improvvisa boccata di forlanismo, che non ti aspetti da un’aggressiva come lei: strano registro per chi, di solito, predilige il linguaggio della trincea.

È possibile che Giorgia Meloni avverta il bisogno di ripristinare un clima meno acceso: ogni tanto le succede. Salvo poi accendere, lei, sempre nuove micce, con i decreti sicurezza o il blocco navale. È questa schizofrenia, tra le velleità di statista e il riflesso missino, che intralcia il suo percorso.

L’indizio della paura che un clima conflittuale le giochi contro lo si vede laddove Arianna ha escluso che il referendum sarà sul governo «come alcuni fanno credere»: è un voler esorcizzare il grande problema che la premier ha creato lei stessa, quello di volere un referendum-plebiscito che sta diventando un’altra cosa, un appuntamento tutto su di lei e l’operato del governo. Un sintomo di una paura che corre sul filo dell’appuntamento referendario.

Arianna Meloni, insomma, ha voluto rassicurare gli adepti e consigliare di stare al merito, e dunque evitare evocazioni del ritorno delle Brigate Rosse e simili enormità nordiane. E forse anche suonare la sveglia al suo partito, perché cominci a fare campagna elettorale, visto che per ora si sta muovendo, nel bene e nel male (vedi Nicola Gratteri), soprattutto il No. Sarà tutto da vedere se il forlanismo si addice a Meloni. A occhio, è complicato.

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Redazione Redazione Eventi e News